Perizie di tGi
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il cavallo del giorno
18/8 Island Calm 3° LI -->1°
19/8 Il Banchiere 5°NA -->rit
23/8 Garghir 2°VA -->1°
25/8 Paso E. 3°LI -->
28/8 Ricominciamo 2° MI -->
dettagli e riepilogo
Perizie in chiaro
2 dicembre 2011 Napoli Tris QQ h 18.30
4 dicembre 2011 Pisa Tris h 16
6 dicembre 2011 Roma TQQ h 18.30
11 dicembre 2011 Pisa Tris h 16.30
12 dicembre 2011 Livorno TQQ h 18.30
19 dicembre 2011 Napoli Tris QQ h 18.30
24 dicembre 2011 Roma TQQ h 18.30
Perizie Tris successi recenti
2011
9 giugno 2011 Milano (n5) Tris Euro 387 (n5) Quarté 1047 (n7) Quinté 48493
7 luglio 2011 Livorno (n6) Tris Euro 1760
26 luglio 2011 Napoli (n5) Tris Euro 764 (n5) Quarté Euro 2508
11 ottobre 2011 Milano (n6) Tris Euro 3357
18 ottobre 2011 Roma (n5) Tris Euro 524 (n5) Quarté Euro 2530
27 ottobre 2011 Roma (n6) Tris Euro 2085
29 novembre 2011 Roma (n5) Tris Euro 3003 (n3)
21 settembre 2011 Milano prono (n5) Tris vincente Euro 335
31 agosto 2011 Napoli prono (n5) Tris vincente Euro 995
7 agosto 2011Livorno prono (n5) Tris vincente Euro 406
24 giugno 2011 Varese prono (n6) Tris vincente Euro 310
10 giugno 2011 Roma prono (n6) Tris vincente Euro 718
26 maggio 2011 Milano prono (n4) Tris vincente Euro 156
24 maggio 2011 Milano prono (n4) Tris vincente Euro 306
19 maggio 2011 Milano prono (n4) Tris vincente Euro 211
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6 maggio 2011 Varese prono (n5) Tris vincente Euro 2800
4 maggio 2011 Milano prono (n5) Tris vincente Euro 266
21 aprile 2011 Milano prono (n5) Tris vincente Euro 315
18 aprile 2011 Firenze prono (n6) Tris vincente Euro 800
13 aprile 2011 Roma prono (n6) Tris vincente Euro 251
2 aprile 2011 Pisa prono (2p/5 V/7) Tris vincente Euro 409
1 aprile 2011 Roma prono (n5) Tris vincente Euro 386
25 marzo 2011 Varese prono (n4) Tris vincente Euro 218
6 marzo 2011 Roma prono (n5) Tris vincente Euro 330
27 febbraio 2011 Pisa prono (n5) Tris vincente Euro 300
11 febbraio 2011 Napoli prono (n5) Tris vincente Euro 211
31 gennaio 2011 Napoli prono (n5) Tris vincente Euro 175
2010
29 dicembre 2010 Napoli prono (n4) Tris vincente Euro 226
22 settembre 2010 Milano prono (n4) Tris vincente Euro 1463
15 settembre 2010 Roma prono (n5) Tris vincente Euro 447
30 luglio 2010 Napoli prono (n4) Tris vincente Euro 1051
16 giugno 2010 Milano prono (n6) Tris vincente Euro 1033
28 maggio 2010 Roma prono (n4) Tris vincente Euro 640
16 maggio 2010 Roma prono (n3) Tris vincente Euro 256
13 maggio 2010 PIsa prono (n5) Tris vincente Euro 4806
30 aprile 2010 Pisa prono (n5) Tris vincente Euro 58
30 aprile 2010 Pisa prono (n5) Quartè vincente Euro 801
28 aprile 2010 Milano prono (n6) Tris vincente Euro 829
10 aprile 2010 Milano prono (n6) Tris vincente Euro 1873
8 aprile 2010 Varese prono (n5) Tris vincente Euro 1047
9 marzo 2010 Roma prono (N5) Tris vincente Euro 955
Archivio Perizie
Bilancio giornaliero 2009
Milano
Varese
Pisa
|
Perizie 2009 (al 15/3) | | Campo | Zeri | Ricavi | Saldo | % |
| Roma aw | 117 | 159 | 42 | 36 |
| Napoli | 167 | 164 | -3 | -1,8 |
| Varese | 46 | 70 | 24 | 52 |
| Pisa | 214 | 278 | 64 | 29,9 |
Perizie 2008 | | Campo | Zeri | Ricavi | Saldo | % |
| Roma aw | 370 | 483 | 113 | 31 |
| Roma erba | 326 | 452 | 126 | 38 |
| Napoli | 342 | 438 | 96 | 28 |
| Varese | 417 | 584 | 167 | 40 |
| Pisa | 270 | 344 | 74 | 27 |
| Milano | 563 | 739 | 176 | 31 |
| Livorno | 199 | 241 | 42 | 21 |
| Firenze | 195 | 223 | 28 | 14 |
Bilancio giornaliero 2008
sommario
Milano
Pisa
Roma (aw)
Roma (erba)
Napoli
Varese
Firenze
Perizie recenti
10/07/08 Livorno periziata la tris vincente 334 E
26/2/08 Roma periziata la tris vincente 3563 E
21/2/08 Pisa periziata la tris vincente 703 E
14/2/08 Pisa periziata la tris vincente 2884 E
10/12/07 Livorno periziata la tris vincente 1500 E
10/6/07 Milano periziata la tris vincente 2850 E
Riepilogo 2007 solo vincenti
Milano + 104
Varese + 120
Roma (erba) + 115
Roma (erba) + 251
Napoli + 126
Livorno + 0,35
Pisa - 4,77
|
In primo piano
Arrivano i "responsabili" - Rimpasto all'Agricoltura... 23/02/2011
Il Presidente del Consiglio ha pagato al gruppo dei "responsabili", cioé i parlamentari acquisiti qua e là dietro promessa
(nella migliore delle ipotesi) di poltrone governative, la cambiale sottoscritta, avviando il rimpasto di governo con l'assegnazione
all' on. Romano del Mipaf.
Il Presidente Napolitano ha accettato la nomina ma si é sentito obbligato ad emettere una chiosa che non appare certo lusinghiera nei
confronti del neo ministro e dell'intera operazione.
Questo il comunicato ufficiale del Colle:
"Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dal momento in cui gli è stata prospettata la nomina dell'onorevole Romano
a ministro dell'Agricoltura, ha ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi
imputazioni" (concorso esterno in associazione mafiosa ndr)."A seguito dell' odierna formalizzazione della proposta da parte
del presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali
che ne giustificassero un diniego - prosegue il comunicato - Egli ha in pari tempo auspicato che gli sviluppi del procedimento
chiariscano al più presto l'effettiva posizione del ministro"
Viene spontaneo domandarsi: ma non potevano trovarne uno meglio?
Dall'opposizione arriva la risposta, il cui senso é quella che il premier, sotto ricatto, non poteva rifiutarsi di adempiere.
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Non ci trovano d'accordo le espressioni di soddisfazione (in realtà tristi e livide) con cui alcuni dei rappresentanti
dell'ippica hanno accolto quella che a noi pare un'"irresponsabile" manovra di sottogoverno.
Costoro rimproverano all' ex Ministro Galan di aver accantonato il cosiddetto piano industriale dell' ippica, in realtà
poco più che un esercitazione universitaria il cui unico scopo, neppure troppo nascosto, era quello di trovare il modo migliore per
puntellare la traballante struttura ippica allevocentrica.
Rimproverano a Galan quello che a noi appare un merito oggettivo, vedremo in seguito da che parte sta la ragione.
Assessore Masseroli, non ci provare... 26/11/2010
Nell’ambito dei lavori per la costruzione della linea 5 della Metropolitana Milanese la ditta appaltatrice ha richiesto alla Società Trenno (minacciando il ricorso alla procedura di esproprio temporaneo in caso di diniego) di permettere l’apertura di un cantiere all’interno del centro d’allenamento, sulla curva della pista di Trenno.
La ditta ha sostenuto di aver avuto disposizioni in tal senso dal committente (Metropolitana Milanese, società controllata dal Comune) e di non avere notizia del vincolo storico-ambientale gravante sull’area, che impedisce la possibilità di effettuare qualsiasi tipo d’intervento innovativo o modificativo.
Tentativo di blitz? Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni.
Nel frattempo un messaggio all’Assessore: non ci provare, Masseroli….
Bocciata la nomina di Zucchelli 14/10/2010
Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa ha dato parere negativo alla nomina del magistrato Claudio Zucchelli
alla carica di Commissario Straordinario dell'UNIRE.
Zucchelli, nel frattempo diventato presidente di sezione del Consiglio di Stato, era stato nominato Commissario dell'Unire
il 23 giugno dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell'agricoltura Giancarlo Galan.
Questa la notizia, tutta da interpretare alla luce dell'imminente crisi politica.
La decisione non giunge inaspettata - più o meno si era intuito che sarebbe andata a finire così- e cade comunque
nell'incomprensibile mare magnum dell'indifferenza delle Categorie.
A quando la sveglia?
Accertamenti fiscali per gli ippici 11/10/2010 by Massimo Disnan
In Friuli e nel Piemonte l' Agenzie delle Entrate stanno conducendo azioni
nei confronti di proprietari di cavalli, azioni ovviamente perfettamente legali
e anche condivisibili nello scopo, ma che nelle applicazione “letterale” delle
disposizioni tabellari, non verificate nella realtà, provoca e provocherà
gravi danni al settore ippico.
Nello specifico, l’Amministrazione richiede, anche ai proprietari di cavalli
una dichiarazione dove fra gli altri beni, deve essere segnalato il possesso di
cavalli da corsa e da equitazione (che tuttavia non vengono ben definiti nel
termine) siano essi mantenuti in proprio sia presso terzi.
La conoscenza di tali dati consente agli uffici l’applicazione di tabelle che
portano a PRESUMERE un determinato reddito in capo al contribuente, reddito
ritenuto idoneo e necessario a sostenere le spese relative al mantenimento dei
beni indicati (accertamento sintetico).
Purtroppo per quel che riguarda i cavalli spese così desunte, nella maggior
parte dei casi sono di gran lunga superiori a quelle reali.
Ovviamente, nella
evidente ipotesi conseguente che i redditi dichiarati siano inferiori a quello
presunto dall’Agenzia, AUTOMATICAMENTE, l’agenzia delle Entrate invia l’
accertamento dei maggiori redditi e conseguentemente richiede le maggiori
imposte e relative sanzioni. Naturalmente al contribuente non rimane che
iniziare il faticoso iter dei ricorsi, dove tuttavia si troverà il più delle
volte a dover dimostrare redditi che non possiede!!
A titolo di esempio.
Il mantenimento in proprio di un cavallo da corsa dovrebbe essere giustificato
da un reddito pari a oltre 48 mila euro. Due cavalli oltre 76 mila euro, tre
100 mila euro. Qualora i cavalli siano mantenuti a pensione le cifre
raddoppiano (8 mila euro al mese per mantenere a pensione … da un allenatore un
cavallo da corsa !!!!).
Per i cavalli da equitazione (quali?) le cifre sono ovviamente inferiori ma
anche in questo caso “assurde”. Un cavallo da equitazione in pensione può
essere giustificato da un reddito di 3.600 euro al mese.
Il dibattito
Claudio Zucchelli è il nuovo Commissario dell'UNIRE 23/6/2010
Il Presidente del Consiglio dei Ministri - su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan - ha nominato Claudio Zucchelli Commissario straordinario dell'UNIRE con tutti i poteri di ordinaria amministrazione. Claudio Zucchelli è Consigliere di Stato e Giudice componente la commissione tributaria del Lazio, ha svolto le funzioni di Capo di Gabinetto del Ministero delle Finanze dal 17 maggio 1994 al 30 maggio 1995, dal 2 novembre 1994 al 27 novembre 1996 ha ricoperto la carica di Segretario generale del Ministero delle Finanze, dal 28 novembre 1997 al 10 di gennaio 2000 è stato Commissario di Governo alla Regione Emilia-Romagna. Attualmente è Capo Dipartimento degli affari Giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio dei Ministri.
Alla Bastiglia contributo al dibattito di Massimo Disnan 16/6/2010
Beh, il ministro Galan ha ragione. Che diamine l’ippica non deve più chiedere
soldi al Governo.
Basta sprechi. La colpa è nostra, cari allevatori,
allenatori, driver e fantini, artieri società di corse e loro addetti, che ogni
giorno, 365 giorni all’anno, Pasqua e Natale compresi, con il sole o il cattivo
tempo, dalle prime luci dell’alba ci arrabattiamo nella speranza di forgiare o
per inventarsi “un cavallo da corsa”, nella speranza di vivere tra i molti
grigi, un giorno da leoni.
Basta sprecare i soldi del Governo. E allora, dov’è
la nostra colpa?
Ma che diamine, l’invito sottointeso dal neo Ministro è
chiaro. La rivoluzione francese avrà pur insegnato qualcosa.
E allora signori, alla Bastiglia (pardon sede Unire) e dal Re (pardon
Ministero delle politiche Agricole o delle Finanze), con le ghigliottine
affilate (naturalmente metaforicamente parlando).
E se chiedessimo la privatizzazione del settore (gestione delle scommesse
comprese)?
Cronaca della Crisi - 1 9/6/2010
Come ampiamente previsto ed anticipato il signr Baggio si è dimesso dalla carica di Commissario dell’Unire, lasciando nello sconforto i tifosi del governatore del Veneto, quello che si era distinto per aver annunciato l’acquisto da parte del Mipaf di non so quante forme di parmigiano reggiano a sostegno dei produttori (poi mai avvenuto perché Tremonti sarà magari “leghista” ma sa distinguere tra boutades elettorali e atti di governo praticabili) e quello della performance a favore di McDonald con il lancio del panino italiano, anche questo scomparso rapidamente dal menu.
Baggio si è dimesso per gli insanabili contrasti tra il suo sponsor ed il nuovo Ministro delle Politiche Agricole ed anche perché non vuole mettere la sua faccia in calce all’annuncio del fatto che da luglio in poi bisognerà correre a montepremi dimezzato.
Le associazioni del galoppo (che fino ad ieri sonnecchiavano in adorazione dell’immagine di Zaia) si sono improvvisamente svegliate ma sono partite decisamente con il passo sbagliato, un’intervista alla Padania rilasciata da Maria Sacco, farcita di inesattezze (spero involontarie) e di affermazioni ideologiche fuori contesto ed al limite della piaggeria nei confronti del deposto idolo.
All’epoca del Comitato di Crisi avevo espresso forti dubbi sulla conclusione dell’agitazione ed altrettanti dubbi li avevo espressi in merito al piano industriale redatto dal prof. Branchini, in questo caso sulla base della semplice considerazione che i paletti che i committenti (in gran parte allevatori) avevano imposto erano tali da lasciare inalterati i rapportti strutturali e di potere fra i competitors.
Dubbi che i fatti hanno dimostrato esere del tutto ragionevoli.
Finalmente qualcuno zittisce Zaia 6/2/2010
Finalmente qualcuno zittisce l'ineffabile Ministro Zaia e rivendica rispetto per gli operatori dell'ippica.
Il Presidente dimissionario di Assogaloppo, Fabio Carnevali, sollecita il ministro leghista a misurare le parole e lo
invita a riflettere (parola grossa) proponendogl alcune considerazioni.
Carnevali si riferisce alla dichiarazione rilasciata dal Ministro leghista (prima a dopo la comparsata a beneficio
di Mc Donald?) in cui, facendo di tutt'erba un fascio sostiene che ''l'ippica è da disinfettare a fondo.
L'ippica va ripulita. L'ippica ha bisogno di una pulizia profonda''.
''Non so voi - reagisce il dirigente di Assogaloppo - ma io sono un po' stufo di tutto questo qualunquismo.
Le parole hanno un loro peso e credo che sarebbe opportuno tornare a dire, non solo nell'ippica ma in tutta Italia
, le cose giuste nel modo giusto.
Sarà perché io non sono tra quelli che dicono, per esempio, che la politica fa schifo. Piuttosto affermo,
e credo con cognizione di causa, che alcuni politici mi danno allo stomaco. E quando lo dico, generalmente faccio i
loro nomi e spiego le ragioni del mio disprezzo: non faccio di tutta l'erba un fascio.
Tornando all'ippica, siamo tutti consapevoli che parte di essa (ma non tutta!) avrebbe bisogno di essere ristemata.
Ma c'è da dire anche che le persone sbagliate nei posti sbagliati, il ritardo e le carenze della ''giustizia sportiva'',
l'inefficienza ed inefficacia dell'antidoping, il rapporto alterato con gli assuntori di scommessa ed i conseguenti
''abbuoni per legge'' eccetera eccetera, non sono ''figli'' dell'ippica, bensì di parte della politica che, da quando
ha invaso il nostro mondo, non ha fatto altro che danni.
Non voglio fare il ''Travaglio'' della situazione - precisa Carnevali - ma quando generalizzando si parla dell'ippica
con i toni usati dal Ministro, si infanga tutto un settore che, disperato essenzialmente per scelte che provengono dal
suo mondo, è fatto anche di tanta brava ed appassionata gente che alle 5 di mattina (di tutte le mattine compreso Natale
e Capodanno) è già in piedi, pronta ad accudire ed allenare cavalli (rimettendoci fino alla oltrepassata soglia di
povertà), mantenendo così in attività un ''giochino'' che ha consentito l'arricchimento ed il consolidamento di potenti
lobbies"
Ippica nel web: due diverse strategie comunicative 14/1/2010
Due dei principali siti che si occupano di cose ippiche hanno, nei giorni scorsi, dato dimostrazione di come si possano concepire in modo diametralmente opposto le potenzialità della rete in merito alla libera diffusione delle notizie.
Nel rosso dell’uovo, che fa capo al giornalista Carlino Zuccoli, ha rivelato il retroscena dell’operazione promozionale che aveva portato alla donazione del cavallo Libero Mercato al signor Vittorio Feltri: una storia complessa (e che ha ancora qualche punto oscuro), fatta di impegni non si sa fino a che punto mantenuti nei confronti di un ente assistenziale, di una cessione a prezzo inferiore a quello di mercato di un cavallo poi immediato vincitore di alcune corse in Francia, di opacità nella comunicazione che contraddice le regole della promozione non importa se commerciale o istituzionale.
Senza dilungarci nei dettagli possiamo sintetizzare dicendo che l’iniziativa di Zuccoli ha costretto i diretti interessati ad uscire allo scoperto, chiarire i rispettivi ruoli nell’affaire e soprattutto ha portato alla repentina comparsa di un cospicuo assegno che finalmente ha raggiunto il destinatario “naturale”. Il tutto in diretta dal sito di Zuccoli, amplificato dalla cassa di risonanza di vari siti ippici che avevano ripreso l’argomento facendone oggetto di discussione nelle rispettive communities.
Uno dei forum che ha amplificato la diffusione delle notizie è stato quello di Chorse, che vanta un numero di utenti cospicuo e qualificato e non ha bisogno di ulteriore presentazione.
Ci siamo quindi stupiti quando, di fronte ad un fatto diverso ma sostanzialmente della stessa natura (libera informazione) la redazione del sito ha reagito proclamando la serrata per quattro giorni delle pagine del sito stesso, motivando la decisione con il comunicato che ci pare corretto riproporre integralmente in coda al nostro commento.
La decisione è certamente legittima (anche se forse non del tutto rispettosa verso i loro stessi utenti), quindi questo nostro intervento non va inteso come una critica ma come un contributo all’elaborazione di strategie vincenti, ma rivela una concezione del web che a noi pare estremamente limitata: il web, per sua natura, è potente strumento di democrazia, di controllo delle Istituzioni , di stimolo al miglioramento delle regole sociali, persino rivoluzionario e ne sono prova i tentativi di limitarne la diffusione e la fruibilità messi in atto dai regimi più retrivi ed autoritari.
Il web è tutto questo a condizione che le notizie circolino, che ognuno dia il suo contributo (fatti nuovi o analisi), che si discuta a bocce ancora in movimento, che si precedano le versioni ufficiali: difficile farlo a pagine chiuse.
In ossequio al principio dell’utilità della casse di risonanza ecco il comunicato ufficiale pubblicato su Chorse.it:
DOPO IL VERGOGNOSO SVOLGIMENTO DELLA TRIS DI FOLLONICA E LA CONSEGUENTE BEFFA TRUFFALDINA PERPETRATA AI DANNI DELLO SPORT E DELLE SCOMMESSE, L’AMMINISTRAZIONE DEL SITO Chorse.it, A DIFESA E A TUTELA DEGLI SCOMMETTITORI E DEI CAVALLI, CHIUDE IL FORUM FINO A SABATO ALLE ORE 20.00. AFFINCHE’ QUESTO SEGNALE DI TOTALE DIVERGENZA DALLE SCELTE DEL MONDO IPPICO POSSA RAPPRESENTARE UNO STIMOLO PER LO SCOMMETTITORE PER FAR PESARE IL SUO RUOLO DECISIVO CON L’ASTENSIONE O LA RIDUZIONE DELLE SCOMMESSE IPPICHE . A VOCE ALTA SI RICHIEDE ANCORA UNA VOLTA TRASPARENZA, MODIFICHE DEI REGOLAMENTI E TV DELL’IPPICA IN DIRETTA MA SOPRATTUTTO RISPETTO E SERIETA’ PER CHI SCOMMETTE. NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI QUESTO MONDO MA NELLO STESSO TEMPO VOGLIAMO ESSERE ARTEFICI DEL CAMBIAMENTO A TESTIMONIANZA DI UN IMPEGNO CHE DURA DA DIECI ANNI.
Finanziamento dell’ippica: finalmente il “fisso” ma… 18/11/2009
Ci pare necessario intervenire nel dibattito apertosi, in ritardo ma tant’è, sull’ ipotesi di chiudere la connessione diretta tra il movimento delle scommesse e la formazione delle risorse da destinare al comparto ippico.
Occorre, per chiarezza, tornare alla serrata che esattamente un anno fa provocò il blocco delle corse e portò i problemi dell’ippica, in particolare quello del suo finanziamento, sulle pagine dei quotidiani e dei telegiornali.
La serrata si concluse con l’approvazione di un decreto che aumentava il prelievo sul movimento delle slot-machines (PREU) a favore dell’ippica e del Coni ed a danno dei gestori delle stesse.
Il provvedimento, alla luce del trend settoriale, apriva un’improvvisa possibilità di ricchezza per l’ippica e convinse gli operatori alla sospensione delle stato d’agitazione, il cui fronte mostrava comunque segni di cedimento.
Bastava crederci … o far finta di crederci..
Fin dall’ inizio, e lo scrivemmo, fummo insospettiti dal fatto che da parte delle Associazioni dei gestori delle slots, non vi fosse stata una sorta d’insurrezione (evidentemente sapevano come sarebbe andata a finire) e che, guardando al nostro giardino, fossero immediatamente state accantonate le ipotesi di rifondazione dell’ippica sulla base di diversi rapporti di potere fra le parti (ci ritorneremo più avanti) che cominciavano a farsi strada, particolarmente al galoppo.
Non ci sbagliavamo ed infatti l’aggancio delle risorse ippiche alla miniera d’oro che le slots rappresenatvano, non entrò neppure in vigore e venne sostituito, a fine novembre da un DL - divenuto poi Legge 28 gennaio 2009 n.2, attualmente in vigore - sulla base della quale a partire dal 2011 sarebbe stato il Ministro dell’Economia a mettere a disposizione uno stanziamento annuale, di ammontare definito anno per anno, destinato al Coni ed all’ Unire (150+150 milioni per il 2009 e 2010 in via provvisoria quello destinato all‘ Unire) .
In molti, la maggior parte, non se ne accorsero neppure ( infatti il dibattito è emerso solo ora) ma era evidente come ci si fosse avviati lungo il percorso, sponsorizzato da AAMS e Concessionari, che sostanzialmente sarebbe sfociato nella disconnessione dell’ippica dal movimento delle “sue” scommesse.
A contrastare la scelta (mi pare ormai certo che sia così) rimane solo l’ideologia dell’ ippica romantica, i cui sostenitori vedono, a dir loro, rinnegare la storia e la stessa natura delle corse ippiche.
Io penso che con il romanticismo di strada se ne farebbe veramente poca, quindi ben venga la separazione , semmai eccessivamente tardiva, e ci si apra a nuove prospettive, magari persino a quella di un’iniziale diminuzione del montepremi.
Da qualche anno ormai, timidamente avanzavo l’ipotesi “disconnessione” su queste pagine e meno timidamente nell’audience più vasta dei forum ippici ed in alcune sedi istituzionali, quindi non posso che schierarmi con i sostenitori di un nuovo modello di finanziamento dell’ ippica, fornito annualmente dal Ministro dell’Economia a carico delle entrate erariali ed extraerariali dell’ intero compartimento dei giochi e delle scommesse, il cosiddetto “fisso“.
Ho accennato a quella che ritengo essere (così sarà, credo) l’inevitabile conseguenza, quella della diminuzione del montepremi. Non mi stupisce che, molto giustamente, T&T di oggi ponga puntualmente il problema del quantum: quale sarà l’ammontare del fisso cui pensa Il Ministro o chi per lui (AAMS) ?
Attualmente il fabbisogno è di 450 milioni, dalle scommesse ne verranno 260 (stima 2009) se ci aggiungiamo i 150 derivanti dalla Legge per il 2010 si arriva sì e no a 410 e non credo (in pochi lo credono, per dir meglio) che lo Stato pensi di finanziare l’Unire esattamente come il CONI (450 milioni) che regge una realtà ben maggiore.
Ragionevolmente bisognerà cominciare a pensare che il “fisso” sarà considerevolmente inferiore e che quindi un ridimensionamento del montepremi è inevitabile. A meno che….
A meno che non si riprenda a parlare della rifondazione del sistema, partendo pure, come sta a cuore a molti (peraltro non disinteressati…) dal Piano Industriale delle tre B (Bianchini-Biasuzzi-Botti) ma mettendo mano, per demolirla, alla struttura attuale.
Per indicare la mia idea mi limiterò, rimandando gli approfondimenti ad una successiva puntata, magari dopo aver ricevuto qualche replica, alla formulazione della scaletta degli interventi necessari con il corredo indispenzabile dello slogan mediatico delle tre S (ad intregrazione di quello delle 3 B citato sopra)
- Separazione dell’ ippica (del suo finanziamento) dal volume delle scommesse . La gestione delle scommesse è già separata, come sappiamo tutti, ma è ormai improrogabile sciogliere ogni legame, anche per evitare che siano gli ippici stessi a fare danni (come nel caso della V7, tanto per non restare nel generico)
- Separazione delle corse (spettacolo) dall’allevamento (agricoltura). Il che significa esclusione dell’allevamento della spartizione del montepremi e dalla redistribuzione del “fisso”. Ovvio che questo comporterebbe l’uscita delle corse dall’ Unire, che quindi potrebbe continuare ad interessarsi della tutela delle razze equine in fase di allevamento e “conservazione” ma non del loro impiego agonistico, oppure il so scioglimento o la sua rinascita sotto forma di Federazione sportiva (come era prima del 1932 quando l’Unire nacque. In altri termini, più brutali: l’allevamento è attività agricola quindi se la veda con il suo Ministero le corse sono sport e spettacolo, quindi se la vedano con una propria Federazione e /o con il Coni.
- Separazione delle casse tra trotto e galoppo (da gestirsi all’interno della “federazione”)
In primo piano
Relived Horses
I numeri sono impressionanti, ogni anno vengono ufficialmente macellati in Italia 170.000 cavalli.
Quanti fra questi appartengono alla categoria dei cavalli sportivi (galoppatori, trottatori, cavalli da sella) che per vari motivi non possono più svolgere la loro attività?
Non ci sono dati certi ma sappiamo tutti molto bene che sono moltissimi, certamente troppi, così come sappiamo benissimo come spesso la macellazione diventi una scelta quasi obbligata (magari fatta interponendo un “commerciante” come mediatore) per la mancanza di strutture che cerchino l’incrocio dell’inevitabile offerta con una domanda che esiste già (pensiamo alle comunità terapeutiche, tanto per dirne una) ma che potrebbe comunque essere ampliata ed anche costruita.
Queste considerazioni hanno portato alla nascita di Relived Horses , un’ associazione Onlus che si propone l’obiettivo di recuperare galoppatori e trottatori che per infortunio o per diminuita competitività vengono estromessi dal circuito delle corse reinserendoli in altre attività.
L’iniziativa è stata voluta e costruita dall’indimenticabile ed indimenticata Jaqueline Freda ed alla Presidenza dell’ associazione è stata chiamata Laura Grizzetti.
L’Associazione ha trovato una sede a Bracciano, in una struttura che già oggi potrebbe ospitare più di duecento cavalli.
Le fonti di finanziamento dell’ Associazione sono costituite dalle quote d’iscrizione e dai contributi annuali dei Soci, da versamenti volontari, dai contributi di pubbliche amministrazioni e di enti pubblici o privati, dalle quote di partecipazione a Stage e Corsi di Formazione in discipline ippiche ed equestri.
Si punta poi alla ricerca di sponsorizzazioni ed al riconoscimento di una piccola percentuale sui premi al traguardo.
Il rapporto degli operatori con Relived Horses nasce con la donazione dei cavalli “dismesssi”, che verranno quindi recuperati fisicamente e psichicamente, reindirizzati ad altre discipline e, una volta ritenuti idonei, ricollocati in comodato d’uso a Centri Equestri, Centri Terapeutici od anche a semplici appassionati privati.
Da parte nostra saremo in prima linea per seguire gli sviluppi dell’iniziativa.
Chi volesse saperne di più potrà contattare la sede dell’ associazione
Relived Horses
Tenuta S.. Barbara
Strada poderale del Sambuco 14
00062 Bracciano
Tel 392-0645798
Contributi
L’ippica che, comunque, cambia 14/05/2009
La considerazione che, comunque, l'ippica sta cambiando da sè, indipendentemente dalla poca volontà dei più, mi è stata suggerita dalla lettura degli articoli che nei giorni scorsi hanno accompagnato l’elezione del nuovo presidente di Assolombarda, l’associazione delle imprese industriali e del terziario, dei trasporti, della sanità privata, del turismo e dello spettacolo che operano nel territorio milanese.
Lo scorso anno varie scuderie (mi vengono in mente Botti, Marcialis e Paciello ma ce ne sono altre) hanno chiesto di potersi associare e sono infinite state accolte.
Il fatto in sé è “leggero”, ma solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile, poiché l’iscrizione presuppone l’esistenza di una serie di parametri imprenditoriali ed amministrativi cui le imprese ippiche sono pervenute solo recentemente.
Quando si parla della ristrutturazione del sistema ippico e dello spettacolo basato sulle corse sarà opportuno non dimenticare che il modello dovrà necessariamente essere di tipo imprenditoriale.
L’importanza dei mitocondri ovvero l’importanza della fattrice nell’allevamento del cavallo da corsa 21/04/2009 by Massimo Disnan
Vorrei offrire un piccolo ripasso di biologia, e alcune osservazioni riguardanti la trasmissione dei caratteri.
Le informazioni genetiche sono trasmesse dai geni.
Dai primi esperimenti di Mendel sui piselli alla mappatura del codice genetico dell’uomo, i meccanismi della trasmissione dei caratteri ci appaiono sempre più chiari, ma non per questo meno affascinanti e ancora per molti aspetti misteriosi.
Le informazioni trasmesse sono le istruzioni per costruire le proteine, le molecole importantissime per la struttura degli organismi viventi.
Di proteine sono costituite le strutture degli organismi (nei muscoli tra le altre, l’actina e la miosina che consentono la contrazione, la distrofina, che preserva il muscolo da lacerazioni dovute all’eccessivo sforzo), degli enzimi (che catalizzano tutte le reazioni), e di molti ormoni (che controllano diverse funzioni, tra gli altri la miostatina e IGF che controllano la proliferazione delle cellule satelliti delle fibre muscolari, cellule implicate nella riparazione delle fibre lesionate dagli sforzi), ecc..
In primo piano
Rimborsi chilometrici e buonsenso 31 marzo 2009
Ci viene segnalato un episodio che, nella sua marginalità, è comunque indice del fatto che l’applicazione del comune buonsenso non fa parte dei criteri e parametri in base ai quali viene amministrata la nostra ippica.
Parliamo dei rimborsi chilometrici a fronte delle trasferte di cavalli destinati alle corse Tris.
Gli allenatori di stanza a Varese e dintorni che decidano di correre una Tris a Merano (o a Treviso) possono teoricamente scegliere tra il percorso lungo le strade provinciali e quello autostradale.
In realtà l’alternativa concretamente non si pone perché è evidente che il percorso lungo le provinciali esporrebbe i cavalli a disagi molto maggiori (curve, rallentamenti, ripartenze etc) rispetto a quello autostradale.
Il problema nasce per il fatto che il percorso autostradale da Varese impone un tratto in direzione contraria a quella della destinazione finale, inevitabile per l‘immissione sull’autostrada Milano-Venezia. Questa “variante a V”, che rende il viaggio più lungo dal punto di vista chilometrico ma ovviamente più confortevole per i cavalli che da lì a poche ore dovranno fornire una prestazione atletica, non viene riconosciuta come rimborsabile da parte dell’ Ufficio Tris. E' evidente la penalizzazione degli operatori che hanno la “sfortuna” di operare in centri d’allenamento lontani dalle città .
Comprendiamo perfettamente che la lotta agli sprechi debba essere l’obiettivo primario da perseguire ma quando la possibilità di un risparmio risibile si scontra con il principio della tutela del benessere del cavallo (che è compito istituzionale dell’ UNIRE) crediamo che dovrebbe essere il normalissimo buonsenso a prevalere.
Invece…
La Camera approva.. 14 gennaio 2009
Approvato oggi alla Camera il DL predisposto per per fronteggiare la crisi economica.
Come avevamo anticipato qualche giorno fa (si veda l'articolo sottostante), a poco più di
un mese dalla fine della serrata il trappolone della salva-ippica viene smantellato e
sostituito da un semplice contributo dello Stato, il cui ammontare verrà definito di anno
in anno, a favore dell'UNIRE e del CONI.
E’ subito divorzio… 9 gennaio 2009
Divorzio immediato tra l’ippica e le slot machines, come avevamo ampiamente previsto.
Un emendamento presentato dai relatori (quindi dal Governo) nell’ambito dei provvedimenti anticrisi, stabilisce la cessazione del finanziamento all’UNIRE ed al CONI a mezzo della percentuale sulle maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento del prelievo erariale sulle slot-machines.
Il finanziamento non sarà più diretto e percentuale ma verrà di anno in anno stabilito dal Ministro dell’Economia e posto a carico delle entrate erariali ed extraerariali dei giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione.
Per gli anni 2009 e 2010 la quota è stabilita il 450 milioni per il CONI ed in 130 milioni per l’UNIRE .
Questa la sintesi dei fatti, avremo nei prossimi giorni tempo e modo di approfondire.
Associazione Milano San Siro…. 15/12/2008
Segnaliamo volentieri la nascita dell' Associazione
Milano San Siro che intende proporsi come punto d'aggregazione per tutti coloro che respingono
il progetto di dimissione dell'area verde attualmente occupata dal centro d'allenamento dei
cavalli purosangue ed un'eventuale ristrutturazione che non tenga conto della sua specificità
ambientale, storica e culturale.
Tutti in fila davanti alle slot…. 3/12/2008
Come era facilmente prevedibile si allunga la fila degli aspiranti percettori di una fettina della torta messa a disposizione dalla crescente passione degli italiani per le slot machines , altrimenti conosciute come “mangiasoldi”.
Dopo l’UNIRE è il turno del CONI (come poteva essere altrimenti?) che approfitta immediatamente della disponibilità mostrata dal governo ad aumentare le tasse (guarda un po’…) in modo selettivo per finanziare le richieste di aiuto provenienti da settori evidentemente privilegiati.
A firma dei senatori Costa, Esposito e Barelli (Pdl) è stato presentato al Senato un emendamento al testo di Legge della Finanziaria che prevede l’aumento del Prelievo Erariale Unico (PREU) sugli incassi delle mangiasoldi dal 12,7 -aliquota in vigore da pochi giorni, dopo l’approvazione della “salvaippica" - al 13,4 percento.
La domanda che sorge spontanea è semplice: chi sarà il prossimo e come faranno a dirgli di no?
C’è anche da chiedersi se è proprio così sicuro che la entrate del settore continueranno ad aumentare, perché non bisogna dimenticare che all’ UNIRE (ed al CONI se l’emendamento verrà approvato) spetteranno le maggiori entrate fiscali rispetto al 2008 derivanti dall’aumento del PREU. Se quindi il movimento complessivo diminuisse -ipotesi che non è così peregrina come potrebbe sembrare visti i chiari di luna che ci attendono - la fettina farebbe in fretta a scomparire.
In questo senso, però, l'ingresso del CONI tra i beneficiari della festa finisce per dare una mano all'ippica. Infatti se con l'aumento dello 0,7 il movimento entro il quale ci sarebbero state la maggiori entrate fiscali rispetto al 2008 (18 miliatrdi di movimento verosimilmente stimato) ammontava a 17 miliardi, con l'aumento del PREU al 13,4 percento il limite scende a quota 16 miliardi. Percentualmente significa che le maggiori entrare derivanti dall'aumento del PREU sarebbero annullate dal calo del movimento complessivo pari a 11,11 percento.
Congiura di palazzo all’ UNAG? 14/11/2008
Una congiura di palazzo contro la presidenza, è quello che sembra di capire dopo l’invio agli associati, da parte dell’unità locale di Milano, dell’invito a sottoscrivere una richiesta di chiarimenti inviata al Presidente nazionale della stessa associazione, Giuseppe Botti.
I chiarimenti richiesti al Presidente riguardano la sua personale posizione in merito a quelle che l’ UNAG-Milano definisce “illazioni”, che in realtà effettivamente circolano in forma di “boatos” nell’ambito del galoppo milanese da qualche tempo.
La prima riguarda l’ipotesi che la famiglia Botti decida di rinunciare alla sede milanese, perlomeno come capitale della propria attività, per dirottarla verso la Toscana e verso l’estero. Di per sé il fatto non necessiterebbe di essere spiegato o giustificato se a questo non si aggiungesse l’ implicita “accusa” di aver patteggiato l’abbandono della sede milanese con una congrua buonuscita corrisposta da chi ha interesse a liberare l‘area per svilupparvi altre iniziative diverse o comunque prevalenti rispetto a quella sportiva. A ben pensarci anche se questo fosse vero (e non lo è) non sarebbe poi motivo di scandalo, ma tralasciamo per ora queste considerazioni.
La seconda, evidentemente connessa in modo inestricabile alla prima, riguarda la destinazione dell’ area di Villa Bellotta (quella su cui sorgono le scuderie utilizzate dai Botti), che, è bene ricordarlo, non è di proprietà della Società Trenno ma costituisce una vera e propria enclave all’interno del centro d’allenamento . Per Villa Bellotta esisterebbe un progetto, già in fase di avanzato sviluppo, di trasformazione in elegante beauty farm, coerente con il progetto della Trenno di trasformazione dell’adiacente complesso di scuderie ed appartamenti, finora destinati agli addetti ippici, in una sorta di residence di lusso.
La lettura che si può dare di una simile iniziativa a noi sembra univoca, anche in considerazione del fatto che la richiesta di sottoscrizione inoltrata agli associati è pervenuta agli stessi su carta intestata dell‘ UNAG, anche se semplicemente siglata dall‘addetta alle operazioni di segreteria: si tratta di una messa in stato d’accusa, vero e proprio empeachment, di Giuseppe Botti da parte di una parte, non so quanto rappresentativa, dell’ associazione da lui stesso presieduta .
Già alcuni comportamenti emersi durante la “serrata d’ottobre” avevano fatto pensare che qualcuno auspicasse il fallimento dell’agitazione per poterne poi fare carico a Giuseppe Botti e costringelto alle dimissioni.
Ora, probabilmente, siamo all’inizio del secondo atto.
In qualche modo... 6/11/2008
In qualche modo un accordo politico intorno al letto dell’ ippica moribonda è stato trovato e si riprende a correre.
Ormai è in pieno svolgimento la corsa all’ autoassegnazione del titolo di salvatore della patria ma su questo non ci interessa proprio intervenire, almeno per il momento.
Un bilancio provvisorio prospetta l'alternarsi di luci e ombre.
La nota veramente positiva è che si è fatto il primo passo verso la separazione della dinamica del montepremi da quella dell‘andamento delle scommesse ippiche, anche se nell’ultimo giorno il concetto è stato abbondantemente annacquato dalla riformulazione del “comma salvaippica” concordato tra Lega, Partito Democratico e Ministro dell’ Economia.
Le ombre emergono quando si scende ad esaminare il dettaglio dei provvedimenti.
Il Fondo che verrà creato con i proventi della vendita delle 3000 concessioni presuppone che la vendita venga portata a termine con successo il che è tutto da dimostrare.
L’assegnazione all’ ippica dell’aumento dal 12 al 12,7 percento del PREU (Prelievo Erariale Unico sul movimento delle giocate nelle slot machines) si applicherà di anno in anno sull’eventuale incremento del movimento rispetto a quello del 2008.
In soldoni ciò significa che se il movimento resterà uguale a quello del 2008 l’ippica potrà contare su 126 milioni destinati alla formazione del montepremi, in aggiunta alle risorse derivati dalle scommesse ippiche. Se le giocate nelle slot aumentassero andrebbe ancora meglio, ovviamente, ma sarebbe sufficiente un calo del cinque percento per azzerare la royalty destinata all’ippica..
Contributi
Crisi dell’Ippica o crisi dello Stato?? 2/11/2008 by Massimo Disnan
Da diversi anni ormai si assiste al solito copione: causa il drammatico calo delle scommesse si rende necessaria drastica diminuzione del montepremi.
Tra l’indifferenza generale dei media, e quindi dei politici, le diverse categorie ippiche, questa volta unite, proclamano lo sciopero delle corse. Sempre nell’indifferenza generale lo sciopero va avanti.
Gli ippici chiedono l’intervento dello “Stato assistenziale” per coprire il buco nel montepremi e per garantire i montepremi futuri.
Strana situazione questa, ma non dissimile a quella di altre realtà gestite in prima persona dallo Stato. Dopotutto la vicenda “Alitalia” è li a ricordarcelo con tutta la sua evidenza.
Non possiamo dimenticare che il finanziamento del montepremi è prelevato dalle scommesse, e le scommesse sono gestite dallo Stato attraverso il Ministero delle Finanze. Anche l’organizzazione del settore ippico è gestita dallo Stato attraverso l’Unire, emanazione diretta del Ministero delle Politiche Agricole.
C’è bisogno di ribadirlo? Sulle scommesse lo Stato preleva un determinato importo che poi distribuisce, dopo essersene trattenuta una buona parte, dividendolo tra montepremi e oneri di gestione dell’Unire. Inoltre lo Stato, non sazio, tassa ancora le vincite del montepremi in quanto costituiscono reddito personale o societario a tutti gli effetti.
Se fossero facilmente reperibili i dati relativi alle scommesse e alla distribuzione del prelievo negli anni si potrebbero fare interessanti ragionamenti e magari trovare soluzioni per migliorare e rendere più funzionale allo scopo dell’Unire (promozione dell’ allevamento dei cavallo e non promozione di se stessa), la distribuzione delle risorse.
Cosa fare, allora, per cercare di aumentare le risorse?
Allevatori, proprietari, allenatori e fantini/driver in questi anni hanno fatto il loro dovere, producendo cavalli di valore internazionale, e impegnandosi (sostenendone gli oneri), in un numero di competizioni che via via è progressivamente aumentato (così come del resto il numero di partenti).
Solo pochi ippodromi invece si sono spesi e si impegnano per migliorare i propri servizi agli operatori e agli spettatori (il cui numero è costantemente in calo). D’altro canto molti ippodromi e centri di allenamento, per la loro collocazione, sono sotto le mire di interessi diversi da quelli propriamente ippici. Vinovo (che tra i suoi azionisti annoverava l’ormai ex commissario Unire conte Melzi d’Eril) è già stato sacrificato, San Siro viene tenacemente difeso ma ancora per quanto tempo?
Lo Stato cosa fa e cosa ha fatto per contrastare il calo delle scommesse ippiche, se non favorire nuovi giochi sui quali gli incassi sono “entrate pulite” con utili da dividere con i soli concessionari?
Il montepremi alle corse, invece, che di fatto diminuisce “l’utile” delle scommesse ippiche, funge da volano per un intero settore che occupa 50-60 mila persone.
Lo Stato cosa fa e cosa ha fatto per avvicinare e promuovere l’ingresso di nuovi soggetti o appassionare nuovi spettatori. Quello che è un termine di moda, il marketing, non dovrebbe essere di competenza dell’ Unire (Stato)? Invece le uniche volte che l’ippica finisce in televisione, fatta eccezione per pochissime corse, è per riportare notizie di cavalli dopati e maltrattati o per riportare di competizioni clandestine legate all’ambiente mafioso o camorristico, che naturalmente sono ambienti dove abbondano proprietari di cavalli da corsa.
Non dovrebbe essere sottovalutato il fatto che una corretta e sana gestione finanziaria e organizzativa potrebbe fungere invece da leva finanziaria per attirare capitali esterni al giro delle scommesse, consentendo lo sviluppo di un settore che già così com’è consente l’occupazione, come detto, di migliaia di addetti, e potrebbe, sull’esempio di altri Paesi (Inghilterra, Irlanda, Francia ….), diventare un settore trainante per l’intera economia nazionale.
Spes Ultima Dea!!!!
In primo piano
Le Bettole -ultima fermata? 23/10/2008 by Roberto Bianchi
Uno strano silenzio è caduto sulle piste di Varese, non più il grande pubblico, non più allestitori all'opera.
Tutto tace, tornano i piccioni ed i corvi al loro inseguimento.
In pista ci sono ancora le ruspe che giorno e notte lavorano per asportare il materiale in esubero.
Un particolare curioso spicca...c'è un treno delle Ferrovie Nord con quattro carrozze nel bel mezzo dell'impianto.
Chi ci lavora attorno sembra non accorgersene, come fosse una semplice fermata alla stazione che non c'è.
Passano le settimane e quel treno è sempre là. Ha anche un suo pubblico di curiosi, del resto il treno èsempre il treno!
Magari dopo i Mondiali il Comune ha dciso per farci una stazione.
Certo sarebbe comodo avere la stazione, magari nelle serate estive permetterebbe al pubblico sempre più ampio di accedere alle corse.
Mentre gli uomini di Gervasini, con poca tecnologia e tanta saggezza, si impossessano della pista, rastrello alla mano e testa china in attesa che venga la pioggia, il gotha della città si spertica in progetti di tecnologica ripiantumazione.
Ecco che una notte, al riparo da occhi indiscreti, le piste si illuminano come nell'ultima stagione,...un manipolo di uomini è tornato in pista, non per rivedere una corsa, ma per salire sul treno, che piano piano riprende la strada per la prossima stazione.
Sperando che per l'ippodromo sia l'ultima fermata.

Benvenuta Varese 2008! 23/9/2008 by Roberto Bianchi

La città giardino ha cambiato faccia, in poche settimane si è trasformata nel tempio del Ciclismo Mondiale.
Nuove strade, tutte riasfaltate, tangenziali, nascono viadotti e gallerie, rotonde, albeghi da Sceicchi, piante e fiori ovunque come fosse S.Remo.
Ognun di noi crescendo ha vissuto i cambiamenti delle nostre città, ormai ci abituiamo a passeggiare nelle vie e vedere i negozi cambiare destinazione, come prima il campo in cui si andava a giocare a pallone trasformato in cantiere per far posto a nuove case.
Ancor più strabiliante è quando ciò accade in un contesto che non ti aspettavi mai, quando ciò accade in modo temporaneo per un grande evento.
E' quello che capita a Varese, dove da sempre siamo abituati a trascorrere le nostre serate estive in occasione delle corse, dove da sempre c'è una fervida attività di allenamento e gestione di cavalli da corsa.
L'ippodromo non c'è più, neanche il suo nome risulta più sulle mappe per i turisti. Al suo posto il Cyclism Stadium.
Al posto degli steccati e della pista d'erba un lungo tracciato in asfalto, enormi tribune per 6500 ospiti su entrambe i lati, megaschermi, luci, proiettori, palchi autorità, podio premiazioni.
Questa è l'evoluzione delle cose, sono arrivati i Campionati del Mondo di Ciclismo con i loro 30 Milioni di stanziamenti pubblici e... finalmente ci si accorge che c'è bisogno di infrastrutture!
E' una grande opportunità per il rilancio della "Città Giardino", ma la prossima settimana che ne sarà di tutto questo?
Cosa rimarrà di questo grande lavoro, quando tutte le tribune e le infrastrutture verranno smontate e l'area che acceglie 600.000 spettatori tornerà ad essere un prato ormai circondato dalle case.
L'ippodromo e l'ippica da tutto ciò che ha da quadagnare? Forse solo i nuovi bagni sotto tribuna rossa!
Non potrà vantare nemmeno un beneficio di immagine visto che il suo nome è stato completamente offuscato ed inoltre la storica pista in erba è compromessa per anni.
Anche nella celebrazione degli sport della provincia durante la cerimonia inaugurale, l'ippica non è citata...
E' la conferma che l'ippica moderna è diventato sport di nicchia...con pochi soldi e futuro difficile.
Benvenuta Varese 2008!
Contributi
Il dilemma del doping
recensione a cura di Massimo Disnan di un articolo pubblicato su "Le Scienze (giugno 2008)"
19/7/2008
E' stato pubblicato nel numero di giugno 2008 del mensile ”LE SCIENZE” un’interessante articolo di Michael Shermer sul tema del doping nello sport.
La singolarità delle tesi riportate consiste nel fatto che le possibili soluzioni proposte per debellare o contrastare il fenomeno del doping nello sport siano da ricercare sfruttando la teoria dei giochi.
Lo sport preso a riferimento è il ciclismo (premonitore forse di quanto accaduto in questi giorni al Tour de France), ma le tesi sono probabilmente riproponibili anche nel nostro settore seppur con degli adeguamenti e distinguo.
La teoria dei giochi, viene utilizzata per spiegare perché l’uso del doping nello sport potrebbe essere una scelta razionale di un comportamento economico. Le sostanze dopanti sono molto efficaci, di difficile se non impossibile, in alcuni casi, individuazione e consentono di raggiungere più facilmente il successo. La convinzione che l’uso di sostanze dopanti sia diffuso, fa si che sia “quasi obbligatorio” farne uso pena l’esclusione dalle competizioni (per l’impossibilità di competere a livello degli altri atleti).
La teoria dei giochi, proposta dal matematico John Nash, meglio conosciuta con il nome “il dilemma del prigioniero”, analizza le diverse combinazioni di comportamento di due complici arrestati e tenuti in isolamento cui gli investigatori prospettano diverse opzioni, ciascuna con vantaggi o svantaggi per uno e per l’altro o per entrambi.
Applicata allo sport, al ciclismo in particolare, prospetta, per due soggetti, i vantaggi e gli svantaggi nel rispettare le regole o nel non farlo, analizzando due possibile e diversi scenari.
Il primo scenario, raffigurerebbe una probabile situazione attuale. Una situazione ove il non rispettare le regole, fare uso di sostanze dopanti sia vantaggioso, in termini agonistici e quindi economici, controbilanciato da un basso rischio di essere scoperti. Tali condizioni rendono assolutamente conveniente per tutti fare uso di sostanze che dopanti.
Come fare a ribaltare la situazione?
Il secondo scenario proposto, prevede che i costi da sostenere in caso di analisi positive, in termini di mancati guadagni e multe, unitamente al maggior rischio di essere scoperti porterebbe ad una situazione, verificata appunto dalla teoria dei giochi, nella quale sarebbe più conveniente per tutti non ricorrere al doping.
L’autore quindi suggerisce alcune azioni da intraprendere, nel ciclismo e nello sport in genere, affiche venga raggiunto l’equilibrio di Nasch ossia la situazione in cui nessuno è incentivato a infrangere le regole.
Garantire l’immunità a tutti per il doping assunto prima del 2008. In un sistema in cui “tutti” violano le regole non ha senso punire o togliere i titoli a qualcuno, scoperto, quando è quasi certo che tutti le violassero
Aumentare il numero dei test, soprattutto prima e dopo le gare, magari predisposti o effettuati da agenzie indipendenti non affiliate ad organi di controllo ufficiali.
Stabilire ricompense a scienziati che sviluppino test per nuove sostanze
Aumentare considerevolmente le sanzioni con squalifiche importanti in caso di positività riscontrata.
Squalificare tutti i membri della squadra.
Non so se tutto questo sia riferibile anche alle corse dei cavalli ma potrebbe essere certamente un contributo alla discussione sul tema.
Geni e allevamento: una teoria rivoluzionaria 15/2/2008
Ho letto una recensione su "Le scienze" feb 2008 che potrebbe interessare. Ne ho tratto un piccolo resoconto che Vi invio.
Saluti
Massimo Disnan
Dalla nascita del purosangue la convinzione più radicata tra chi si occupa di ippica, è senza dubbio quella che consiglia di utilizzare, per produrre un cavallo da corsa, i migliori stalloni e le migliori fattrici; l'economia dell'intero settore si basa su questo assioma.
Uno studio a firma dei biologi evoluzionisti scozzesi Alistair Wilson e Andrew Rambaut dell'Università di Edimburgo, pubblicato sulla rivista della Royal Society "Biology Letters", così come riportato da Stefano Pisani sulle pagine del numero di febbraio 2008 di "Le scienze", potrebbe mettere in discussione questa convinzione e allo stesso tempo minare le basi economiche di tutto il settore ippico.
Gli autori affermano che il fattore genetico inciderebbe per non più del 10%. sulla riuscita agonistica del soggetto. La parte più importante sarebbe affidata all'ambiente di allevamento, all'allenamento e all'abilità del fantino.
Gli autori rilevano come gli accoppiamenti incidano senza dubbio sulla qualità genetica dei cavalli di razza, ma le variazioni genetiche così ottenute non si rifletterebbero in vittorie sulle piste. La prole degli stalloni più costosi, tendeva a vincere di più nel corso degli anni, ma probabilmente solo perché i proprietari che potevano permettersi il costo dei puledri eccellenti erano gli stessi che potevano affrontare le maggiori spese nella cura del puledro, nell'allenamento e nella scelta del fantino. Tutti fattori che contribuiscono molto di più nel determinare le possibilità di vittoria..
Mi viene in mente una massima che avevo letto qualche tempo fa, massima che riconosceva ai fattori individuati dagli studiosi (genetica, allevamento, allenamento, monta) non più del 10% delle probabilità di vittoria sulle piste lasciando il resto al... fato.
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In primo piano
Addio al centro d'allenamento di San Siro? 12/6/2008
Molto affollata e combattuta l’Assemblea pubblica organizzata ieri (11 giugno) dal Coordinamento Comitati di Salvaguardia Ambientale Nord Ovest Milanese, per discutere delle grandi manovre immobiliari legate all’Expo 2015.
Le recenti interviste rilasciate dall’ Assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli e le misure adottate dalla Snai-Trenno nei confronti degli operatori ippici avevano rilanciato la discussione sul progetto di dismissione dell’ attività dei centri d’allenamento di San Siro (trotto e galoppo) e la facilmente prevedibile cementificazione.
In primo piano
Meritato pensionamento 3/1/2008

Chi ci segue sa che la “nostra” ippica, quella per la quale soffriamo e ci appassioniamo, è quella che viene normalmente qualificata come minore, quella degli onesti routinier che quotidianamente danno vita allo spettacolo delle corse. Non certo i migliori ma spesso i più amati
Nessuno segnalerà l’uscita di scena verso un tranquillo e meritato pensionamento di Stafazia o Gun Glory, di Sternai o Samer, ed allora vogliamo farlo noi soffermandoci in particolare, ma vale per tutti, sul simpatico Nardis.
Tra il 2006 ed il 2007 Nardis ha attraversato un lungo momento di forma, una sorta di seconda giovinezza, in coincidenza con l’approdo all’ oasi felice di casa Bertout. Nel 2006 si è tolto la soddisfazione di avviare all’ attività agonistica in veste d’amazzone la giovanissima Giulia, alla quale ha regalato subito la vittoria al debutto ed una serie di piazzamenti, cui sono seguiti , nel 2007, la vittoria ed un paio di piazzamenti sulla pista di San Siro, tra i quali il quarto posto, con qualche recriminazione, nel Clubino Dadi, una classica del calendario riservato ai cavalieri dilettanti.
Giulia Bertout, da parte sua, è stata una bella rivelazione e certamente avrà modo e occasione di mettersi in luce come punta di diamante del folto drappello di amazzoni, ma in questo caso la tribuna è tutta di Nardis, se l’è meritata.
Aggiornato l'elenco dei cavalli positivi 3/1/2008
Unire Lab ha aggiornato l’elenco dei cavalli trovati positivi al controllo antidoping.
Per il galoppo i cavalli coinvolti sono due, Stanislav (Roma 28 settembre) e Manipura (Milano 7 ottobre). In entrambi i casi è stata rilevata la presenza di benzoilecgonina (metabolita della cocaina)
Punto di svolta nella lotta al doping pubblicato l'elenco dei cavalli positivi 18/12/2007
L’ Unire ha deciso di pubblicare i nomi dei cavalli risultati positivi ai controlli per la presenza di sostanze proibite (prima e seconda analisi) ed i primi risultati sono pubblicati nel sito di Unire Lab, il laboratorio che per conto dell’ Ente svolge le analisi. Link: www.unirelab.com
Una decisione quasi rivoluzionaria che indirizza decisamente la politica istituzionale dell’ Ente nella direzione della trasparenza e del sostegno ai moltissimi allenatori che non praticano la scorciatoia farmacologica per il conseguimento dei risultati. Un vero e proprio punto di svolta.
Il primo elenco (si parte da agosto 2007) presenta quindici casi accertati di positività (dieci al trotto, cinque al galoppo) tra i quali il più clamoroso è quello del vincitore del Gran Premio di Merano , Halling Joy.
Avanti così.
Varese: addio alle scuderie? 16/11/2007
Procede speditamente il progetto di smantellamento del centro d’allenamento delle Bettole, al cui posto sorgerà un complesso edilizio abitativo e commerciale.
L’ accelerazione dell’ operazione, da tempo paventata, è stata resa possibile dall’ inizio dei lavori sulla struttura dell’ ippodromo varesino per l’occasione dei campionati mondiali di ciclismo del prossimo anno.
Che relazione c’è , si domanda sulle pagine della Prealpina il giornalista Giancarlo Pigionatti, tra una manifestazione che durerà non più di una settimana e che, non ci sono dubbi in proposito, non attirerà tutti i visitatori che la faraonicità del progetto (particolarmente dal lato alberghiero) sembrerebbe presupporre e lo smantellamento definitivo di una struttura che fa parte della storia della città?
Ovviamente nessuna, ma il pretesto è stato colto al volo e le cose stanno marciando.
Gli allenatori varesini hanno ricevuto ufficialmente la proposta (in realtà la comunicazione di una decisione già presa) di trasferimento di uomini e cavalli nella sede di Castelverde di Caravate, concessa in affitto alla Società Varesina. Il trasferimento dovrà essere completato entro il mese di maggio del prossimo anno.
Un esplicito sostegno all’ iniziativa è stato fornito da Bruno Grizzetti mentre decisamente contraria è stata la presa di posizione dell’ Unag (associazione degli allenatori) che da un lato lamenta il fatto di non essere stata ufficialmente coinvolta nello sviluppo del progetto, e dall’altra mette in rilievo una serie di controindicazioni logistiche e funzionali cha a prima vista appaiono ben fondate. Nel nuovo centro di allenamento dovranno sorgere 250 boxes , due piste (erba e sabbia) e tutte le infrastrutture necessarie ma al momento non c’è niente al di là dei prati e di qualche paddock . Non c’è neppure, finora, l’assenso dell’ Unire e non è neppure chiaro se ci siano i soldi necessari. In ogni caso la localizzazione in una valle molto umida non appare come quella ideale per i cavalli e neppure come la più gradita agli uomini che ci dovranno lavorare.
Marco Gonnelli, segretario locale dell’ Unag, ha raccolto attorno a sè l'opposizione, rappresentata da buona parte degli operatori ippici varesini e lombardi.
“Non vogliamo lo sfratto e ci batteremo fino in fondo per difendere la struttura esistente, non finirà come a Torino”.
Questa è in sintesi la posizione di Gonnelli che ha trovato un buon alleato in Laura Siluri, consigliere comunale della Lega, sensibile al problema cultural-ambientale ed appassionata di cavalli.
Al momento è in corso una campagna per la sensibilizzazione dell’ opinione pubblica locale attraverso una raccolta di firme e sono in progetto iniziative più eclatanti, che possano attirare l’attenzione del media nazionali.
Ricordiamo che, nel frattempo si è riaperto il fronte della lotta ai progetti immobiliari della Trenno sull’ area del centro d’allenamento di San Siro.
Ippici ed ambientalisti contro gli immobiliaristi è il tema conduttore comune che nei prossimi mesi sarà necessariamente in primissimo piano. Una battaglia in apparenza impari ma che dovrà essere combattuta fino in fondo.
Unire: alla faccia della trasparenza 13/11/2007
Ci domandiamo perchè all’ Unire non riescano a resistere alla tentazione di trasformare in nebulosa un’ operazione partita nel segno della trasparenza e nel rispetto delle categorie interessate.
Come è noto l’Unire ha indetto un corso per il rilascio di un certo numero di patenti da allenatore professionista .
Qualche settimana fa l’ Unire compilò gli elenchi dei richiedenti risultati idonei all’ ammissione sulla base della documentazione richiesta e li trasmise alle sedi interessate (Milano, Pisa e Roma), invitando a darne pubblica diffusione, come regolarmente avvenne mediante l'affissione nelle bacheche delle Società di corse.
Procedura, fino a questo punto, ineccepibile e corretta.
Improvvisamente qualche giorno fa gli elenchi sono stati rimossi dalle bacheche a seguito di una comunicazione dell’ Unire che dava disposizioni in tal senso.
Che cosa era accaduto per spingere l’ Unire a questo vero e proprio cambio di linea?
La spiegazione più o meno ufficiale è stata quella dell’ elevato numero di ricorsi presentati dagli esclusi che aveva spinto a dover riconsiderare le decisioni già prese.
Circola però anche un’ altra tesi che vorrebbe l’ Unire preoccupata e resa prudente dalla sovrabbondanza delle richieste (almeno trecento) rispetto al numero di patenti programmate, non più di novanta.
I prossimi giorni ci diranno come stanno le cose, sempre sperando che la linea della trasparenza riesca a prevalere.
Ippica e sponsor - un rapporto difficile 4/11/2007
Bruno Grizzetti è stato multato, qualche giorno fa, per aver fatto indossare ai suoi fantini un casco sponsorizzato da una società , contravvenendo all’ impostazione del Regolamento vigente e soprattutto alla negazione dell’ autorizzazione da parte dell’ Unire alla specifica richiesta presentata dall’ allenatore.
Di fronte alla negazione dell’ autorizzazione Grizzetti ha deciso di contravvenire platealmente in modo da poter discutere la questione di fronte alla Commissione di disciplina, che verrà così costretta a pronunciarsi in merito.
Cerchiamo di fare chiarezza sull’ aspetto regolamentare e su quello più generale.
L’ art. 3 quater del regolamento non stabilisce direttamente il divieto di sponsorizzazioni ma il fatto che “Qualunque forma di pubblicità o sponsorizzazione visibile sul cavaliere, sul cavallo o sulla persona che accompagna il cavallo durante il convegno di corse, deve essere conforme alle regole stabilite dall‘ Ente”.
L’ Ente (l’allora Jockey Club) queste regole non le ha mai stabilite quindi, secondo l’interpretazione dell’ Unire, la mancanza di regolamentazione renderebbe al momento irregolare qualunque forma di pubblicità o sponsorizzazione sull’ abbigliamento del cavallo, dei fantini e degli artieri.
Bisogna considerare che l’articolo 3 quater venne inserito nell’ ultima edizione del Regolamento pubblicata dal Jockey Club (1998) mentre si era in attesa della decisione del Consiglio di Stato in merito alla titolarità del diritto d’immagine legato alle corse, rivendicato da ognuno dei protagonisti. Il Jockey Club ritenne quindi opportuno inserire una disposizione generica che sarebbe poi stata integrata dalle norme regolamentari quando fosse stato stabilito chi fosse il soggetto titolare del diritto d’immagine.
Successivamente gli Enti tecnici (Jockey Club e Società degli Steeple Chases) vennero sciolti ed incorporati nell’ UNIRE ed è noto che proprio all’ UNIRE venne poi attribuita la titolarità del diritto d’immagine delle corse ippiche.
E’ altrettanto noto come da allora la stesura del nuovo regolamento unificato non sia mai stata effettuata e come l‘ Unire si sia limitata a rappezzamenti continui dei Regolamenti degli ex Enti ed all’ emanazioni di circolari, tanto amate dalla nostra burocrazia.
Evidentemente anche in questa situazione e con queste procedure si sarebbe potuto affrontare il tema, vitale per qualsiasi settore dello show businnes, ma la priorità e l’urgenza non furono evidentemente percepite.
Forse invece la percezione ci fu ma si comprese fin troppo bene che regolamentare questo aspetto avrebbe significato dare il via alla rifondazione totale, quasi una rivoluzione, dell’ intero sistema ippico ed alla rottura degli equilibri di potere politico ed economico che ne sono state le basi fino ad oggi.
Troppo rischioso.
I nodi vengono al pettine 19/10/2007
il crollo del montepremi per il finale di stagione
Finale di stagione difficile per l’ippica, facilmente prevedibile e largamente annunciato dagli operatori più attenti.
Le maggiori Società di corse, che nella prima metà dell’ anno avevano utilizzato senza lesinare, cioè senza ridurre i premi al traguardo, il montepremi ridotto che l‘ Unire aveva messo a disposizione, si trovano ora in difficoltà e sono costrette a tagliare giornate di corse (Alfea e Trenno) o a ridurre notevolmente i premi previsti come accade a Capannelle, che riduce di 30000 Euro la dotazione dello Schleiber e tutte le altre corse del convegno di 5500 Euro e sarà costretta a diminuire molte delle dotazioni dei prossimi due mesi. Il libretto di Varese, per proseguire, propone per novembre tutte (da non prendere alla lettera) corse da 1700 Euro al vincitore ed il libretto di Albenga non è da meno.
E’ piuttosto evidente che il trend è solo agli inizi e che il peggio dovrà ancora venire, considerando che la raccolta continua a calare e che prosegue la moria silenziosa di molte scuderie di medie dimensioni.
Da dove cominciare per metterci una pezza? Ovviamente la risposta dovrebbe essere molto articolata e tenere conto dell’ equilibrio difficile di un sistema ecoomico complesso ma perché non cominciare a dire che il mantenimento delle maiden a 8500 Euro è uno scandaloso regalo alle “quattro sorelle” che ormai non può più essere sopportato?
Varese 2008 - qualcosa si muove 19/10/2007
frattura tra la Varesina ed il Comitato Varese 2008
Il fatto, inaspettato, è certo ed istintivamente gradito ma la sua analisi interpretativa è ancora difficile.
La Società Varesina ha respinto la bozza di convenzione per l’utilizzo temporaneo dell’ ippodromo che il Comitato organizzatore dei campionati mondiali di ciclismo 2008 aveva presentato. La motivazione ufficiale è quella della mancanza di garanzie economiche e di quelle relative al ripristino della struttura al termine dei campionati.
Al momento, quindi, tutto rimane bloccato ed il tempo a disposizione non è più molto, per fortuna.
In mancanza di informazioni più precise e meno ufficiali, che comunque cercheremo di ottenere, non ci appare chiaro se si tratti di un semplice gioco al rialzo oppure se il dottor Borghi, patron della Varesina, abbia elaborato un ripensamento strategico dell’ intera iniziativa, magari anche a seguito delle proteste degli ippici lombardi, per non rischiare (usiamo le sue stesse e significative parole) “di sacrificare l‘ippodromo per un giorno di follia“.
Il momento è importante e delicato, occorre che la vigilanza degli operatori e degli appassionati sia più attiva che mai.
Novi Ligure - Il primo passo 16/9/2007
Riapre i battenti l' ippodromo Romanengo, per il momento con la formula della riunione autorizzata, i cui risultati non verranno conteggiati ai fini di somme vinte e qualifiche.
L' Unire ha autorizzato lo svolgimento del primo convegno di corse per la giornata di domenica 23 settembre, per la quale sono già state raccolte le iscrizioni. Non dovrebbe mancare l'autorizzazione a svolgere gli altri tre convegni richiesti.
L' apertura di un ippodromo, per quanto minore possa essere considerato, è di questi tempi una bella notizia e (inguaribili ottimisti) un promettente segnale.
“Borghi e Melzi non finirà come a Torino" 27/8/2007
la protesta degli ippici per salvare le Bettole
Il titolo riporta il testo di una striscione esposto nel parterre delle Bettole nell’ imminenza della partenza del Città di Varese, che ha ufficialmente aperto la battaglia degli ippici, operatori ed appassionati non solo varesini, contro il progetto di smantellamento del centro d’allenamento delle Bettole e di snaturamento della destinazione ippica dello stesso ippodromo.
L’argomento non è nuovo perché da tempo i rumors, i documenti depositati presso la Commissione Edilizia del Comune di Varese, e le iniziative (ad esempio l’ inizio dei lavori di ampliamento e ristrutturazione, con l’utilizzo di fondi Unire, di un centro d’allenamento privato situato in zona) indicavano, in mancanza di comunicazioni ufficiali, le intenzioni della proprietà.
La situazione è precipitata perché nel frattempo Varese è stata prescelta come sede dei campionati mondiali di ciclismo 2008 e le strutture dell’ ippodromo sono state prescelte come sede del quartier generale dell’ evento (uffici, magazzini, sale riunioni, informazioni, sale stampa e merchandising ufficiale).
L’ippodromo sarà inoltre il luogo di partenza, di passaggio per i diciassette giri del circuito e d’arrivo per i corridori, il che comporterà la necessità di asfaltare una parte della pista d’erba (più o meno l’ attuale dirittura d’arrivo) che verrebbe poi ripristinata al termine della manifestazione (ottobre) e prima dell‘ inizio della successiva stagione di corse sull‘ erba (maggio-giugno)..
Il sospetto, che in assenza di comunicazioni ufficiali appare fondato, è quello che si colga l’occasione per “sfrattare”, sia pur provvisoriamente dal punto di vista formale, gli operatori presenti nel centro d’allenamento come premessa indispensabile allo smantellamento, mentre nel frattempo i lavori all’ interno delle strutture dell’ ippodromo avvierebbero il processo di snaturamento della sua destinazione.
Si vocifera, ad esempio, che la Società Varesina, che non è proprietaria dell’ ippodromo (che appartiene al Comune) , sarebbe disposta a rinunciare alla convenzione trentennale di gestione ippica delle strutture, in cambio dell’ avvio del progetto d’urbanizzazione dell‘ area attualmente occupata dalle scuderie.
Abbiamo raccolto vario materiale, che nei prossimi giorni vi proporremo, e ci offriamo volentieri come canale di comunicazione attraverso il quale gli ippici che hanno a cuore la sopravvivenza delle Bettole ma anche, più in generale, dell’ ippica italiana potranno far sentire la propria voce.
Una alla volta... 16/8/2007
Una alla volta, con dolorosa discrezione, escono di scena quelle piccole e medie scuderie
che dovrebbero invece costituire la base solida di tutto il sistema-ippica, imprenditoriale
o meno.
E' ora la volta di Astrid Giambertone, allenatrice attiva nelle due specialità del piano
e degli ostacoli, dove aveva sempre avuto modo di distinguersi.
Lo spazio vitale si restringe, nella generale indifferenza di chi si crede al salvo nel proprio orticello, salvo poi scoprire improvvisamente che è giunto il suo turno.
La conclusione è nel filone del pessimismo pragmatico.
Prima la buona notizia, poi la cattiva.. 5/8/2007
Sembra ormai certezza l' anticipazione che circolava da qualche tempo in merito alla
possibile riapertura dell' Ippodromo Romanengo di Novi Ligure.
Sarebbero stati assegnati quattro convegni domenicali tra settembre ed ottobre.
A noi, convinti fautori dell'idea che gli ippodromi locali siano essenziali per la
costruzione di un sistema ippico "diffuso" ed a base allargata, la notizia fa certamente piacere.
Ci sono però alcuni sospetti che la riapertura di Novi costituisca la necessaria mossa
preliminare all' inizio dell' operazione di smantellamento del centro d'allenamento
delle Bettole ed all' inizio dei lavori di costruzione della pista all-wheather.
Chiude la scuderia Borromeo? 7 luglio 2007
Giungono notizie da Pisa circa la chiusura imminente della Scuderia condotta da Mil Borromeo, che abbandonerebbe così la veste d’allenatore per indossare quella dell’ allevatore a tempo pieno, sui terreni di Coltano.
Non si conoscono ancora del tutto le motivazioni della decisione, ma sembra che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata una vertenza sindacale portata a termine con esito favorevole dai suoi dipendenti .
La delusione di Borromeo è andata evidentemente a sommarsi al disagio in cui si trovano ormai moltissimi operatori di medie dimensioni, mortalmente compressi dal peso della concentrazione delle risorse nelle mani delle note tre o quattro scuderie che da sole portano a casa ben più della metà dei premi al traguardo.
Un aspetto vitale per la sopravvivenza del sistema che viene ancora del tutto ignorato, mentre le scuderie continuano a chiudere.
Cronache da San Siro e dintorni
Chi viene e chi va. 4/09/2007
Sembra che il “diavolone di Bellinzago“, il vispo settantatreenne Luciano D’Auria sia prossimo al ritorno in quel di San Siro. La notizia circolava da qualche giorno ed ha trovato una sostanziale conferma, comunque ancora non ufficiale.
La location dovrebbe essere quella attualmente occupata da Maurizio Guarnieri che al termine della riunione autunnale di San Siro farà ritorno alla natia toscana , lasciando a Milano un avamposto di una quindicina di cavalli.
la zanzara
Il terreno di San Siro sempre pesante? - 2 luglio 2007
Anche ieri si è corso a San Siro su un terreno tutt‘ altro che stagionale, reso molto soffice dalle sovrabbondanti annaffiature, al limite delle gradazioni del pesante.
La Società Trenno, di fronte ai molti infortuni registrati l’anno scorso e nel primo scorcio della riunione di primavera 2007 e di fronte all‘ impossibilità di migliorare il livello di manutenzione quotidiana a causa della scarsità numerica di addetti, ha deciso per “l’ uovo di Colombo” (quello meno costoso) rappresentato in questo caso dall’ ammorbidimento del terreno con generose e tutto sommato casuali annaffiature.
Probabilmente si riesce in questo modo a metterci una pezza, ma in realtà si nasconde il problema principale e si regala un indebito vantaggio agli specialisti di questo tipo di terreno
Comicità involontaria - 17 giugno 2007
Sempre più spesso, inspiegabilmente, l' ippica riesce a rendersi ridicola.
L' ultima gag è stata messa in scena oggi, tanto per provare a rovinare il bel pomeriggio di corse a San Siro (in assenza del talk-show di Bruno Vespa che la stessa funzione l' aveva svolta in precedenti occasioni) dall'allevatore Pietro Somaini che, con le necessarie complicità (in primis Unire Tv e, purtroppo, i fratelloni Botti) si è ritagliato un suo angoletto di visibilità organizzando una fortunatamente breve cerimonia di consegna di un bel regalo, un puledrotto "chiavi in mano" e "cost free", al giornalista Vittorio Feltri.
Inutile sottolineare lo sproloquio, affidato a Gianfranco Ligas, relativo al valore promozionale dell' estemporanea iniziativa, ovviamente nullo in mancanza di un progetto complessivo in cui inquadrarla.
La scelta del destinatario, poi, lascia sinceramente perplessi.
Unico rilievo positivo del momento di involontaria comicità è stato, a nostro parere, l’ imbarazzo che Enrico Querci non riusciva a dissimulare nell’ introduzione del siparietto .
Amazzoni e Gr
Coppa d'Oro Clubino domenica a San Siro - 11 maggio 2007
Convegno importante quello di domenica a San Siro per i cavalieri dilettanti, che si disputeranno, sui 2000 metri della pista media, la Coppa d’ Oro Clubino, vera e propria classica della programmazione loro riservata.
Correranno in nove , due amazzoni e sette gr, e tutti meritano due parole di presentazione.
Le due amazzoni sono Francesca Turri e Giulia Bertout.
Francesca Turri la conosciamo bene tutti, ha vinto moltissimo ad ogni livello, e rappresenta per le amazzoni più giovani un modello da seguire per passione, bravura e correttezza. Monterà il fido Mojjed, la cui forma recente non è appariscente, ma dal quale è lecito attendersi un miglioramento, anche se il suo meglio lo fornisce sui tracciati a mano sinistra.
La giovanissima Giulia Bertout rappresenta invece la nuovissima generazione. Ha debuttato a Merano esattamente un anno fa, vincendo subito, e successivamente ha disputato altre cinque corse, sempre in sella a Nardis, mettendo insieme una serie di risultati - una sola volta fuori dal marcatore - che la dicono lunga sulle sue doti. Ha riassaggiato il gusto della vittoria il 14 aprile scorso sulla pista di San Siro, al rientro stagionale.
I Gr sono Stefano Botti, leader indiscusso della categoria, il capitano Domenico d’Alò, rivelatosi lo scorso anno fra i migliori, Paolo Foresio sempre competitivo, Mario Sterzi, Cristiano Fais, in sella ad un oggetto misterioso reduce dalle tre corse di qualifica, Francesco De Paola - molte le chances del suo Sastrin - e l’ inossidabile Giancarlo Viti che l’ anno scorso ha vinto alcune delle corse più qualificate del circuito Gr e che affida questa volta le sue speranze al forte El Toboso.
La perizia elaborata dal nostro Staff vede in pole position, difficilmente separabili, El Toboso, che preferirebbe un terreno più morbido, e Nardis, che invece trarrà vantaggio dal terreno scorrevole. Vicini nella valutazione seguono poi Valnure, ed i pesantisti Gioell e Sastrin. Sarebbe comunque imprudente sottovalutare la carta di Stefano Botti, Messagero, anche se la perizia lo pone un gradino sotto.
Il ritorno vincente di Stefania Gervasini 16 marzo 2007
Stefania Gervasini, la brava amazzone varesina di cui spesso abbiamo parlato, ha ripreso l’ attività agonistica alcune settimane addietro ed ha firmato il suo ritorno con due perentorie vittorie in sella a Zandicular.
Chi ci segue conosce la valutazione altamente positiva che riserviamo al settore delle corse per i Gr e le amazzoni, la nicchia in cui si è rifugiata, o meglio è stata costretta a rifugiarsi, la passione per il cavallo tout-cour.
Stefania, con il suo caparbio e coraggioso ritorno all’ attività agonistica dopo il grave incidente d’ allenamento che le aveva causato la frattura del bacino, offre un fondamento in più alle nostre convinzioni.
In primo piano
La delibera 92 ci era proprio sfuggita.. 14 febbraio 2007
Ci era a suo tempo sfuggita una delibera dell’ Unire (ovviamente ancora in gestione Panzironi-Alemanno) che la dice lunga sulla volontà e sul modo di porsi a confronto con gli operatori ippici.
La delibera nr. 92 del 19 giugno 2006 (firmata dal Segretario Generale Panzironi e dal Commissario Abate) regolamenta in poche righe il riconoscimento delle associazioni di categoria legittimate ad intrattenere rapporti con l’ Unire.
L' intento sarebbe stato lodevole ma è stupefacente l’ analisi dei requisiti richiesti , perché tra gli altri viene richiesta, testualmente, “ la rappresentanza degli interessi di una singola categoria ippica (allevatori, proprietari, allenatori, driver, gentlemen, fantini o società di corse), con esclusione degli organismi portatori di interesssi facenti capo a differenti tipologie di operatori ippici “.
Se ne deduce che, ad esempio, Assogaloppo che raggruppa operatori ippici appartenenti a diverse categorie, non sarebbe legittimata ad intrattenere rapporti diretti con l’ Unire.
Se ne deduce che gli artieri ippici ed i loro Sindacati per l’ Unire, sostanzialmente, non esistono più.
Se ne deduce, ancora, che un’ eventuale associazione che volesse tutelare gli interessi del cavallo, non presente nell’ elencazione tassativa che la delibera impone non potrebbe neppure venire ascoltata. Pensiamo a chi volesse prendersi a cuore il problema dell’ uso dei frustini o quello del doping inteso come forma di maltrattamento dell’ animale.
Se ne deduce che un’ eventuale associazione di consumatori che volesse tutelare gli interessi degli scommettitori non avrebbe titolo per rivolgersi all’ Unire e dovrebbe, inevitabilmente, rivolgersi alla magistratura ordinaria.
Se ne deduce, soprattutto, che l’ Unire della gestione “nera” puntava sul frazionamento delle controparti in modo da indebolirne il potere contrattuale complessivo.
Non vogliamo certamente tirare per la giacchetta il Commissario Melzi, che non ha certo bisogno dei nostri suggerimenti, ma poiché sappiamo - lo ha affermato esplicitamente - che il suo intendimento è quello di sviluppare un rapporto dinamico e continuativo con gli operatori e quello di reintrodurre il criterio della trasparenza e del controllo delle procedure decisionali, allora non possiamo che auspicare l’ annullamento o la revisione profonda della delibera nr. 92
La toppa è peggiore del buco 31/1/2007
La toppa è sempre peggio del buco, la saggezza popolare lo sa da tempo immemore, ma a volte è facile dimenticarsene.
L’ esempio ce lo forniscono le parole di Giuseppe Botti, Presidente dell’ Unag, che interviene, a mezzo di una lettera pubblicata dallo Sportsman, nel dibattito sul nuovo corso dell’ Unire ed in particolare sul sostegno espresso all’ operato dell’ ineffabile Segretario Generale. Da parte di molti erano stati criticati il silenzio dell’ Unag e la mancata partecipazione all’ assemblea indetta da Assogaloppo.
La tesi che viene sostenuta da Botti è che, bene o male, Panzironi era riuscito a mantenere stabile il livello del montepremi e quindi perché criticarlo?
Con tutta la stima che sinceramente nutriamo per Giuseppe Botti non possiamo esimerci dal rimarcare come quello del montepremi non sia che uno dei tanti problemi che l’ Unire è chiamata oggi a risolvere e neppure il più importante, secondo il nostro punto di vista.
Non si può considerare primario il livello del montepremi quando non esiste più la certezza delle procedure disciplinari ed amministrative, in altri termini non esiste più la certezza che le regole siano valide per tutti. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, come ha evidenziato l‘ iniziativa del prof. Limata a proposito delle procedure antidoping.
Non si può considerare primario il montepremi, tanto per fare un altro esempio, fino a quando non quando non si farà qualcosa per recuperare le competenze tecniche e professionali presenti all‘ interno dell‘ Unire, oscurate dalla conclusa (?) gestione Panzironi.
Perchè non parlare anche di questo?
Ha parlato molto chiaro 17/1/2007
Ha parlato molto chiaro il Commissario dell’ Unire Guido Melzi, in risposta agli attacchi che nelle scorse settimane, in coordinata successione, gli erano stati rivolti.
Aveva aperto le ostilità Snai con la presentazione di un ricorso al Tar contro la nomina del Commissario ed avevano proseguito l’ Anac (associazione degli allevatori presieduta dalla signora Isabella Bezzera) e l’ Unpcp (associazione dei proprietari presieduta dall’ avvocato Paolo Zambelli) che si erano schierate contro l’ ipotesi di riforma della distribuzione delle risorse, in nome del vecchio principio che si potrebbe riassumere nello slogan “riforme sì, ma non nel mio cortile”. L’ Unag, l’ associazione degli allenatori che fa capo a Giuseppe Botti, si era affiancata all’ opposizione corporativa sottoscrivendone i comunicati, mentre è il caso di ricordare che Assogaloppo (associazione intercategoriale) aveva espresso sostegno al nuovo corso.
Ha parlato molto chiaro, Melzi, indicando l’ obiettivo primario ed il percorso per raggiungerlo ed individuando il nemico da combattere.
Obiettivo primario è l’ inversione della tendenza che negli ultimi anni ha portato all’ impoverimento qualitativo, tecnico e funzionale dell’ Unire da realizzarsi innanzitutto attraverso il rientro degli ippici all’ interno della governance dell’ Ente, che è cosa ben diversa - vogliamo sottolinearlo- dalla riproposizione del vecchio concetto dell’ “ippica agli ippici”.
L’ obiettivo andrà raggiunto riportando in primo piano la questione dell’ etica e delle regole, dell’ equità e della trasparenza.
Melzi ha ricordato che in questa direzione sono già stati fatti passi concreti, a partire dalla chiusura del buco nero (la definizione è nostra) rappresentato da Unire Lab, il luogo in cui si sarebbe dovuta svolgere la lotta alla pratica del doping, e dal ripristino (imminente) dell’ operatività delle Commissioni di Disciplina e della trasparenza delle loro decisioni. Il prossimo sviluppo dovrebbe essere quello della riscrittura dello Statuto dell’ Ente e noi aggiungiamo che non bisognerà ritardare la revisione del Regolamento delle corse.
Melzi ha anche ribadito che i tagli - intesi come redistribuzione delle risorse “al traguardo” ma anche come drastica riduzione degli sprechi interni all’ Ente - saranno il perno iniziale ed inevitabile della manovra di svolta , il che lo ha portato all’ esortazione a superare la miope logica di cortile che il fronte dell’ opposizione (le cui fondamenta sono a Milano) ha buttato sul tappeto.
Emblematico è stato il passaggio in cui Melzi ha osservato che si sarebbe aspettato un segno di solidarietà da parte delle categorie di fronte all’ iniziativa di Snai, una sorta di “con me o contro di me” che la dice lunga sulla determinazione del Commissario.
La guerra preventiva contro Melzi prosegue 27/12/2006
La guerra preventiva contro l’ Unire guidata da Guido Melzi sotto l’ egida del ministro Paolo De Castro registra oggi la bordata sparata da Isabella Bezzera, nella sua veste di Presidente degli allevatori di cavalli purosangue.
Il bersaglio è naturalmente il provvedimento che dimezzerà il premio aggiunto dispensato ai proprietari ed agli allevatori dei cavalli nati e allevati in Italia. La signora Bezzera lo definisce come “una mazzata che rischia di mandare all’ aria l’ intero settore ed il mercato del purosangue italiano” aggiungendo che i tagli non devono colpire “le categorie produttive come gli allevatori”, sottintendendo così che i sacrifici dovrebbero essere richiesti a qualcun altro.
Forse sarebbe il caso di ricordare come la “categoria produttiva” degli allevatori abbia, costantemente nel corso degli anni, beneficiato di una quantità tale di sovvenzioni a fondo perduto, incentivi, bonus a vario titolo, facilitazioni varie che le hanno permesso, unica tra tutte le componenti dell’ ippica, di quadrare sempre i bilanci senza sofferenza. Una produttività che forse esiste ma che certamente è stata dopata dagli aiuti e dall’ inspiegabile vitalizio derivante dalla carriera di corse di qualsiasi cavallo sceso in pista.
Forse sarebbe anche il caso di chiedere alla signora Bezzera di specificare chi sono coloro che dovrebbero essere colpiti dai tagli necessari in quanto, secondo la sua definizione, “improduttivi”.
Forse sarebbe anche il caso di chiedere alla signora Bezzera quanti sono i cavalli posti in vendita alle aste italiane che poi scendono effettivamente in pista. Il premio aggiunto ha contribuito, in tutti questi anni, a mantenere artificiosamente alto il prezzo dei puledri italiani posti in vendita, e poiché la percentuale di cavalli che poi sono effettivamente diventati cavalli da corsa (anche nella fascia di minima) è sempre stata piuttosto bassa (al contrario dei prezzi) il risultato inevitabile è stato quello di impedire il fisiologico ricambio dei piccoli proprietari, coloro che per passione si fanno tentare dall’ avventura del purosangue.
Prende corpo il progetto De Castro-Melzi 23/12/2006
Comincia a delinearsi la manovra attraverso la quale il Commissario straordinario dell’ Unire, Guido Melzi, tenterà di rifondare il sistema ippico.
Prima di tratteggiare sinteticamente il quadro generale, all’ interno del quale verranno inseriti i singoli provvedimenti attuativi , è importante sottolineare come il Ministro Paolo De Castro abbia ribadito la fiducia sua e del Governo Prodi nel confronti della persona di Guido Melzi e la copertura politica delle decisioni che egli prenderà. Poiché le parole del ministro sono state di una impressionante chiarezza, oltretutto poco consueta in casi del genere, vi proponiamo testualmente un breve passaggio delle sue dichiarazioni.
“ Lo abbiamo nominato con convinzione ed ha tutto il nostro supporto per operare. Guido Melzi è il Commissario dell’ Unire è lo sarà finchè al Governo ci sarà Romano Prodi ed io sarò il Ministro. Dirò di più: se il TAR dovesse intervenire lo nominerei nuovamente quattro minuti dopo. Aggiungo che Melzi è Commissario unico e che non ci sarà alcun subcommissario. Abbiamo iniziato un lavoro e finchè non sarà terminato Melzi rimarrà Commissario.”
Chiarissimo. Chi deve prenderne atto lo faccia.
Il quadro generale di rifondazione del sistema prevede innanzitutto la netta separazione delle due facce dell’ ippica, quella relativa alla produzione e vendita delle scommesse (che per il momento non vogliamo affrontare) quella relativa ai cavalli ed alle loro competizioni.
Con piacere notiamo che una grande attenzione viene dedicata dal Ministro e dal Commissario alla questione della trasparenza delle procedure disciplinari ed amministrative, da attuarsi innanzitutto attraverso il rapido varo del nuovo Regolamento Unico delle corse.
Particolare enfasi viene rivolta alla questione della lotta alla diffusione del doping.
Il Ministro mostra di aver riconosciuto in Unire Lab il buco nero all’ interno del quale venivano inghiottiti i risultati dei controlli senza che successivamente fossero portati a conoscenza del pubblico ed in molti casi (come ha appurato la Commissione Ministeriale appositamente istituita) senza neppure che venissero completate le procedure d’ analisi.
De Castro, infatti, ha provveduto allo scioglimento del Consiglio d’ Amministrazione di Unire Lab ed alla nomina di un Amministratore Unico, l’ ex capitano del Carabinieri Stefano Varini. Probabilmente Unire Lab verrà posto in liquidazione e bisognerà ricominciare da capo, il che comporterà un sostanziale condono per quanto riguarda il passato.
L’ impressione è che la lotta alla diffusione del doping ippico (cavalli e uomini) costituisca il muro che dividerà gli schieramenti contrapposti che già vanno delineandosi. Da una parte coloro che fino ad oggi hanno avuto partita vinta cercheranno di contrastare l’ operazione di ricostruzione del sistema ippico che il Governo ha deciso di affrontare e dall’ altra coloro che sino ad oggi hanno subito e che confidano nella brezza rinnovatrice che timidamente comincia a spirare.
Con amarezza abbiamo rilevato come abbiano scelto di far parte dello schieramento conservatore le due maggiori organizzazioni del galoppo, l’ UNAG , presieduta da Giuseppe Botti, per gli allenatori e l’ Unpcp, facente capo all’ avv. Zambelli ed a Maria Sacco, per i proprietari
Il TAR respinge il ricorso di Snai ma... 20/12/2006
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Snai e Trenno tendente ad ottenere l’ annullamento della nomina di Guido Melzi d’ Eril alla carica di Commissario straordinario dell’ Unire.
L’ ordinanza afferma che il danno “grave ed irreparabile” che le Società ricorrenti lamentano non si è ancora verificato, stante la mancanza di atti ufficiali da parte di Melzi, e che potrà eventualmente concretizzarsi nel momento in cui il Commissario straordinario dovesse attuare provvedimenti “ritenuti lesivi delle posizioni giuridiche dei ricorrenti”.
Traduzione: attendiamo gli atti e vediamo se saranno lesivi.
Tuttavia gli insegnamenti di Ponzio Pilato non vengono mai dimenticati e di conseguenza il TAR non esita a sottolineare che l’ accusa rivolta a Melzi, quella di non aver chiarito a sufficienza l’ eventuale rimozione delle incompatibilità che avevano portato alla sua decadenza dalla medesima carica nel 2001 , appare abbastanza fondata.
Traduzione: respingiamo il ricorso ma ti cacciamo in un angolo dal quale la via d’ uscita più facile è quella delle dimissioni .
Cosa accadrà domani? Guido Melzi d’Eril si dimetterà o accetterà, come noi sinceramente speriamo, il gioco pesante?
Ovviamente non sappiamo fare previsioni ma una considerazione ci sembra obbligata. Il partito della conservazione è forte e sta mettendo in campo contro Melzi tutte le sue energie. Chi lo compone? Certamente i trottisti che fanno capo a Tino Cazzaniga, altrettanto certamente l’ Unpcp, l’ associazione dei proprietari di galoppo che fa capo all’ avvocato Zambelli ed a Maria Sacco, secondo noi anche l’ Unag, l’ associazione degli allenatori di galoppo presieduta da Giuseppe Botti , pur su posizioni meno esplicitate.
Ci vorrebbe un atto coraggioso delle Categorie e di quanti affidavano le proprie speranze e la voglia di cambiamento alla figura di Melzi, un atto forte che facesse capire a tutti che Melzi non è solo.
Traduzione: sciopero subito per far capire che il cambiamento non deve essere affossato.
Ramonti terzo a Hong Kong 10/12/2006
Ottima prestazione di Ramonti, che conquista il terzo posto nel Cathay Pacific Hong Kong Mile.
Al comando dopo quattrocento metri, nonostante il numero esterno, grazie ad una prima
frazione velocissima (24.7), Endo Botti ha replicato con un successivo 22.3 che ha
tagliato le gambe a molti degli avversari. La terza frazione (23.5) è stata più
tranquilla e gli ha permesso di conservarsi un 23.2 per l' arrivo che lo ha portato a
difendere con sicurezza il terzo posto (206.000 dollari USA).
Veramente una bella soddisfazione per tutti, che premia il lavoro dell' intero team, da Endo a tutti gli artieri.
Arriva qualche Euro per novembre e dicembre 1/11/2006
L’ incontro di ieri tra il ministro Paolo De Castro ed il commissario straordinario dell’ Unire Guido Melzi d’Eril ha in qualche modo rimpinguato la cassa per i restanti due mesi di corse, rimandando ai prossimi giorni la definizione delle linee per il bilancio preventivo del 2007.
In sostanza il Ministro ha garantito di scovare nelle pieghe delle Finanziaria lo spazio per fornire all’ Unire 20 o 25 milioni per far fronte agli impegni relativi all’ anno 2006 , anche se bisognerà comunque trovarne un’ altra quindicina.
Una pezza bisognava pur metterla e l’ hanno fatto ma per il 2007 prepariamoci a quel passo indietro che si sarebbe dovuto fare gia qualche anno fa e che è ora divenuto inevitabile per sopravvire.
Melzi ha sciolto la riserva 4 ottobre 2006
Guido Melzi d’ Eril ha sciolto ieri la riserva cui aveva sottoposto l’ accettazione della nomina a Commissario Straordinario dell’ Unire. Il Ministro Paolo De Castro gli ha garantito la copertura politica senza la quale sarebbe stato impossibile persino solo ipotizzare i provvedimenti importanti e, in un certo senso, rivoluzionari che Melzi dovrà prendere rapidamente, compresa la probabile diminuzione del monte premi 2007 ed il ripristino della trasparenza delle procedure disciplinari. In molti stanno tremando (magari anche tramando…) al pensiero che possa essere pubblicata la lista dei nomi dei soggetti coinvolti negli oltre cinquecento casi di doping accertati in prima analisi e “congelati” per evitare uno scossone drammatico ad una struttura già pesantemente disastrata.
Il Ministro, nel comunicare lo scioglimento della riserva da parte di Melzi ha ulteriormente appesantito il giudizio già espresso in precedenza sull’ operato del Segretario Generale Panzironi, confermando che verrà rimosso dalla carica e che verrà chiamato a rispondere dei molti rilievi avanzati dalla Commissione Autorino-Cinotti-Rebecchi-Scala
De Castro ha inoltre confermato che il metodo operativo della nuova Unire non potrà che essere quello della concertazione generale con le categorie ed i sindacati.
L’ impressione è che, finalmente, cominci a soffiare una brezza rinnovatrice.
Numeri impietosi 2 ottobre 2006
I numeri magari non sono sempre neutrali ma sono certamente sempre impietosi.
Senza molti commenti vi proponiamo i dati relativi alle scommesse del mese di settembre confrontate con quelle del settembre dell’ anno scorso.
Un semplice spunto di riflessione per noi tutti, per il Commissario Melzi e soprattutto per chi ancora vuol fingere di credere che l’ ippica possa continuare a vivere come sta facendo ora, cioè spensieratamente ed abbondantemente al di sopra delle proprie possibilità:
scommesse ordinarie - 0,51% scommessa Tris - 6-49%
Rossi di vergogna... 22 settembre 2006
Cosi dovrebbero apparire in pubblico l’ ex ministro Gianni Alemanno e l’ ex (quasi) Segretario Generale dell’ Unire Franco Panzironi, dopo la lettura della relazione conclusiva della commissione Autorino-Cinotti-Rebecchi-Scala, che il ministro Paolo De Castro aveva incaricato di esaminare l’ operato amministrativo della trascorsa gestione (comunemente aggettivata “nera”) dell’ Unire.
Un bell’ articolo di Michele Ferrante, pubblicato sulla Gazzetta dello Sport di oggi ne riassume le durissime conclusioni.
Michele Ferrante è un grande giornalista d’ inchiesta, razza che pareva in via di sparizione, al quale gli ippici veri dovrebbero riconoscenza, oltre che stima, perché da anni si batte per fare luce là dove invece l’ establishment vorrebbe veder salire la nebbia .
I due punti sui quali la commissione ritiene di aver individuato gravissime irregolarità sono il bilancio e la gestione dell’ antidoping.
Antidoping
Era stato stipulato un accordo tra dieci paesi (Italia inclusa) in base al quale le strutture incaricate di eseguire analisi antidoping devono aver ricevuto un certificato di accreditamento che ne garantisca l’ affidabilità ed in particolare l’ imparzialità. L’ Unire ha affidato ad Unire Lab l’ incombenza di eseguire i controlli senza preventivamente richiedere il certificato di accreditamento.
Le analisi per la ricerca del diossido di carbonio (quelle che vengono fatte a campione prima della corsa) sono costate all’ Unire la bella cifra di 220 Euro cadauna, contro i 23 Euro di pochi anni fa. Dieci volte tanto. Inoltre la Commissione ha definito inattendibili le tecniche di conservazione dei campioni destinati a questa specifica analisi e conseguentemente falsati o comunque inattendibili anche gli esiti.
Infine ci sono ben 531 casi di analisi “non negative” (così bisogna chiamarle), su un totale di 677 dal 2003 al 2006, che non hanno ancora ricevuto la sentenza di primo grado. Erano lì. In attesa di che?
Il buco di bilancio
La cifra che fino ad oggi era circolata, più o meno ufficialmente, era quella astronomica di 129 milioni di Euro a Dicembre del 2005. Da questa data ad oggi sembra che l’ Unire abbia accumulato un ulteriore disavanzo di 83 milioni, mascherati mediante artifici contabili, che porterebbe il disavanzo reale a circa 240 milioni di Euro, una cifra tale da affossare l’ attuale struttura dell’ ippica.
Un paio di chicche, all’ interno del capitolo “sprechi e curiosità” riguarda le trasmissioni commissionate a Bruno Vespa (sprechi) e la remunerazione del Segretario Generale (curiosità).
Partendo da quest' ultima, nessun commento riguardo all’ ammontare dello stipendio, la bella cifra di 260.000 Euro, comprensiva del premio di produzione, che è probabilmente in linea con quella di altri top-manager di analogo livello. Certo che se la mettiamo a confronto con i risultati della gestione…
Perché definire sprechi le trasmissioni di Bruno Vespa? Molto semplice, perché sono costate la bella cifra di 1,7 milioni di Euro e non le ha viste nessuno di coloro ai quali erano destinate. Il target doveva essere quello del pubblico che non ha interessi ippici, il nome di Vespa e un po’ di trash nazional-popolare sarebbero dovuti servire ad attrarne una parte verso lo spettacolo delle corse. Ma si era trascurato il fatto che sarebbero state trasmesso su UNIRE TV, un canale di ultra-nicchia che viene frequentato solo da chi appassionato lo è già. Quindi soldi sprecati. Anzi, il livello tecnico delle trasmissioni (ci riferiamo al contenuto ippico) era così sottozero (lo abbiamo qui rimarcato più volte), che il solo effetto che può aver sortito potrebbe essere stato quello di allontanare qualcuno di quei pochi che ancora resistono. Se il movimento ippico potesse costituirsi parte civile ci sarebbe da chiedere i danni.
Noi contiamo molto sul coraggio di Guido Melzi. Torneremo sull’ argomento nei prossimi giorni con una vera e propria lettera aperta al Commissario, per il momento ci limitiamo ad indicare senza mezzi termini la ricetta: da un lato, quello economico, “lacrime e sangue” per tutti , partendo dall‘ inevitabile diminuzione del monte premi a parità di numero di corse , dall’ altro il ripristino della totale trasparenza delle procedure tecniche e disciplinari.
Guido Melzi d'Eril nuovo Commissario Unire 14/9/2006
Il Ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, ha messo in moto l’ iter per la nomina di un nuovo Commissario Straordinario al vertice dell’ Unire.
Il Ministro ha fatte proprie le conclusioni che la Commissione d' indagine, incaricata di verificare gli aspetti tecnici ed amministrativi della gestione in corso, gli ha presentato e ne ha tratte le necessarie conseguenze.
Le parole con cui De Castro ha commentato le conclusioni della Commissione suonano molto pesanti e prefigurano l’ apertura di scenari diversi da quelli interni all’ Ente, oltre che costituire la pietra tombale della gestione strutturata sull’ asse Alemanno-Panzironi : “Le indagini - ha detto De Castro- hanno rilevato gravi anomalie sulla gestione dell’ antidoping e sulla stesura dei bilanci . Per quanto riguarda i bilanci posso confermare che il disavanzo patrimoniale coincide sostanzialmente con le cifre già divulgate“ . Ricordiamo che il disavanzo di cui si era parlato nei giorni scorsi e che il Ministro ha confermato come reale ammonta a 129 milioni.
Il nome del nuovo Commissario era ampiamente stato anticipato ed è quello di Guido Melzi d’Eril - già Commissario e successivamente Presidente dell’ Unire da gennaio 1999 a gennaio 2001 - un ippico di lungo corso che gode dell‘ appoggio di alcune delle Categorie ma riguardo al quale non mancano neppure i dissensi.
A Melzi gli oppositori non perdonano la vendita dell’ ippodromo di Torino che indubbiamente ha molto danneggiato l’ ippica che opera nel nord del paese. Ricordiamo che la vendita avvenne a fronte di un’ offerta molto sostanziosa avanzata dal gruppo Agnelli a seguito di una fantasiosa operazione d’ ingegneria contabile (nel filone della finanza creativa di primo livello), destinata ad abbellire e ripianare il bilancio della Juventus con un progetto di costruzione di impianti sportivi e commerciali rivelatosi presto irrealizzabile.
Ricordati i fatti, bisogna rimarcare come nessun imprenditore assennato avrebbe potuto rifiutare tale offerta ed allora stentiamo ad afferrare il senso dell’ argomento quando esso viene usato per sminuire la persona.
Nelle prossime ore non potranno mancare le dimissioni dell’ ineffabile Segretario Generale, Franco Panzironi, che il Ministro ha sostanzialmente congedato con parole secche: "Penso ad una squadra completamente nuova che abbia voglia di lavorare seriamente . Guido Melzi ha sei mesi di tempo per rifondare la struttura, se lavorerà bene potrà anche restare”.
Da parte nostra, oppositori fin dall’ inizio della gestione Alemanno-Panzironi, l’ augurio che gli auspici del Ministro vengano realizzati ma soprattutto - su questo non smetteremo di pungolare il Commissario - che l’ Unire ripristini la trasparenza delle procedure tecniche e disciplinari.
Un provvedimento semplice e poco costoso, per lanciare all’ interno ed all’ esterno un bel segnale di volontà rifondatrice, potrebbe essere quello del ripristino immediato della pubblicazione, cartacea o nel web, del Bollettino Ufficiale dell’ Ente.
Nel frattempo godiamoci quello che c’ è di buono. Il Ministro De Castro ha chiuso una fase molto buia della vita dell’ Unire, ne siamo finalmente fuori, tiriamo un sospiro di sollievo e guardiamo avanti con fiducia.
Speciale Oaks d' Italia 2006
Trionfa Dionisia. Avranno cambiato idea? 19/06/2006
Ci riferiamo a coloro che hanno sempre giudicato con scetticismo e con una certa aria di superiorità la strategia imprenditoriale e sportiva della Razza dell’ Olmo.
Tutti sappiamo che i cavalli del prof. Limata e figlio vengano impiegati intensivamente su tutte le piste d’ Italia, dalle più selettive e qualificanti a quelle di provincia, che i detrattori dell’ ippica minore e della stessa RdO chiamano dispregiativamente i “tondini”.
I cavalli della Razza dell’ Olmo, sempre secondo opinione largamente diffusa , vengono allenati sul van, corrono a caso senza un minimo di programmazione, sono soggetti ad alti e bassi di rendimento che dovrebbero indurre a sospetti.
La fantastica affermazione di Dionisia nelle Oaks dimostra invece che una gestione imprenditoriale che tenda alla massimizzazione dei ricavi non impedisce certo la valorizzazione dei soggetti dotati di classe e doti atletiche.
Chissà allora che non vengano, da parte dei detrattori di Menichetti e C., rimesse in discussione molte delle loro certezze: magari quella che a loro appare come mancanza di programmazione potrebbe apparire come programmazione estrema e moderna, da proporre come modello ad un sistema ippico che sembra altrimenti avviato alla consunzione, in cui ciascuno si occupa di una parte del lavoro quotidiano (dal preparatore atletico al racing manager, dal manager dei fantini agli autisti, perché no?..). Oppure il rendimento alterno dei cavalli che reggono la routine quotidiana da Tagliacozzo a Varese (da molti interpretato come abuso del “tiraggio e sgancio”) potrebbe apparire come normale alternanza di prestazioni indotta dalle variazioni di peso su cavalli che invece vanno sempre a correre e proprio per questo vincono quando il rapporto tra il peso ed il loro rating (e quello degli avversari) è quello giusto.
Avranno cambiato idea?
Probabilmente no ma farebbero bene a pensarci
Non solo Dionisia.. c'è anche Sabana Perdida 19/06/2006
La vittoria di Dionisia non deve oscurare l’ altra grande - perchè forse inaspettata - protagonista, quella Sabana Perdida il cui percorso agonistico si è presto incrociato con quello della vincitrice, facendo nascere un bel dualismo agonistico in pista ed un altrettanto vivace dualismo tra i rispettivi fans nei forum ippici e sulla stampa.
Molto sportivamente Sergio ed Andrea Rossi - titolari del team Zaro - ed i Feligioni, che ne sono i bravissimi allenatori, hanno accettato l’ impegno per Sabana su una distanza che appariva proibitiva rispetto alle attitudini della loro allieva e sono stati premiati da un quarto posto meritatissimo , qualificante e ben remunerato.
Buona parte del merito della prestazione va ascritto alla monta misurata al centimetro di un Max Tellini che ha saputo risparmiare tutto il possibile lungo il percorso ed infondere a Sabana negli ultimi interminabili metri quel coraggio e quella determinazione che le hanno consentito di respingere i tentativi di aggancio della Mara grizzettiana.
Ora pare che Sabana sia destinata a proseguire la carriera in terra britannica, per il training di Cumani o quello di Dunlop. Una affettuoso in bocca al lupo.
E Unire TV ? 19/06/2006
Per concludere qualche osservazione in merito alla trasmissione del pomeriggio milanese effettuata da Unire Tv.
Basterebbe un rapido giro di lettura dei forum ippici per capire quanto poco siano gradite agli appassionati le comparsate impacciate e fuori contesto della premiata compagnia Vespa - Panzironi- Ippoliti e delle loro improponibili modelle per il riempimento dei tempi morti tra una corsa e l‘ altra. Ne avevamo già parlato in occasione del pomeriggio del Derby e naturalmente ci rendiamo conto che gli impegni contrattuali assunti non consentono all’ Unire di cambiare strategia mediatica nel corso dell’ annata, ma rimarcare il fallimento della scelta potrebbe servire ad aiutare la futura gestione post-panzironiana.
Non sarebbe forse neppure il caso di sottolineare come in un paio di occasioni Vespa abbia confuso Oaks e Gran Premio di Milano o come si fosse dimenticato (ma forse non lo avevano avvisato) che , nelle Oaks, si trattava di belle puledre e che quindi non era il caso , nel complimentarsi con Federica Barberini, di usare la definizione di “ bel cavallo”.
Peccato.. perché invece il resto della trasmissione, incentrata sul commento tecnico della migliore delle accoppiate cronistiche ipotizzabili, Luca Galbiati ed Enrico Querci, è stato inappuntabile, preciso tecnicamente, appassionato ma contenuto nei toni e nelle espressioni (come piace a noi..). Veramente bravi.
A proposito di espressioni-firma abbiamo notato come il “circoletto rosso”, il cui uso ed abuso avevamo benevolmente criticato, è stato adottato ed adattato da Salvo Cervone , cronista del trotto napoletano, in un “circoletto rosso, ma proprio rosso rosso fuoco..” .
In primo piano - archivio recente
Chiusa l' indagine dei CC di di Varese sulla Tris 6/8/2006
Ippica ancora in prima pagina dei telegiornali (il tg5 in questo caso) per l' annuncio,
da parte dei Carabinieri di Varese, della chiusura delle indagini in relazione alla corsa
tris del 2004 in cui si verificò la sostituzione di Reprime con Arabian Pivot.
Il Comandante del nucleo dei Carabinieri responsabile delle indagini, ha affermato che è stata accertata la sostituzione del cavallo, che sono stati individuati i presunti responsabili e che è stata recuperata l' ingente somma che l' operazione aveva consentito di raggranellare.
Naturalmente non possiamo che apprezzare il fatto che si sia fatta luce su una delle pagine più brutte della storia ippica, anche se è opportuno ricordare che vale per tutti il principio della presunzione d' innocenza.
Dionisia venduta a Yoshida - Cumani nuovo trainer 4/76/2006
Da qualche giorno si susseguivano le voci in merito ad una trattativa, importante per il nome dei protagonisti e per la dimensione economica, ed ieri è arrivata, puntuale ed inevitabile, la conferma: la vincitrice delle Oaks passa sotto i colori di Teruya Yoshida, destinata all' allenamento british di Luca Cumani.
Immaginiamo che si scateneranno il solito pianto greco e le solite critiche ma è un dato di fatto che nella nostra programmazione, dopo le Oaks, non ci sia lo spazio per la valorizzazione internazionale delle femmine di primissimo livello, come Dionisia ha dimostrato di essere.
L' alternativa possibile poteva essere quella che il team della scuderia Zaro ha scelto per Sabana Perdida, cioè il trasferimento all' estero con il mantenimento, almeno temporaneo, della proprietà, ma non ce la sentiamo certo di criticare (sarebbe irrealistico ed anche irriconoscente nei confronti dei Limata) l' opzione della vendita.
La scelta del training di Luca Cumani, ormai specializzato nel lavoro di utilizzo e valorizzazione internazionale di campioni costruiti e plasmati dai nostri bravissimi allenatori, non è innovativa e neppure elettrizzante ma tecnicamente e commercialmente ineccepibile.
Prima vittoria in gruppo per Marco Botti 28/8/2006
Dopo meno di un anno dall’ inizio della sua attività in terra britannica Marco Botti ha riportato
ieri la prima vittoria in corsa di gruppo.
la due anni Sesmen , di proprietà della Scuderia Rencati e montata da Oscar Urbina, si è imposta
a sorpresa nelle Normandie Stud Prestige Stakes (gruppo 3),lasciando un' impressione maggiore di quanto non dica il distacco ufficiale,
, che non è stato ben maggiore solo a causa dell' evidente immaturità della puledra, palesata
al momento in cui si è trovata davanti alle avversarie.
Sesmen non ha altre iscrizioni in corse di Gruppo e probabilmente verrà messa a riposo in attesa della prossima stagione.
Intercategoriale contro l' Unire di Panzironi 21/06/2006
Com’ era prevedibile le affermazioni del Segretario Generale dell’ Unire pubblicate sulle pagine dello Sportsman hanno immediatamente provocato la reazione delle categorie ippiche (esclusi purtroppo i proprietari del galoppo ).
Sostanzialmente il panzironpensiero si può riassumere nell' affermazione che le nuove scommesse introdotte e la gestione tecnica ed amministrativa della "sua" Unire (visto che non esiste altri che il Segretario Generale, quasi come il PCUS..) stanno risanado il bilancio e rimettendo in sesto la traballante struttura del sistema.
L’ Intercategoriale reagisce, smentendo innanzitutto i dati economici e fotografando il deficit dell’ Unire in 290 milioni di Euro.
Ma la reazione non si ferma a questo.
Vengono rinfacciate all’ Unire la pochezza della gestione tecnica , la totale dipendenza dalle scelte e dagli interessi dei Monopoli e delle Agenzie e la volontà di impedire agli operatori ippici di partecipare all’ individuazione delle priorità operative, dalla questione della trasparenza (particolarmente in tema di procedimenti disciplinari e di antidoping) , a quella dei Commissari e Funzionari preposti al controllo delle corse, alla programmazione tecnica , alla riscrittura di molte regole.
La marea sta montando ma il brutto è che il Segretario Generale non se ne accorge neppure.
Il Derby di Unire Tv 22/05/2006
Immagino che in pochi abbiano seguito la trasmissione di Unire Tv dedicata al pomeriggio del Derby Italiano.
Anzi, per essere sincero, lo spero vivamente.
Mi domando: ma a chi credevano di rivolgersi?
Non mi pare che ci siano dubbi sul fatto che il target principale di un evento ippico, trasmesso su un canale di servizio come Unire Tv, siano gli appassionati delle corse, e trovo , per dirla subito tutta in modo esplicito, del tutto indecoroso il modo in cui ci si è rivolti a loro.
La struttura della trasmissione era articolata su due fronti: lo studio, da cui Luca Galbiati ed una bella assistente fornivano un minimo di commento tecnico ed un tragico avamposto sul campo, condotto per l’ occasione da Luca Giurato in sostituzione del “sanzionato” Bruno Vespa.
Partiamo dallo studio. Non molto da ridire, onestamente, sul commento tecnico di Luca Galbiati (anche se, per favore, potrebbe pensare a risparmiarci ogni tanto il tormentone del “circoletto rosso”…, e questo vale anche per Zanoboni), ma non credo sarebbe stato difficile avvisare, prima della trasmissione, la bella collaboratrice che Prix non si pronuncia “prics” come ha fatto un paio di volte leggendo gli arrivi delle corse francesi. Inezie? Può essere, ma insopportabilmente fastidiose.
Passiamo all’ avamposto sul campo? Solo per immaginare, stendendo un velo pietoso, quali possano essere le reazioni di un appassionato quando lo spettacolo delle corse viene interrotto per far sfilare impacciate indossatrici a giovamento di chissachi. Impacciate, precisiamolo, non certo per mancanza di professionalità quanto per la consapevolezza di essere fuori contesto, consapevolezza indotta anche dal totale disinteresse che il pubblico presente mostrava.
Esiste però un’ altra faccia della medaglia, quella del tentativo di utilizzare la commistione di genere e di livello (sport e patinatura nazionalpopolare, competenza tecnica e i soliti quattro nani e ballerine) per intercettare l’ interesse momentaneo di un pubblico casuale nell’ ipotesi che si possa trasformare in fidelizzazione. Innumerevoli tentativi condotti negli anni hanno ampiamente dimostrato che si tratta di una strada senza sbocchi eppure si continua ad insistere, con pervicacia ed anche arroganza, ad occhi chiusi e portafogli aperti.
Continuiamo a farci del male.
Entrato in carica il nuovo Ministro dell' ippica 20/05/2006
La conclusione della tormentata parentesi elettorale avvia la definizione della nuova struttura istituzionale del sistema-ippica.
Il primo passo è stata l' entrata in carica di Paolo De Castro come Ministro delle Politiche Agricole, il "nostro" ministero di riferimento.
Il neoministro ha 48 anni, è nato in provincia di Brindisi ed è professore ordinario di Politica Agraria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell' Università degli Studi di Bologna.
E' considerato particolarmente legato al Presidente Prodi, di cui è stato Consigliere economico dal 1996 al 1999.
Contro De Castro si sono immediatamente scatenate le reazioni di qualche fazione dell' ippica che pure non aveva certo condiviso, a parole, la gestione di Alemanno.
Strano davvero.
Varese - sempre più probabile la dismissione del centro d' allenamento 9/04/2006
La preoccupazione delle scuderie varesine in merito alla possibilità di dismissione del centro d’ allenamento delle Bettole ha trovato conferma.
Presso la Commissione Edilizia del Comune di Varese è stato depositato un progetto per la realizzazione di un albergo ed una serie di villette a schiera sull’ area occupata attualmente dalle scuderie.
In attesa di ulteriori notizie vi proponiamo la piantina dell’ area interessata dal progetto, con la specifica delle opere viabilistiche richieste dal Comune a fronte della concessione di maggiori volumi.
visualizza il progetto di demolizione
Unag - i primi interventi 9/04/2006
Verrà a giorni ripristinata dall’ Unag la procedura relativa alle operazioni di accompagnamento in pista dei cavalli (la cosiddetta portatura) basata sul rilascio di un “cartellino” giornaliero che assicura la copertura assicurativa dell’ artiere.
La relativa polizza assicurativa è già stata stipulata anche grazie all‘ impegno finanziario dei nuovi Consiglieri, che si impegneranno ad anticipare i fondi necessari alla cassa dell’ Associazione, desolatamente vuota.
Verrà inoltre indicato dall’ Unag l’ importo del compenso da corrispondere per la prestazione e si farà opera di convincimento nei confronti degli associati per ottenerne il rispetto .
In attesa che si chiarisca il quadro istituzionale di riferimento, con il quale affrontare i temi strategici ineludibili, la nuova dirigenza dimostra di essersi messa subito al lavoro con concretezza e questo non può che essere giudicato positivamente
Giuseppe Botti nuovo Presidente Unag 21/03/2006
La rivolta degli allenatori facenti capo all' Unag contro la gestione politica e tecnica dell' Associazione attuata in questi anni da Bruno Grizzetti si è conclusa.
Al termine di un vivace Congresso Straordinario i delegati hanno eletto il nuovo Presidente. La scelta è caduta sulla persona di Giuseppe Botti, la cui professionalità non abbisogna certo di presentazioni, che si troverà ora di fronte il non facile compito di tutelare gli interessi di categoria all' interno di uno scenario di crisi e di un probabile cambio di referenti istituzionali.
Affiancheranno il lavoro di Giuseppe Botti il vice presidente Armando Maggi ed i Consiglieri Gian Maria Travagli, Luigi Riccardi, Maria Sacco e Paolo Paciello.
L’ Unire e la questione morale - la replica 10/03/2006
Immediata replica, seppur parziale, dell’ Unire alla Gazzetta dello Sport.
La replica riguarda l’ affermazione secondo cui l’ Unire non avrebbe indetto un bando di gara per l’ assegnazione dell’ appalto riguardante il lavoro interinale fino al termine del 2004 e Michele Ferrante, autore dell’ articolo, prende oggi atto della precisazione ma rilancia sottolineando che rimane comunque “scoperto” il periodo che va dal luglio del 2004 all’ ottobre del 2005 ed evidenziando un' incongruenza tra gli importi indicati in bilancio al riguardo.
La replica dell’ Unire lascia tuttavia inalterato il problema (reale o supposto?) del conflitto d’ interessi facente capo alla persona del Segretario Generale e non poteva essere altrimenti, trattandosi di responsabilità eventualmente gravanti sulla persona e non sull‘ Ente.
Immaginiamo che la faccenda non finirà oggi.
L’ Unire e la questione morale 09/03/2006
La Gazzetta dello Sport in edicola oggi pubblica, con il titolo “Lo strano amore dell’ Unire per il lavoro interinale”, un articolo che in termini molto duri e circostanziati propone la questione della trasparenza e della moralità nella gestione dell‘ Ente.
In particolare viene focalizzata l’ esistenza di un possibile conflitto d’ interessi attorno alla persona del Segretario Generale, signor Franco Panzironi, che in assenza del Consiglio d’ Amministrazione - tuttora privo dei due Consiglieri che dovrebbero essere indicati dalla Conferenza Stato Regione - appare essere l’ unico depositario della capacità d’ agire dell’ Ente, dominus assoluto e senza referenti istituzionali cui rispondere delle proprie decisioni (al di fuori del Ministro Alemanno). L’ autore dell’ articolo lo definisce, con efficace espressione “autentica anima pensante ed operante”.
Il “focus” specifico riguarda i rapporti dell’ Unire e del suo Segretario con l’ agenzia di lavoro interinale “Obiettivo Lavoro” ma per questo Vi rimandiamo alla lettura dell’ articolo pubblicato dalla Gazzetta.
Quello che ci preme sottolineare è il fatto che l’ autorevolezza della testata e la gravità delle affermazioni pubblicate impongono all’ interessato l’ obbligo di rispondere alle contestazioni e l' ippica si attendiamo che ciò avvenga con tempestività.
Contributi
La stagione di corse pony 08/02/2006
Abbiamo spesso sottolineato quanto sarebbe importante per l’ asfittico settore delle corse al galoppo, l’ apertura di un canale di collegamento e scambio con il mondo dell’ equitazione e del cavallo da sella, che vive un momento di ottima salute e di vitalità che qualcosa dovrebbe ben insegnarci.
Una bella iniziativa in tal senso è quella che ha preso il via, per iniziativa della FISE e di alcune lungimiranti Società di corse, basata sullo svolgimento in diversi ippodromi di competizioni in pista riservate ai ponies.
Ci stupisce, ma non troppo, che l’ Unire abbia sinora mostrato una totale indifferenza verso la coraggiosa iniziativa, che andrebbe invece incoraggiata e promossa istituzionalmente.
Da parte nostra metteremo a disposizione la nostra piccola vetrina per notizie e commenti sulla stagione di corse pony, che ha già dimostrato di godere del favore e della simpatia anche del pubblico che frequenta gli ippodromi.
Il contributo relativo alla prima giornata, che qui di seguito proponiamo, ci viene gentilmente fornito da Giuseppe Satalia .

Bellissima giornata di sole all'ippodromo di Pisa dove si è aperta ufficialmente la stagione di corse pony, con la prima giornata del Trofeo Andreina, connubio fra l'ippodromo di Roma e quello di Pisa.
Alla presenza di un folto ed appassionato pubblico fra una corsa di professionisti ed un'altra si sono svolte tre corse pony.
La prima corsa, categoria A, è stata vinta da Benedetta Satalia - circolo ippico 'SweepBack'- che con Spirit è riuscita a conquistare con tenacia ed estrema determinazione la sua prima vittoria staccandosi di circa cinque lunghezze da Emily Tanganelli su Flopsy T. Questo risultato porta Benedetta Satalia al comando del Trofeo Andreina nella categoria A.
Nella seconda corsa, categoria B, ancora un successo di un allievo della regione Lazio, Pietro D'Innocenzo primo con l'ormai collaudato Falco, che ha bissato il successo ottenuto a Capannelle il 28 Gennaio u.s., un bravo ad Antonio Fiumefreddo, istruttore di Pietro. Seconda Charlotte Wellens su Champion, terzo Filippo Conte su Bramante.
Terza ed ultima corsa della giornata la categoria C, con l'atteso confronto fra Top Seel, imbattuta in tutto il 2005, ed Imperial Sweepback, che aveva ben figurato a Capannelle. Il successo è andato a quest'ultimo che ha vinto a mani basse nonostante l'impegno di Giulio Giglielmi seguito da Emilio Borromeo, allenatore di fama internazionale e vincitore quest'anno del Derby di Roma. Terzo Pietro D'Innocenzo su Gyordan, quarto Luca Santini su G.B.
Davide Satalia è quindi in testa al Trofeo della Categoria C. Una nota di merito alla regione Lazio che ha vinto tutte le corse in programma.
Daniele Porcu trionfa a Sankt Moritz 21/02/2006
Importante e bellissima vittoria di Daniele Porcu in sella alla tedesca Ianina - l’ allieva di Ralph Rohne protagonista ormai abituale anche sulle piste di casa nostra - nel Grosser Preis Von Moritz, disputato ieri nello scenario irripetibile del lago ghiacciato di Sankt Moritz, reso ancor più suggestivo - oltre che molto insidioso - da una violenta tormenta di neve che ha imperversato sull’ intero arco alpino, rendendo la pista molto pesante e la visibiliutà quasi nulla .
Daniele ha fatto le giuste scelte tattiche (posizioni d’ avanguardia , corsie esterne sulle diritture e curve tagliate per risparmiare metri preziosi) ed ha portato Ianina a fulminare proprio sul traguardo Armand, il vincitore della scorsa edizione .
Molto significativa la fiducia che lo staff tedesco ha riposto nelle qualità del nostro jockey - abitualmente ingaggiato per gli impegni dei loro cavalli sulle piste italiane - con la conferma dell’ ingaggio in un’ importante prova internazionale ed altrettanto significativo - ma non inaspettato- il fatto che Daniele abbia ampiamente puntualmente ripagato la fiducia mettendo in campo tutta la classe, l’ intelligenza tattica e la tenacia che lo contraddistinguono. Veramente bravo.
Il galoppo sceglie il boicottaggio.. 10/02/2006
Le Categorie del galoppo hanno invitato i propri associati a boicottare le elezioni indette dall’ UNIRE per la composizione delle Consulte Tecniche ed hanno comunicato la loro decisione a mezzo di una dura lettera inviata al Presidente della Commissione Elettorale.
Nella lettera vengono evidenziate una serie di irregolarità nelle procedure elettorali attuate dall’ UNIRE e viene tratta la conclusione che la considerazione da parte dell’ Ente per la costituzione di organi che permetterebbero alle categorie ippiche di contribuire direttamente alla definizione delle strategie tecniche dell’ Ente sia pressoché nulla
Non si placa il dissenso e la rabbia cresce. 31/01/2006
Non si placa il malcontento degli allenatori aderenti all’ Unag nei confronti dell’ operato del suo presidente Bruno Grizzetti.
All’ assemblea convocata a Milano giovedì scorso, la maggior parte dei partecipanti si era presentata dopo aver firmato un documento collettivo di dissociazione che si era riservata di formalizzare con singole lettere di dimissioni dopo aver ascoltato le risposte del Presidente alle contestazioni relative alla linea seguita dall’ associazione ed alle varie istanze presentate.
Grizzetti aveva respinto la richiesta di presentare le proprie dimissioni dalla carica ma aveva assunto dinanzi all’ assemblea alcuni impegni precisi, primo fra tutti quello di convocare nel più breve termine possibile la Direzione Nazionale, ponendo all’ ordine del giorno la rappresentazione della sostanziale sfiducia manifestata dalla quasi totalità dei Soci - e non solo visto che anche molti operatori formalmente non associati fanno comunque riferimento all’ Unag - e l' opportunità di convocare un Congresso Nazionale straordinario.
Sulla base degli impegni assunti dal Presidente era stata correttamente accantonata la forma di protesta che sarebbe dovuta sfociare nelle dimissioni in massa degli associati dissenzienti.
Sono ormai trascorsi alcuni giorni ed ancora non risulta che Grizzetti si sia attivato per mantenere gli impegni assunti dinanzi all’ Assemblea. La risposta alle puntuali sollecitazioni dell’ Unità Locale di Milano, pare sia stata che la convocazione non ha carattere d’ urgenza e che se ne potrà parlare ad un non meglio specificato “tempo debito”.
Pur senza voler entrare nel merito delle questioni specifiche non possiamo fare a meno di osservare che il presidente degli allenatori commette, a nostro avviso, un grave errore di sottovalutazione dello stato d’ animo dell’ intera categoria che, colpita duramente dallo stato di crisi del settore, vorrebbe vedere la propria associazione attivamente schierata a tutela della dignità professionale degli operatori. La percezione diffusa è invece che l’ Unag di Grizzetti agisca per un verso come cinghia di trasmissione di decisioni prese sulla base di scelte politiche discutibili e, in senso inverso, come diga di protezione verso chi queste decisioni le ha prese.
Potrà reggere ancora a lungo?
All-weather a Varese: un nuovo fronte di lotta? 27/01/2006
Un nuovo fronte di lotta sembra aprirsi per la comunità del galoppo in relazione all’ imminente avvio del cantiere per la realizzazione di una pista all-weather all’ interno dell’ ippodromo di Varese.
L’ annuncio dell’ iniziativa della Società Varesina era stato accolto dagli operatori con uniforme entusiasmo, in considerazione degli ottimi risultati ottenuti dall’ analogo impianto realizzato a Roma Capannelle: maggiore tutela dell benessere fisico dei cavalli, gradimento del pubblico ed innalzamento del tasso tecnico delle corse che vi si sono svolte.
Erano tuttavia immediatamente emerse alcune preoccupazioni in merito alla possibilità di svolgimento della routine quotidiana di preparazione atletica dei cavalli durante il periodo di apertura del cantiere. La puntuale precisazione della Società Varesina, che aveva garantito il mantenimento costante di una parte della vecchia pista in sabbia per i galoppi d’ allenamento, era stata accolta con fiducia e le preoccupazioni erano state riposte.
Invece ieri, improvvisamente, la comunicazione, firmata per la proprietà da Guido Melzi d’ Eril, che la presenza dei cavalli sarebbe incompatibile con l’ apertura del cantiere e l’ offerta alle scuderie residenti di trasferire il materiale - che significa cavalli e personale dipendente - presso ciò che rimane del centro d’ allenamento di Torino oppure presso l’ abbandonato ippodromo di Novi Ligure.
Proprio una bella prospettiva: un trasferimento oneroso in termini economici - ed ancor più sotto l' aspetto qualitativo della vita degli addetti e delle loro famiglie - in impianti semi dismessi la cui funzionalità è perlomeno dubbia.
Ma non è ancora tutto.
Nella memoria degli operatori, infatti, sono ben presenti due aspetti.
Il primo è un fatto concreto che riguarda la figura di Guido Melzi d’ Eril, ippico appassionato e imprenditore accorto nel settore degli ippodromi, al quale l’ opinione pubblica ippica non ha mai “perdonato” la vendita dell’ ippodromo di Torino che, assolutamente legittima ed incontestabile dal punto di vista economico, ha causato quello squilibrio nella struttura complessiva della distribuzione delle corse e del montepremi che molti indicano come punto d’ origine dello stato di crisi delle scuderie di medie e piccole dimensioni che operano nel settore settentrionale.
Il secondo è un insieme di progetti delle istituzioni e dell’ imprenditoria locale varesotta, che vedrebbero da tempo nell’ area in cui sorgono le scuderie dell’ ippodromo la localizzazione ideale per la realizzazione di un centro commerciale polifunzionale e compagnia bella. Progetti generici ma non troppo, di cui spesso la stampa locale ha parlato diffusamente.
Ad essere maligni si farebbe presto a metter insieme lo scenario complessivo: da un lato una “gestione” che ha già dimostrato di essere disponibile a disinvestimenti dal settore, dall’ altro la presenza di progetti concreti sull’ area delle scuderie e per ultimo la situazione favorevole ad operazioni di questo tipo che l’ allontanamento degli inquilini potrebbe creare.
Dovremmo ritenere eccessive le preoccupazioni degli operatori ippici varesini? Crediamo proprio di no
Le piccole scuderie vs l' Unag ed il suo Presidente 20/01/2006
Cresce la tensione all’ interno dell’ UNAG - Unione Nazionale Allenatori Galoppo - e si ingrossano le fila dell’ opposizione alla linea dettata dal suo presidente, Bruno Grizzetti.
L’ oggetto del contendere è, apparentemente, piuttosto banale perché riguarda la posizione assunta dall’ Unag a proposito della regolamentazione imposta (a mezzo di una semplice circolare) dall’ Unire al riguardo dell’ accompagnamento in pista dei cavalli e che ha suscitato parecchi disagi fra gli allenatori ed i proprietari che singolarmente dispongono di pochi cavalli in allenamento... (segue)
Bruno Grizzetti inciampa nella portatura 19/01/2006
Rischia di costar caro a Bruno Grizzetti il sostegno acritico fornito alla nuova regolamentazione delle “portature” imposta di forza dal Segretario Generale dell’ Unire alle Società di corse.
Tra gli allenatori aderenti all’ UNAG, l’ associazione di categoria di cui Grizzetti è Presidente, tira aria di ribellione e sono in preparazione iniziative mirate ad ottenerne le dimissioni . Al Presidente viene contestato il fatto di aver agito senza consultare gli iscritti e di aver accettato supinamente le decisioni dell' Unire senza tener conto dei disagi operativi che la nuova procedura comporterebbe.
Il trotto porta a casa il risultato 04/01/2006
Non c’è che dire. L’ iniziativa autonoma di una parte delle associazioni che rappresentano il trotto è stata sufficiente a portare a casa, in men che non si dica, un risultato pieno.
Chiedevano di essere ricevuti dal Segretario Generale e finalmente hanno ottenuto l’ incontro, chiedevano che venisse rivista la diminuzione dell’ indennità Tris (peraltro allargata a tutti i partecipanti alla corsa ) ed hanno ottenuto un aumento del 20%, chiedevano che le nuove condizioni richieste per il rinnovo dei colori venissero abolite ed hanno ottenuto anche questo.
Osserviamo subito che non è la prima volta - era già accaduto a proposito del numero minimo di partenti- che il Segretario Generale prende atto dell’ inaccettabilità delle sue decisioni e ritorna prudentemente sui suoi passi.
Il nostro parere è che questa pragmaticità è, tutto sommato, un fatto positivo ma non possiamo non rilevare come sarebbe stato in ogni caso preferibile non arrivare allo scontro vero e proprio.
Ancora un’ osservazione sul più importante (per la nostra filosofia) dei risultati tangibili ottenuti, quello relativo al rilascio dei cosiddetti colori, cioè dell’ autorizzazione a far correre i cavalli. Pare che l’ UNIRE volesse introdurre uno sbarramento all’ ingresso, vietando il rilascio dell’ autorizzazione a scuderie con meno di tre cavalli. Una norma antisportiva, di stampo ottocentesco (giustamente è stata da altri definita classista), probabilmente incostituzionale e che difficilmente avrebbe retto di fronte all’ ondata di ricorsi che le scuderie interessate avrebbero presentato al Tribunale Amministrativo Regionale.
Per ora il pericolo sembrerebbe scongiurato ma sarà bene mantenere alta la guardia (visto e considerato che il Segretario Generale ha spesso esplicitato il suo pensiero in merito) e magari cominciare a fare qualche passo concreto verso la formazione di un’ associazione che difenda in modo specifico gli interessi di quegli operatori ippici che normalmente vengono qualificati dall’ aggettivo “piccoli”
Leggi il comunicato Unire-Associazioni
Un obiettivo per l'anno che verrà - 01/01/2006
Vogliamo aprire il 2006, che da più parti viene connotato come anno decisivo per le sorti dell’ ippica italiana, proponendo a noi stessi, agli appassionati che nel web quotidianamente dibattono di cavalli e dintorni, alle istituzioni che dell’ ippica reggono le sorti ed a coloro che dall’ ippica traggono lavoro e remunerazione, un singolo obiettivo concreto, il cui conseguimento darebbe veramente il segnale del cambiamento epocale: la trasparenza delle procedure disciplinari.
La questione è semplicissima: vogliamo batterci per l’ immediato ripristino della pubblicazione del Bollettino Ufficiale, quello che veniva pubblicato dagli Enti Tecnici ora accorpati nell’ UNIRE.
La sua soppressione, a partire dall’ anno 2000, ha portato gravi disagi all’ intero sistema, penalizzando la maggioranza degli operatori, che sono rispettosi delle regole, a vantaggio dei pochi furbetti che delle regole non sanno che farsene.
Non è un mistero per nessuno che siano fiorite una serie di leggende metropolitane la cui circolazione non giova proprio ad alcuno. Ad esempio ricordiamo quelle che si riferiscono a coperture di casi di doping o di corse Tris pilotate, tra cui il caso eclatante dell’ accertato scambio dei cavalli Reprime-Arabian Pivot.
Precisiamo subito che il nostro pensiero è che tali coperture non ci siano state ma che qualcuno abbia saputo ben sfruttare a proprio illecito vantaggio l’ “opacità” delle procedure.
Il ripristino della trasparenza, di conseguenza, é non solo interesse comune della maggioranza degli operatori ma principalmente della stessa UNIRE, che in questa situazione vede ingiustamente offuscata la sua immagine istituzionale di arbitro al di sopra delle parti e non riesce a far percepire all’ esterno la grande professionalità e competenza dei suoi dirigenti e funzionari, a partire da quella dei Commissari e degli Ispettori che quotidianamente agiscono sui campi di corse.
Varese: annullato anche il convegno odierno 30/12/2005 h.10.10
Questa volta la Società Varesina é stata tempestiva e rispettosa delle esigenze di tutti, comunicando la decisione di annullare il convegno odierno, a causa del ghiaccio che rende pericolosa e sostanzialmente impraticabile la pista, entro l' orario previsto per la comunicazione dei ritiri.
Non vogliamo illuderci di avere contribuito al cambio di rotta con i nostri interventi degli ultimi giorni, ma, in ogni caso il problema esiste e non é più tollerabile che la soluzione sia lasciata all' iniziativa dei singoli. Intervenga l' Unire, perlomeno con una circolare, in attesa della necessaria modifica regolamentare.
Bis ad Albenga: si poteva evitarlo 29/12/2005
Anche in questo caso non era difficile profetizzare che ad Albenga non si sarebbe potuto correre: bastava aver ascoltato qualche telegiornale o qualche previsione meteo.
Eppure, ancora una volta, si è confidato fino all’ ultimo che un miracolo o un colpo di bacchetta magica permettesse lo svolgimento regolare del convegno, per poi invece dover rimandare tutti a casa, cavalli, artieri, allenatori e, ovviamente, i proprietari che pagheranno le spese per tutti. Ad onor del vero bisogna ricordare che la Società che gestisce la riunione invernale dell’ Ippodromo dei Fiori normalmente rimborsa la metà del costo del trasporto per i cavalli provenienti da Milano, ma certamente non basta, perché a noi appare ancor più rilevante del danno economico l' evidente disinteresse per la dignità delle categorie interessate.
I cavalli provenienti da Milano, tanto per esemplificare, erano partiti alle otto del mattino e sono rientrati alle otto di sera, dopo un viaggio avventuroso lungo le strade secondarie dove erano stati dirottati i veicoli a causa della chiusura dell' autostrada. Gli stessi disagi sono stati inutilmente patiti dai fantini e dagli allenatori. Tutto ciò risulta oggettivamente intollerabile, mentre il silenzio delle Associazioni appare incomprensibile.
Il problema andrebbe affrontato a livello regolamentare, stabilendo che in caso di maltempo già in atto l’ annullamento del convegno debba avvenire entro le ore nove (stesso orario in cui si dichiarano i ritiri eventuali) ed una congrua multa a carico delle Società di corse inadempienti.
Anullamento annunciato alle Bettole 27/12/2005
Quasi nulla si può rimproverare alla Società Varesina: la programmazione tecnica è ineccepibile, le piste sono ben tenute e si tende sempre a migliorarle (come dimostra la decisione di introdurre il fondo all-weather), il pubblico ha a disposizione spazi accoglienti e strutture di conforto adeguate e non si tralasciano gli investimenti in iniziative promozionali per allargare la fascia d’ interesse ed il radicamento cittadino e regionale.
Ci stupisce quindi che, quando l’ inclemenza del tempo mette a rischio lo svolgimento di un convegno, non vengano tenute in debito conto le necessità degli operatori provenienti da sedi “fuori piazza”.
Tradizionalmente il convegno post-natalizio è a rischio ed il Natale 2005 non ha fatto sconti.
A Varese è nevicato a Santo Stefano per tutto il pomeriggio e durante la notte successiva. Stamattina, la pista era ricoperta, come tutta la città, da una decina di centimetri di neve (probabilmente di più) eppure alle ore nove (orario previsto per la dichiarazione dei ritiri) non era stata presa alcuna decisione in merito allo svolgimento del convegno e si lasciava agli allenatori e proprietari il rischio di decidere se iniziare il viaggio verso l’ ippodromo. Senza entrare nel dettaglio mi pare opportuno ricordare che la trasferta di un cavallo a Varese da una sede limitrofa come Milano comporta costi per almeno quattrocento Euro, ovviamente crescenti per chi proviene da sedi più lontane.
Il buon senso, aiutato magari da qualche telefonata ad amici ippici varesini, suggeriva che molto difficilmente si sarebbe potuto correre su una pista le cui condizioni, nonostante il lavoro pesante e continuo dei trattori della manutenzione, non potevano che essere difficili: la neve a coprire la sabbia oppure il fango scivoloso e conseguentemente pericoloso per cavalli e fantini.
Eppure si è lasciato che i cavalli partissero per poi annunciare che il convegno non poteva svolgersi.
Non è da voi, dirigenti ed animatori della Società Varesina.
Tempesta in arrivo: si muove il trotto 19/12/2005
C’ è voluto qualche giorno perché le Categorie dell’ ippica si riprendessero dallo stupore per le dichiarazioni programmatiche del Segretario Generale (del PCUS verrebbe da dire..) , ma ora che le parole sono state ben analizzate e valutate in tutta la loro pesante realtà le reazioni si mettono in moto.
A prendere l' iniziativa sono state Unagt e Anagt (quindi i guidatori del trotto) di Campania e Lombardia, unitamente all’ Intercategoriale. Successivamente hanno aderito anche gli organi regionali Unagt e Anagt di Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Toscana , Marche. Non è difficile immaginare che man mano si uniranno anche le altre regioni.
La richiesta avanzata è quella di un’ immediata convocazione presso l’ Unire, la minaccia quello dello sciopero a partire da gennaio.
Le organizzazioni del galoppo per ora fingono che non sia successo nulla ma non crediamo che possano ancora a lungo ignorare la protesta che gli operatori esprimono individualmente fin dal giorno successivo alla conferenza stampa di Panzironi.
Sostanzialmente viene giudicato inaccettabile l’ approccio autoritario che caratterizza l’ Unire di Panzironi, che rifiuta sistematicamente il dialogo con le parti interessate ed ignora l’ unica politica possibile nei momenti di maggiore crisi settoriale, cioè la ricerca e gestione del consenso e la necessaria mediazione tra i molteplici interessi in gioco.
Il presidente dell' Unagt é Enrico Dall' Olio, quarantanovenne, ben conosciuto e stimato dagli appassionati trottisti.
Un' intervista che la Gazzetta dello Sport pubblica oggi (20 dicembre) chiarisce a fondo il suo pensiero e quello dell' associazione. Vi suggeriamo di leggerla e ne riportiamo il titolo, che sintetizza efficamente la sostanza "Questa Unire sbaglia e ci toglie la dignità". Più chiaro di così..
L' incredibile ricetta di Panzironi: rottamazione e casinò 15/12/2005
Il Segretario Generale dell’ Unire, l’ ineffabile Franco Panzironi, ha presentato ieri il “suo” programma per l’ ippica del 2006 ed illustrato le linee guida della “sua” visione strategica, sulla quale dovrebbe basarsi il futuro (temiamo assai breve) dell’ ippica.
Lasciamo per il momento da parte le considerazioni sulla sostanziale diminuzione del monte premi , così come il giudizio sulla scelta demenzial-suicida della duplice Tris giornaliera (accompagnata dalla ridefinizione - leggasi cancellazione- delle indennità di partecipazione ai proprietari), ed anche la sottovalutazione del trend negativo del movimento delle scommesse.
Così come per il momento accantoniamo le considerazioni sul fatto che la “strategia” venga dettata dal Segretario Generale in un momento in cui l’ Unire sta aspettando la nomina del Consiglio di Amministrazione ed è in attesa dell’ entrata in carica del nuovo Presidente.
Su tutto questo ritorneremo presto.
Quello che oggi ci preme segnalare sono gli interventi mediante i quali il “panzer” (l’ affettuoso nick affibbiatogli dal popolo ippico) intende riproporre il tormentone dell’ ippica di qualità.
Secondo il nostro, ippica di qualità significa semplicemente ippica di vertice ed allora la ricetta obbligatoria diventa quella dell’ allontanamento-rottamazione dei cavalli di livello inferiore, eseguita d’ ufficio dalla stessa Unire. Ovviamente, poichè nell’ inconscio un po’ di pudore lo conservano tutti , invece di parlare di rottamazione l’ ineffabile ” panzer” preferisce usare il termine “esternalizzazione” , figuriamoci se poteva mancare.
Non è finita qui, perché oltre ai cavalli, dovranno conseguentemente essere esternalizzate le piccole scuderie, che a occhio e croce, peraltro, detengono ben più della metà del parco cavalli in attività.
Che Panzironi la pensasse in questo modo lo si sapeva e lo avevamo segnalato, ma ora che diventa pericoloso non bisognerà perdere tempo ed organizzarsi per dare rappresentatività e voce a chi nell’ ippica è maggioranza senza averne il riconoscimento ed il conseguente potere contrattuale.
Per chiudere segnaliamo quella che ai nostri occhi di appassionati del cavallo appare la vera “perla” di tutta il panziron-pensiero. Il Segretario Generale ipotizza di spendere gli ultimi soldi rimasti nella cassa di Promoippica per “ rilanciare attività ludiche e di promozione del cavallo in ippodromi di riferimento: parlo di musei del cavallo, oppure di slot-machines o, perché no, di casinò, che portino nuovo pubblico agli ippodromi..”. Musei del cavallo oppure casinò, come se il significato fosse lo stesso. Credeteci, per l’ ippica che noi amiamo questo è un uomo pericoloso.
Innalzare il vertice? No, allargare la base! 6/12/2005
Abbiamo sintetizzato nel titolo il nostro “manifesto” per il rilancio - meglio sarebbe parlare di ricostruzione - del sistema ippico.
Non passa giorno senza che qualcuno dei soliti noti - dai dirigenti dell’ Unire ai rappresentanti delle Categorie - si cimenti nell’ analisi dello stato di degrado e nella proposizione di ricette ricostituenti.
Tutti, più o meno, dicono le stesse cose ma soprattutto tutti omettono di indicare quella che noi riteniamo essere la causa principale dello squilibrio strutturale, cioè l’ erosione del tessuto di piccoli proprietari e piccole scuderie che da sempre hanno costituito la base portante dell’ intero sistema.
Lo spunto per rilanciare l’ argomento ci è stato fornito da un bell’ articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera - a firma di Gabriela Jacomella - dal significativo titolo “Tutti pazzi per i cavalli”. L’ argomento non sono i purosangue da corsa ma i nostri “cugini” degli sport equestri, beati loro. L’ allargamento della base è da anni l’ obbiettivo della politica praticata dalla FISE ed i risultati si vedono: in otto anni gli iscritti sono passati da 37.000 a 120.000, i circoli in cui si svolgono le attività da 900 a 1700, i cavalli potrebbero essere intorno al milione. Uno stato di salute veramente esaltante, ma che acuisce la nostra amarezza nel constatare che nessuno si è mai preoccupato di creare un canale di collegamento e di scambio tra due realtà così vicine ma che in realtà non riescono a comunicare tra loro.
Cancellata una brutta pagina 28/11/2005
La Commissione disciplinare d’ Appello dell’ Unire ha accolto il ricorso presentato dal team di Dayano, il secondo classificato del Derby 2004, che era stato squalificato a seguito di un reclamo presentato dalla scuderia Nuova Sbarra, proprietaria del cavallo terzo classificato. Dayano è quindi stato reintegrato al secondo posto dell’ ordine d’ arrivo ed è stata data via libera al pagamento del relativo premio.
La decisione ha così cancellato quella brutta pagina della storia recente della nostra ippica che la Commissione di prima istanza aveva scritto rimuovendo Dayano dall' ordine d‘ arrivo. Ricordiamo che il reclamo era basato sulla presunta violazione di una norma regolamentare che disciplina la qualifica degli allenatori stranieri (nel caso specifico Andreas Wohler) quando vengono a correre in Italia.
Non conosciamo ancora (ulteriore occasione per rimpiangere i tempi in cui l’ Ente pubblicava - in ossequio all’ obbligo regolamentare - il Bollettino Ufficiale) le motivazioni della decisione che ha rovesciato il giudizio di primo grado, ma sappiamo per certo come la decisione fosse stata criticata in tutta Europa anche in considerazione del fatto che appare in netto contrasto (come altre) con lo spirito della legislazione e della filosofia comunitaria.
San Siro - Ulteriore vincolo contro la speculazione 15/11/2005
Un' ulteriore barriera ai tentativi di snaturare la struttura del comprensorio ippico milanese è stata posta ieri dal Consiglio Comunale di Milano. Sono state infatti approvate quasi all’ unanimità (31 voti favorevoli su 32 votanti) due delibere che prevedono la destinazione vincolante delle aree interessate a servizi ippici ed equestri e la costituzione di un vero e proprio “Parco degli Ippodromi”. Le aree interessate sono quelle che non erano state coperte dal vincolo “artistico -monumentale” deliberato dal Ministero competente nel 2004 ( riservato unicamente all’ ippodromo del galoppo ed alla pista d’ allenamento di Trenno ) e cioè l’ intera area del trotto e. per il galoppo, la pista d’ allenamento della Maura.
La notizia è stata ovviamente accolta con entusiasmo da tutti gli operatori.
Maria Sacco, presidente del Comitato per San Siro, sottolineava stamani la necessità di porre in atto immediatamente nei confronti della Società Trenno, proprietaria degli impianti, iniziative volte a sollecitarne l’ impegno nel mantenimento funzionale delle strutture esistenti e nel loro ammodernamento e sviluppo, ad esempio con la costruzione di una pista all-wheater che permetta il proseguimento dell’ attività anche nei mesi invernali.
Coerenza e serietà - il rifiuto di Salvatore Limata 8/11/2005
Una durissima presa di posizione nei confronti degli attuali “gestori” dell’ Unire è stata messa in atto da Salvatore Limata, titolare della razza dell’ Olmo, ed è stata resa pubblica attraverso una lettera inviata allo Sportsman e pubblicata nel quotidiano oggi in edicola.
Limata ha rifiutato il premio assegnatogli dall’ Unire quale proprietario capolista per le corse in piano nell’ anno 2004 e non si è quindi presentato a Verona dove, nell’ ambito di Fieracavalli, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi.
Nella lettera pubblicata dallo Sportsman vengono elencati i motivi del rifiuto, che in sintesi possono essere tutti ricondotti alla consapevolezza che l’ accettazione del premio sarebbe stata un implicito avallo alla politica complessiva dell’ Unire attuale ed in particolare dell’ atteggiamento nei confronti di tutte le categorie interessate, che Limata definisce irrispettoso, irriconoscente e lesivo degli interessi dell’ intero sistema ippico . Politica ed atteggiamento che Limata è ben lungi dal condividere.
Un vero e proprio disconoscimento d’ autorità e di rappresentatività verso l’ intero gruppo dirigente che, se fossimo in quello che viene definito un “paese normale” ( l’espressione è abusata ma tuttora efficace), provocherebbe un vero sconquasso. Abbiamo invece il timore che, come al solito, anche questo episodio verrà assorbito con un battito di ciglia infastidito e nulla più. A questa conclusione ci porta inevitabilmente la storia recente dell’ Unire e temiamo di non sbagliarci.
Una speranza che ciò non accada è legata alla figura del nuovo Presidente, che, in attesa della conclusione dell’ iter amministrativo di nomina, ha preferito rimanere in silenzio a studiare l’ ambiente ed i gravi problemi che si troverà di fronte. Una scelta che noi condividiamo e che ha suscitato l’ apprezzamento di molti operatori che sperano in un segnale di cambiamento di rotta nella gestione dell’ Unire, che oggi appare proprio come una nave priva di comandante .
San Siro - il consueto triste finale di stagione 3/11/2005
Che tristezza le corse a San Siro dagli ultimi giorni di ottobre fino al termine della riunione autunnale. Buio, nebbiolina, disinteresse generale - persino di molti cavalli - stanchezza generale e malumori diffusi.
A nessuno sorge il dubbio che l' attività di San Siro debba essere ripensata , magari con il contributo di tutti , dagli allenatori ai proprietari, dai fantini ai sindacati ?
Sono evidenti due cose, sulle quali la maggioranza degli operatori milanesi (che lottano per sopravvivere, non dimentichiamolo) concordano, al di là delle posizioni ufficiali delle associazioni, che in questi momenti appaiono poco rappresentative delle opinioni prevalenti.
La prima é che, dopo la chiusura dell' ippodromo di Torino, gli spazi vitali per le scuderie milanesi si sono irrimediabilmente ridotti, portando alla progressiva asfissia un gran numero di scuderie (con riferimento all’ accezione imprenditoriale del termine, quindi agli allenatori) di medie dimensioni. Senza voler fare nomi, basta scorrere le tabelle relative agli allenatori , oppure guardarsi attorno girando per le Scuderie per rendersene immediatamente conto.
La seconda è che l’ unica soluzione possibile (a meno che non si preferisca una drastica riduzione del numero degli operatori milanesi e la concentrazione di un migliaio di cavalli in quattro grandi scuderie, cioè a meno che non si preferisca il suicidio) è quella di ripensare l’ attività allargando il periodo d’ attività . Sì, proprio così, a Milano bisognerebbe poter correre di più.
Il modello ce l’ abbiamo in casa, per così dire, e dovrebbe essere quello dell’ ippodromo romano, dove l’ attività di corse, sostanzialmente , non s’ interrompe mai.
Per sviluppare concretamente il progetto bisognerebbe superare con tre ostacoli:
Il primo è quello climatico, ma questo sarebbe il più semplice da rimuovere. Diciamola brutalmente: via gli ostacoli ed al loro posto una moderna pista all wheather , che permetterebbe un’ estensione invernale dell’ attività per i cavalli di fascia media e medio-alta, cha da sempre sono quelli che tengono in piedi i bilanci anche delle scuderie, anche di quelle maggiori. Per i cavalli delle fasce medio-basse ci sarebbe sempre Varese e per gli ostacoli Merano, Treviso e Roma sarebbero sufficienti e forse sovrabbondanti.
Il secondo ostacolo sarebbe l’ atteggiamento della Società Trenno, assolutamente indisponibile, al momento, a progetti di sviluppo. Ma forse non sarebbe impossibile arrivare ad un compromesso se le associazioni dei proprietari, degli allenatori e dei fantini, oltre che i sindacati, barattassero (il termine non è bello ma essere realisti è sempre utile) la cessazione dell’ opposizione al progetto di vendita di una parte del centro d’ allenamento (la pista d’ allenamento della Maura, per la precisione) con l’ impegno da parte della Trenno a portare a termine il progetto concordato sulla base delle linee che abbiamo tratteggiato.
Il terzo ostacolo, durissimo, sarebbe quello della politica perseguita attualmente dalle associazioni degli allenatori e dei proprietari. Oggi prevale la linea per la quale gli interessi delle scuderie maggiori (che hanno in mano entrambe le associazioni) sarebbero automaticamente anche quelli delle scuderie meno importanti. Non è così, naturalmente, e se si potesse giungere a riconoscerlo senza necessità di scissioni (nascita di una nuova associazione comune, proprietari ed allenatori che rappresentasse gli interessi delle realtà che oggi appaiono poco tutelate) tutto sarebbe più semplice .
Non conoscono la vergogna o hanno perso la testa? 11/9/2005
Ormai non c’è dubbio: all’ Unire hanno perso la testa oppure non conoscono il sentimento della vergogna.
Ci riferiamo all’ incredibile thrilling di Rivaldo, il cavallo che visse due volte, la seconda sotto l’ improbabile nome di Grufoso (solo il nome avrebbe dovuto indurre in sospetto..).
La storia é nota ma il caso è stato riproposto ieri in autorevole sede (le colonne della Gazzetta dello Sport) in un bell’ articolo a firma di Michele Ferrante, di cui caldamente vi consiglio la lettura.
Sostanzialmente l’ Unire, pur avendo accertato che il cavallo sconosciuto che ha corso sotto il nome di Grufoso in realtà era il titolato Rivaldo, ha confermato la validità dell’ ordine d’ arrivo delle corse incriminate dando così il via libera al pagamento dei 51.000 euro vinti dall’ ignaro cavallo a favore della scuderia Aliprandi, che si era giustificata affermando di aver acquistato il cavallo da uno sconosciuto, senza conoscerne il vero nome e la precedente carriera di corse, mentre il proprietario precedente affermava di averlo regalato al signor Aliprandi a seguito di grave infortunio, con l‘ accordo che il cavallo non avrebbe più corso.
Ciò facendo l’ Unire ha disinvoltamente ignorato il Regolamento che esplicitamente prevede l’ obbligo di squalifica e perdita dei premi vinti in caso di falsa designazione. E’ stato l’ ineffabile Segretario Generale (non quello del PCUS, quello dell’ Unire) a chiarire che è vero che al cavallo era stato cambiato il nome ma i proprietari non l’ avevano fatto apposta (si dovrebbe dire “non c’era dolo” ma mi rifiuto di usare un termine giuridico corretto per una situazione indefinibile come questa).
La Gazzetta dello Sport parla di “storia nauseabonda che l’ Unire non scoperchierà” , come, ricordiamolo, già avvenuto per il caso Arabian Pivot-Reprime ed auspica l’ intervento delle forze dell’ ordine, in seguito a denuncia già presentata dall’ Intercategoriale.
Sottoscriviamo volentieri l’ auspicio
Come vorresti che non fosse l’ ippica ? 3/9/2005
Da oggi sarà per me molto semplice e sbrigativo rispondere a chi mi rivolgesse la domanda che campeggia nel titolo : io vorrei esattamente che l’ ippica non fosse quella che il segretario generale dell’ Unire, l’ ineffabile Franco Panzironi, tratteggia sommariamente nell’ intervista pubblicata oggi sul quotidiano ippico nazionale.
Io vorrei un’ ippica governata da un’ Ente che fosse meno burocratico ed invece Panzironi debutta dicendo che “l’ Ente ha grosse carenze d’ organico per la parte tecnica” e così facendo in un sol colpo dice due falsità (che all’ Unire sono in pochi e che quei pochi non sono preparati tecnicamente).
Io vorrei che lo strapotere degli allevatori venisse in qualche modo contrastato (attraverso magari la diminuzione della percentuale dei premi al traguardo loro destinati) e Panzironi ribadisce invece che “gli allevatori saranno sempre un punto fermo”
Io vorrei che l’ ippica avesse una base solida di piccoli proprietari , reclutati in quell’ enorme congrega di ippofili che gravita attorno al cavallo da escursione , da cross, da concorso, da endurance, quella inquantificata realtà che un grande giornalista ippofilo, Gabriele Invernizzi, ha definito “il cavallo diffuso”. Invece Panzironi taglia corto ed afferma che “bisogna puntare a scuderie con 10-12 cavalli”, cioè proprio quelle scuderie di media dimensione che negli ultimi anni sono scomparse. Il Segretario generale, evidentemente non si domanda il perché (ve lo dico io, perché è la dimensione più antieconomica che si possa immaginare) ma poi in parte chiarisce il suo modo di pensare aggiungendo che “deve essere chiaro che possedere cavalli è un lusso “ . Quindi, traducendo, Panzironi pensa che chi acquista cavalli debba sapere che in ogni caso perderà un sacco di soldi ma in compenso farà parte di una comunità ristretta e per questo esclusiva. Roba da milleottocento ! Questo concetto viene poi ribadito in continuazione: “negli ippodromi centrali solo corse di alto livello e molto dotate.. quelle di più modesto livello da spostare su ippodromi più piccoli” . Un ragionamento che significa abbassare i costi di gestione per le scuderie importanti ed aumentarli a tutte le altre. Ma quante corse pensa che si possano fare con i cavalli importanti ? Perlomeno Matarrese aveva avuto l’ onestà di riconoscere che di cavalli non sapeva nulla. A proposito quando ci diranno la verità sul suo siluramento?
Signor Segretario Generale, se la tenga Lei un’ ippica così.
Uomini e cavalli
Il ritorno alle corse di Giuseppe Satalia 06/01/2006
Una bella sorpresa ci riserva il convegno di corse di domani, 7 gennaio 2006, alle Capannelle.
Non ci riferiamo allo sciopero dichiarato dai fantini d' ostacoli, bensì al rientro in corsa, dopo qualche anno d' inattività agonistica con i purosangue, di Giuseppe Satalia, Ufficiale di Cavalleria dell' Esercito Italiano e cavaliere dilettante vincitore di un centinaio di corse tra piano e ostacoli, tra cui il prestigioso Grande Steeple di Roma del 1992.
A Giuseppe Satalia l' affettuoso ben tornato e l' inevitabile in bocca al lupo di tGi e dei suoi utenti.
la scheda di Giuseppe Satalia
Amazzoni e Gr
Stefania Gervasini di nuovo in sella
Una piccola storia quella di Stefania Gervasini, la brava e simpatica amazzone varesina
che da qualche tempo mancava dalla scena pubblica a causa di un grave incidente subito
in allenamento sulla pista di casa.
Stefania aveva riportato la frattura del bacino ed era stata quindi costretta ad una lunga e sofferta convalescenza.
Nessuno avrebbe potuto criticarla se la voglia di sentire le redini tra le dita e l'aria
soffiare tra le orecchie del cavallo l' avesse abbandonata.
Invece così non é stato e la passione e l' amore per i purosangue hanno riportato Stefania
in sella, dopo dieci mesi dall' incidente.
Stefania ha voluto condividere la sua gioia con noi e con gli amici che frequentano il sito
inviandoci alcune immagini della sua prima uscita in sella a Cavern Dancer e noi volentieri ve
le proponiamo. Grazie Stefania, in bocca al lupo.
Contributi
CAVALLI O.G.M. 31/12/2004
Abbiamo ricevuto dal Dott. Massimo Disnan, allenatore di cavalli purosangue,
un interessante intervento sul problema del doping (in particolare quello genetico)
nelle corse dei cavalli. Volentieri lo publichiamo, ringraziandone l' autore.
La selezione naturale come quella operata dall’uomo, almeno come fino ad oggi la intendiamo,
opera per tentativi ed errori. Una modifica nel GENOTIPO (il corredo cromosomico che ogni
individuo possiede fin dal concepimento e che è simile ma non esattamente uguale a quello
dei genitori che lo hanno generato poiché può presentare piccole variazioni dovute a errori
di trascrizioni o mutazioni,) si esprime nel FENOTIPO (espressione visibile del genotipo).
Se tale espressione si concretizza con un migliore adattamento dell’individuo all’ambiente
(nel caso dei cavalli da corsa con la capacità di vincere le competizioni), il soggetto che
né è portatore, attraverso la sua discendenza che ovviamente sarà numerosa, potrà affermare
tali modifiche e “fissarle” nel corredo cromosomico della specie.
leggi l' intero articolo
Aperto il nuovo sito ufficiale di Daniele Porcu
In primo piano - selezione dall' archivio
L' utile incapacità 15/06/2005
L’ incapacità del governo di raggiungere gli scopi che si prefigge è risultata di evidente utilità al disastrato settore ippico. Il taglio dell’ Irap è stato accantonato per l’ impossibilità di mettere d’ accordo i partiti della maggioranza sulla copertura finanziaria del provvedimento. Questa decisione se da un lato ha scatenato l’ ira del presidente degli industriali, Montezemolo,dall’ altro ha allontanato la prospettiva di un inasprimento fiscale sulle scommesse (il famigerato “prelievo”) che avrebbero colpito a morte il sistema ippico nel suo complesso.
Ovviamente nessun problema è stato risolto e sicuramente l’ assenza di un governo che possa governare si protrarrà fino alle elezioni politiche del 2006, congelando l’ attuale situazione nella quale, inevitabilmente, ciascun settore economico cercherà di arrangiarsi come può. Oltretutto il ministro Alemanno sarà impegnato soprattutto nella corsa alla leadership del suo partito e non crediamo che vorrà considerare prioritari gli impegni assunti nei confronti dell’ ippica.
Barricate e trincea… per qualche mese non si potrà fare altro.
Consiglio dei Ministri di domani: guai in vista 14/06/2005
Il Consiglio dei Ministri convocato domani iscrive all’ ordine del giorno la riduzione dell’ IRAP a favore delle imprese per un tentativo di rilancio dell’ economia. Una manovra da cinque miliardi di Euro, per la cui copertura è probabile che si debba ricorrere ad inasprimenti fiscali che colpiranno vari settori, compresi i giochi e le scommesse.
Da giorni si sa che sul tavolo del ministro Siniscalco il Tesoro ha depositato un menu all’ interno del quale i partiti di governo dovranno scegliere e nel quale è certamente compreso un intervento sulle scommesse ippiche.
Quello che ci stupisce è che nessuno degli ippici ne abbia parlato, neppure il logorroico On. Masini, che rilascia interviste e dichiarazioni a destra ed a manca ma non ci risulta abbia aperto bocca sull’ argomento.
Purtroppo ormai non possiamo che attendere e sperare nella fortuna.
Calma piatta ma possibile tsunami in arrivo.. 08/06/2005
Calma piatta nel grande mare dell’ ippica, in attesa degli incontri di vertice previsti per la prossima settimana.
Una tappa intermedia ci sarà lunedì con il meeting dell’ UNAG a Milano, incontro conviviale per la premiazione degli allenatori italiani vincitori di corse di gruppo. Ovviamente l’ incontro diventerà l’ occasione per discutere ulteriormente sulla gravità del momento e probabilmente Bruno Grizzetti, in qualità di Presidente, dovrà illustrare le linee-guida che si vanno delineando fra le Categorie.
L’ impressione è che mai come in questo momento ci sia stata coesione, unità di intenti e decisione ad andare avanti. In che modo si potrà far capire alla controparte la forza effettiva del fronte della protesta bisognerà deciderlo: lo sciopero servirebbe probabilmente a poco e contribuirebbe ad aggravare la già pesante situazione delle scuderie.
Bisognerà, a nostro parere, più che perdersi dietro alle generiche considerazioni che tutti conosciamo, individuare un obiettivo semplice ma sul quale non si possa perdere e portarlo a casa nel tempo più breve possibile.
Il fronte della protesta, come lo abbiamo definito, raccoglie coloro che non hanno mai creduto alla capacità dell’ attuale dirigenza dell’ Unire di poter far fronte ai problemi enormi che abbiamo di fronte e coloro che invece avevano dato credito al gruppo dirigente e sono rimasti scottati e delusi.
E’ evidente a tutti come la situazione politica generale ed il fatto che si sia condannati a vivere una lunghissima campagna elettorale che ci porterà fino al maggio del 2006, impedirà di poter mettere in cantiere interventi profondi e strutturali. E' anche probabile che si debba, a giorni, combattere contro la follia di un aumento del prelievo sulle scommesse ippiche, destinato a finanziare la riduzione dell‘ Irap, e questo si potrà farlo soltanto se i rapporti di forza appariranno mutati a favore delle componenti attive e produttive dell‘ ippica, a scapito di quelle parassitarie.
La nostra impressione è che le Categorie potrebbero concordare nell’ individuare il simbolo di quello che in questo momento non va, nella persona del Segretario Generale dell’ Unire , Panzironi, e chiederne conseguentemente le dimissioni e la sostituzione con una persona che possa garantire l’ ordinaria amministrazione dell’ operatività (a montepremi invariato) , in attesa che il governo (nuovo o vecchio non ha in fondo molta importanza) che uscirà dalle future elezioni venga “costretto da noi” ad affrontare la delicata riforma dell’ intero settore.
Il problema vero, crediamo, è che ci sia la paura di fare il primo passo (tutti hanno bisogno, in qualche modo dell’ Unire e tutti “tengono famiglia”…) ma l’ avversario è debolissimo in questo momento e sarebbe stupido (o connivente) non approfittarne.
Assemblea straordinaria domani a San Siro 01/06/2005
Il presidente dell' Unag, Bruno Grizzetti, ha convocato un' assemblea straordinaria degli allenatori per domani, giovedì 2 giugno, al termine delle corse.
Verrà messa in discussione la grave situazione creatasi a seguito dell' iniziativa Snai ed in particolare si deciderà in merito all' eventualità di non effettuare venerdì la dichiarazione dei
partenti.
Unire e Sportsman aderiscono alla serrata 01/06/2005
La serrata annunciata da Snai contro il progetto dei Monopoli di Stato di allargamento della rete di raccolta delle scommesse sportive è stata attuata e le agenzie sono rimaste chiuse.
La prima giornata di protesta, delle quindici che Snai ha deciso di mettere in campo , era stata annunciata qualche giorno fa e da questo punto di vista non ci sono state novità.
Ciò che invece stupisce non poco è l’ adesione alla serrata del quotidiano ippico nazionale e della stessa Unire.
Lo Sportsman infatti oggi non è in edicola, per decisione improvvisa e tardiva dell’ editore. Improvvisa e tardiva nel senso che i giornalisti non erano stati avvisati ed erano ieri regolarmente al lavoro per la stesura del giornale. A pochi minuti dalla stampa l’ alt dell’ editore ha impedito l’ uscita, alla faccia dei lettori, dei contratti e del diritto d’ informazione.
L’ Unire, dal canto suo, ha fatto anche di peggio. Constatato che le agenzie sarebbero rimaste chiuse ha stabilito l’ annullamento dei convegni di corse in programma per oggi, sancendo così ufficialmente che gli ippodromi altro non sono che il terminale necessario (ma fino a quando?) del circuito di raccolta delle scommesse e che la loro attività non può essere autonoma .
Si stanno suicidando?
Scene ordinarie di fine regime 13/05/2005
Finisce ingloriosamente la presidenza Matarrese dell’ Unire. Il ministro Alemanno, inducendo alle dimissioni i consiglieri d’ amministrazione Masini e Ratti, ha posto fine ad una gestione che, citiamo le sue parole, “ non funzionava e non affrontava i problemi” ed ha richiesto il commissariamento dell‘ Ente. Il Commissario sarà, per la terza volta, il funzionario del Mipaf Abate. Sul fatto che la gestione dell’ Unire targata “Alemanno - Panzironi - Matarrese” sia stata fallimentare potremmo essere d’ accordo con il Ministro, ma l’ impressione è che ci si trovi di fronte ad un scenario di “fine regime” in cui si consumano vendette e si regolano conti arretrati, si scaricano colpe sui bersagli più facili e si cerca di alzare un polverone che nasconda le proprie inadempienze.
Naturalmente Matarrese non ci sta ed ha annunciato un ricorso al Tar, accusando il Ministro di aver voluto la sua testa per evitare che il Nucleo di controllo, da lui costituito a norma di Legge contro la volontà dell’ establishment (in primo luogo il segretario Panzironi) facesse luce sulla gestione amministrativa.
Già finita l' era Matarrese ? 02/05/2005
In attesa che abbia termine la stagione "in nero" (cioè la gestione di AN) dell' Unire,
appare certamente già al termine la presidenza dell on. Materrese.
La scorsa settimana, infatti, il
Ministero ha comunicato al Presidente l' intenzione di avviare il procedimento per la revoca
del DPR con il era stato nominato al vertice dell' Unire.
Il Ministero imputa alle gestione Matarrese
il pessimo andamento finanziario del primo trimestre 2005, nettamente inferiore ai dati di
previsione esposti nel bilancio, approvato all' ultimo istante utile e senza la
presentazione al collegio sindacale.
In realtà, però, le cose non sono chiarissime. Le succesive precisazioni
del Ministro Alemanno, apparentemente assolutorie nei confronti del Presidente, non fanno
alcuna chiarezza ed anzi aprono la strada a diverse ipotesi interpretative.
La prima vorrebbe che il vero bersaglio dell' iniziativa sia il segretario generale Panzironi,
che dell' Unire é il vero padrone, responsabile di tutte le scelte, stante l' incompetenza specifica del Presidente,
da lui stesso allegramente riconosciuta.
La seconda potrebbe essere quella che Alemanno stia cercando solo di salvare la faccia,
in prospettiva elettorale, addossando al binomio Matarrese-Panzironi colpe
che invece ricadono anche sullo stesso Ministro. L' eventuale commissariamento dell' Unire
creerebbe una situazione d' emergenza nella quale sarebbe facile "annegare" l' abbandono
delle promesse fatte agli operatori ippici, in primo luogo quella del passaggio rapido del settore nell' ambito
dell' agricoltura, che in ogni caso, Matarrese presente o no, non potrà più essere perseguita,
ammesso e non concesso che ce ne fosse mai stata l'intenzione.
Montepremi: la replica dell' UNIRE 09/03/2005
l' UNIRE replica ai conteggi presentati dal Comitato di Crisi pubblicando le tabelle relative agli stanziamenti per il primo semestre 2005 e ribadendo che la diminuzione complessiva risulta essere del 9,1 percento.
Non abbiamo ancora approfondito la lettura dei dati e ben sapendo come la lettura degli stessi
numeri possa portare a conclusioni diverse a seconda del modo in cui gli stessi vengono
presentati, raggruppati ed interpretati (come ci insegnano tutti i bilanci aziendali), evitiamo di prendere posizione in attesa che venga fatta chiarezza.
Rileviamo comunque che la stessa Unire fa presente che é variata la distribuzione dei premi e
che in alcuni casi gli aumenti e le diminuzioni sono relativi a spostamenti nel calendario annuale.
Montepremi: i calcoli del Comitato di crisi 07/03/2005
L'Unire ha diffuso il calendario ufficiale ordinario dei primi 6 mesi del 2005, che dimostra quanto fossero giustificati i timori del Comitato di crisi dell'ippica. Il calo del 9% del montepremi annunciato dall'Unire non era un dato realistico per difetto, ma purtroppo non lo è neanche quello del 12,73% calcolato dal Comitato stesso. Il massiccio taglio di convegni in tutti gli ippodromi corrisponde ad una diminuzione di gran lunga superiore e assolutamente inaccettabile, secondo astrusi criteri di redditività, per i quali un ippodromo che corre di sera, in contemporanea con altri impianti, rende meno di un altro che ospita corse antimeridiane. Ecco, ippodromo per ippodromo, il quadro della situazione relativa ad una proiezione dei primi sei mesi 2005 rispetto ai medesimi del 2004. Sono scontate nuove misure di protesta del Comitato di Crisi e di quanti vorranno essere solidali in un momento cruciale per la stessa sopravvivenza del settore, della quale i vertici Unire (presidente Matarrese, Cda e segretario Panzironi e Ministero delle politiche agricole Alemanno) non sembrano preoccuparsi. Così l'ippica muore davvero. Palermo - 20,86% Montegiorgio - 15,31% Milano trotto - 20,80% Roma trotto - 13,50% Aversa - 17,96% Castelluccio - 9,30% Bologna - 15,7% Padova - 10,80% Torino - 11,50% Taranto - 12,00% Roma gal. - 9,90% (dato riferito solo a marzo) Napoli - 5,40% Montecatini -15,00% Le diminuzioni sopraccitate non interessano i G. Premi oggetto anch'essi di una notevole diminuzione (es. Repubblica - 25%, Italia - 19%, Elwood Medium - 20%, San Paolo - 20%, ecc.) che, sommata al montepremi ordinario, eleva la riduzione del montepremi a una percentuale superiore al 18%. Per quanto concerne Firenze non disponiamo di dati ufficiali, ma la diminuzione dovrebbe essere di molto superiore al 15%. L'unire, però, pur riducendo il numero di giornate ordinarie (-3) e di matinéè ( - 5) ha comunicato, evidentemente, per errore, uno stanziamento superiore al primo semestre 2004.
Fonte: Coordinamento Comitato di crisi
La protesta cresce e colpisce la Tris 06/03/2005
Una clamorosa forma di protesta è stata messa in atto dagli allenatori del galoppo aderenti all’ UNAG. La forma prescelta per l’ attuazione della protesta è stata è stato il ritiro di otto dei diciassette partenti del Premio Anniversario, handicap Principale programmato a Roma e prescelto dall’ Unire come Tris straordinaria domenicale.
Al di là del danno economico (il movimento complessivo della Tris “amputata” è sceso a 884000 Euro) la protesta aveva l’ obbiettivo, pienamente raggiunto, di dare all’ Unire una prova dell’ attenta vigilanza con cui l’ associazione degli allenatori intende seguire gli sviluppi della crisi.
Dobbiamo ricordare che la posizione assunta dell’ Unag e dal suo Presidente Bruno Grizzetti era stata quella di un’ ampia apertura di credito concessa all’ Unire di fronte alle promesse ricevute dal ministro Alemanno.
La protesta di oggi potrebbe prefigurare un tempestivo cambio di rotta, reso necessario dall’ unilateralità con cui l’ Unire si è mossa e soprattutto dalla poca trasparenza delle comunicazioni in merito alle decisioni assunte.
Insomma, per dirla brutalmente, nessuno vuole più essere preso in giro.
Altro rinvio per i multipli 20/02/2005
Il popolo delle agenzie era già in fermento per l'annunciato ritorno, a partire da domani, delle quasi dimenticate "martingale" ovvero i multipli a riferimento.
Invece bisognerà aspettare ancora: nella stesura del regolamento per l' accettazione della scommessa sono presenti degli errori che dovranno essere corretti prima che si possa dare il sospirato via libera.
Piangere o ridere ? fate voi..
Notizie nascoste 15/02/2005
Una notizia che la stampa ha passato sotto silenzio è stata posta a disposizione di tutti gli ippici da quella fonte inesauribile di notizie nascoste che è il sito gamblinglatest.com
Un gruppo di Agenzie Ippiche (esattamente 171) aveva aperto un contenzioso con il Ministero delle Politiche Agricole e con il Ministero delle Finanze, ritenendosi danneggiate dal fatto che non erano state rese operative alcune scommesse - fra cui i multipli e l’ accoppiata piazzata - che pure erano state ufficialmente introdotte o reintrodotte.
La questione è stata chiusa da un lodo arbitrale che ha condannato i Ministeri interessati a risarcire le 171 agenzie con la somma di 275 miliardi di vecchie Lire. Il lodo è immediatamente esecutivo e contro di esso non può essere presentato alcun ricorso.
Naturalmente ora anche le altre agenzie (circa 200), che non erano entrate nella procedura si stanno attivando per ottenere il risarcimento.
Immaginiamo che tutto questo finirà per gravare sul bilancio dell' Unire, aumentandone il disavanzo in misura notevole, e ci domandiamo il perché del silenzio.
A Cesare quel che é di Cesare... 04/02/2005
Il previsto rapido crollo del fronte dell'astesione dalle corse (preferiamo non chiamarlo
sciopero, che é cosa ben più seria)
ha dato ragione alla posizione assunta dalle categorie del galoppo, che noi abbiamo sostenuto
pur in disaccordo su alcune posizioni specifiche, in particolare sulla eccessiva apertura di
credito concessa alla connection Matarrese-Alemanno-Panzironi.
Bruno Grizzetti, che in questa circostanza ha di fatto guidato tutto il comparto del galoppo,nel
corso di uno scambio di idee al termine dell' assemblea degli allenatori milanesi ci
ha assicurato che la vigilanza sull' effettiva attuazione da parte del Ministero degli impegni
presi sarà alta e costante. Ne prendiamo atto volentieri e incrociamo le dita.
Come anticipato... 02/02/2005
Come anticipato la conclusione della lunga giornata romana di confronto tra categorie ippiche, vertici Unire e Ministero si é conclusa con la rottura del fronte comune (ammesso che mai ci sia stato) trotto-galoppo.
Le categorie del trotto sono entrate in sciopero e non hanno effettuato la dichiarazione dei partenti (con la sola eccezione di Firenze) mentre il galoppo ha accettato le decisioni Unire prendendo per buone le garanzie espresse dal ministro Alemanno.
L' atteggiamento del galoppo, in particolare dei proprietari (rappresentati dall' avvocato Paolo Zambelli) e degli allenatori (rappresentati dal Presidente Bruno Grizzetti), a noi é parso aprioristico ed ideologico e particolarmente non ci é piaciuto l' atteggiamento assolutamente remissivo di fronte ai toni duri e vagamente minatori del Ministro.
Tuttavia per onestà intellettuale bisogna ammettere che il rifiuto dello sciopero era proprio la soluzione migliore, anche perché al Ministro Alemanno é stato strappato l' impegno per il passaggio dell' ippica - nel termine di pochi mesi - dall' inquadramento nel settore Sport e Spettacolo a quello dell' Agricoltura. Il nuovo inquadramento comporterebbe enormi vantaggi alle imprese ippiche, basti pensare alla riduzione dell' IVA al 5% ed al bassissimo carico di contributi per il lavoro dipendente.
Per quanto riguarda poi la riduzione del montepremi, la realtà é quella che appare agli occhi di tutti: soldi non ce ne sono, lo Stato é impossibilitato ad intervenire (ammesso che fosse giusto chiederglielo..) per la disastrosa situazione economica generale e quindi la diga dello sciopero sarebbe stata (e sarà) destinata a crollare rapidamente. Quindi meglio, in questo caso, mettersi al lavoro e dare fiducia controllata alle promesse ricevute. Fra pochi mesi sarà possibile verificare se le promesse saranno state onorate.
Certo é che, da tutta questa faccenda - che é solo all' inizio - l' Unire ed in particolare il Segretario Generale (non in senso sovietico..) Panzironi ne esce proprio male. Il Segretario Generale ha "deliberato" la riduzione del monte premi senza attendere che il bilancio di previsione venisse approvato dal Consiglio d' Amministrazione (il che é avvenuto solo ieri). Il bilancio di previsione é stato sottoposto ai Consiglieri per l' approvazione solamente alle 21.30 del 31 gennaio, mentre le leggi vigenti prevedono che il documento venga sottoposto ai consiglieri almeno una settimana prima della riunione del CdA. L' approvazione appare quindi ampiamente illegittima e potrebbe anche essere dichiarata nulla dagli organi di tutela e controllo.
Anche per questo non abbiamo apprezzato le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti, in primo luogo quelle dell' avvocato Zambelli e dell' onorevole Masini, che, oltre ad apparire apertamente ideologiche, suonano proprio come la firma apposta su una cambiale in bianco consegnata nelle mani del Ministro Alemanno. E questo proprio ci spaventa..
La riunione al Ministero - qualche indiscrezione 01/02/2005
In attesa di un comunicato ufficiale proviamo ad anticipare i risultati, sulla base di fondate indiscrezione che abbiamo raccolro quà e là.
Sarebbe confermata la riduzione dei premi (relativi alle corse "normali") nella misura del 9%, da attuarsi attraverso il taglio di una corsa a convegno.
Sarebbe altresì confermata la riduzione del premi relativi alle pattern in misura addirittura superiore a quel 20% che, obtorto collo, le categorie avrebbero accettato come una misura accettabile di contenimento del danno. Invece pare che il taglio possa essere molto più drastico (fino al 35%).
Le Categorie del galoppo hanno comunque dovuto inghiottire il boccone amaro ed hanno quindi assicurato il Ministro sul fatto che le dichiarazioni dei partenti verranno effettuate.
Alla decisione si sarebbe arrivati anche perchè alla logica minaccia di entrare in sciopero pare che il ministro Alemanno abbia risposto, più o meno testualmente: "Scioperate pure se volete ma tenete conto che chi sciopera prima o poi dovrà vedersela con me..."
Per ora no comment, poi domani vedremo
la zanzara - selezione dall' archivio
Sciopero a Capannelle, sospeso il convegno 27/02/2005
La cronaca deve riferire che i dipendenti della Società di corse che gestisce l' ippodromo di
Capannelle, hanno impedito, a cavalli già in pista, l' effettuazione del Premio Da Zara, una
delle prove principali del calendario ostacolistico nazionale. L' oggetto del contendere é il
ventilato passaggio del settore ippico sotto l' ala del Mipaf, con conseguente indebolimento
della posizione contrattuale del personale dipendente delle scuderie e delle società di corse.
Senza entrare ora nel merito del problema - avremo certamente modo di parlarne ancora - ci preme
sottolineare come i vertici Unire abbiano affrontato la questione in malo modo.
Le relazioni sindacali si reggono su una serie di passaggi rituali e comportamenti codificati che é
pericoloso violare. Il primo "paletto" é il rispetto delle parti ed il reciproco riconoscimento.
Il Presidente Matarrese é partito col piede sbagliato negando il riconoscimento al Comitato
di crisi e dando l' impressione di sottovalutare le proteste del sindacato dei dipendenti delle
Società di corse, oltre a quella di voler adottare la "linea dura".
I risultati cominciano a vedersi..
Se il buongiorno si vede dal mattino... 01/01/2005
Il nuovo Presidente dell’ Unire, Antonio Matarrese, incompetente in materia ippica (per sua stessa ammissione) ha goduto finora di una quasi generale apertura di credito da parte delle componenti del sistema ippico. Le categorie, la stampa specializzata, la maggior parte dei siti web hanno finora accettato le dichiarazioni di intenti del neo Presidente con benevolenza e curiosità. In fondo un po’ di credito è giusto non negarlo a nessuno, soprattutto a chi si dichiara ansioso di imparare in fretta le regole di un mondo sconosciuto, anche se per farlo bisogna dimenticare qualche anno della carriera del presidente Matarrese quando si occupava di calcio ed il sospetto - inutile negarlo - che lo abbiano fiondato ai vertici dell’ Unire per esiliarlo sostanzialmente.
leggi l' intero articolo
Gary Stevens e la giustizia sportiva 01/10/2004
La Commissione d’ Appello dell’ Unire ha finalmente deciso sul caso di Gary Stevens,
confermando la condanna (20 giornate d' appiedamento) del jockey americano.
Ricordiamo i fatti. Siamo a Roma, il trenta maggio, nella giornata del Derby.
Per l’ occasione Bruno Grizzetti ha ingaggiato Gary Stevens per l’ intera giornata e ,
tra gli altri, gli ha affidato Sopran Foldan nel Premio Tudini (Gruppo 3 in dirittura).
Nel canterino verso le gabbie di partenza Sopran Foldan appare eccitato e poco governabile,
tanto che Gary Stevens (che non é certo l’ ultimo arrivato) non riesce a fermarlo ed il
cavallo va a sbattere (letteralmente) contro la siepe di chiusura della pista .
A questo punto il jockey americano si rifiuta di montare lo stralunato Sopran Foldan ,
adducendo la motivazione diplomatica di una contusione alla spalla ma in realtà perché
sospetta che il cavallo sia esageratamente eccitato e quindi ingovernabile e pericoloso.
Il seguito é noto. Sostituzione di monta, deferimento alla Commissione di disciplina dell' Unire
, condanna in primo grado e condanna confermata in appello.
A pensarci bene non poteva essere altrimenti. Se si fosse accettata la spiegazione del fantino
americano si sarebbe dovuto indagare sullo stato del cavallo e questo, forse, non lo si voleva
fare e, nel caso, lo si sarebbe dovuto fare allora.
La sentenze della giustizia, sportiva e non, vanno comunque accettate e rispettate e quindi
conosciamo finalmente la verità: il cavallo era normalissimo, chiunque avrebbe potuto montarlo
(come in effetti ha poi fatto il bravissimo Silvano Mulas), Gary Stevens ha avuto paura
e si è sottratto ai suoi obblighi contrattuali. Tutto qui.
Stile, stilisti e lemmi 06/08/2004
Le parole hanno, di regola, un significato preciso ma nel linguaggio corrente le eccezioni sono molte.
Ad esempio “pittore” a Napoli indica la professione dignitosissima di quello che nel nord viene chiamato “imbianchino” , “sega” a Roma indica quello che a Milano viene chiamato “bigiare”, cioè il non andare a scuola ingiustificatamente e così via.
Il sostantivo “stile” è invece uniformemente associato all’ idea di eleganza e signorilità e nei vocabolari è infatti presente l’ aggettivo “stilè” che indica raffinatezza ed eleganza (specie nel vestire). Per continuare, il sostantivo “stilista” indica innanzitutto “chi cura molta la correttezza e l’ eleganza dello stile” oltre naturalmente a “chi progetta la linea estetica dei modelli per una serie di prodotti industriali”.
Veniamo a noi.. Da qualche settimana la piccola grancassa mediatica dell’ ippica enfatizza l’ ingresso nell’ ambito delle corse al galoppo dello stilista Roberto Cavalli. Va bene, naturalmente, si tratta di un fatto positivo ed incoraggiante. Ma dopo aver visto la giubba - un leopardato che rende goffo anche un fantino elegante come Demuro - pensiamo che gli editori di vocabolari e dizionari saranno tentati di modificare i lemmi al riguardo.
Ippica di qualità... E le telecronache?
Non passa purtroppo giorno senza che qualcuno ci ricordi che le scelte che riguardano
l'ippica devono sempre essere improntate al criterio della qualità. Abbiamo aggiunto "purtroppo"
non perché lo riteniamo sbagliato, anzi, ma perche sono solo parole che quasi mai vengono
seguiti dai fatti. Un esempio é quello delle telecronache su Unire Tv.
Per non allargare eccessivamente il discorso prendiamo i due campi che, a nostro, parere rappresentano i due estremi di una teorica graduatoria di qualità nella trasmissione delle corse: Pisa e Roma.
L’ ippodromo di Pisa propone un servizio molto piacevole ed efficiente. Belle immagini - dal tondino alle gabbie - ed un'esauriente presentazione del campo dei partenti proposta da Enrico Querci. Poi, a seguire, le interviste del pre-corsa di Sandro Marranini: mai generiche e sempre utilissime agli scommettitori che si prendano la briga di ascoltarle. Poi la cronaca della corsa: appassionata e tecnicamente ineccepibile. Il bravissimo "Marra" conosce le andature e fa sapere all’ ascoltatore se i cavalli di testa stanno sbagliando andatura o meno, conosce la pista e sa chi galoppa nella fascia giusta, conosce le giubbe ed i fantini e quindi individua sempre i cavalli, li nomina tutti e li rende identificabili da parte dello scommettitore indicando dettagli importanti (il colore del berretto, il paraocchi e cose simili). Voto: 10
L’ ippodromo di Roma propone sempre bellissime corse, quasi sempre con numerosi partenti. Sarebbe quindi veramente necessario un cronista all’ altezza della situazione, che aiuti lo spettatore televisivo ad individuare i cavalli . Invece… un disastro. Le cronache sono tutte uguali. Vengono nominati i primi 4 o 5 cavalli (quelli che la regia segnala con i numeri alla base del teleschermo ) e nessun altro. Se in retta d‘ arrivo avviene un rovesciamento di posizioni il più delle volte i cavalli non vengono riconosciuti fin quando non sono sul palo. Molto spesso ho sentito qualche appassionato in agenzia chiedere di togliere l’ audio, oggettivamente quasi inutile. Ultimamente, poi, il nostro bravo telecronista suscita ilarità diffusa quando con tono roboante annuncia che un certo cavallo è ormai “prominente”. Ha assimilato questo aggettivo e gli piace evidentemente usarlo per significare che un cavallo sta prevalendo con superiorità sugli altri. Sì proprio “prominente”, come un nasone alla Depardieu , come un balcone di un fabbricato, come il pancione di una bella ragazza agli ultimi giorni di gravidanza. Per favore qualcuno glielo dica: PREMINENTE è l’ aggettivo giusto. Per favore.. Voto: 2
Un regolamento, due interpretazioni. Chi sbaglia ?
Uno dei problemi che l' Unire continua ad ignorare é quello della stesura del nuovo Regolamento
delle Corse. Ormai sono anni che gli Enti Tecnici (Jockey Club e Società degli Steeple Chases)
sono stati accorpati eppure continuano ad esistere i due Regolamenti separati.
Non si creda che sia un problema di poco conto. Spesso gli operatori si trovano di fronte ad
incertezze e discordanze nell' applicazione delle regole che creano confusione ed allontanano
da quella trasparenza che a nostro parere dovrebbe essere la preoccupazione prima di tutti gli
operatori.
Un esempio lo sì é avuto alla dichiarazione dei partenti per il convegno di sabato 21 febbraio
a Varese. Un allenatore aveva richiesto di poter usufruire del discarico di 2 kg. riservato agli
allievi fantini nei discendenti di minima. L' applicazione del discarico avrebbe portato a 48 kg
il peso da portare in corsa. Una norma stabilisce che il peso portato in corsa negli handicaps
non debba essere inferiore a 50 kg mentre un'altra consente agli handicappers di assegnare nella
loro perizia il peso minimo di kg. 47.
Alcuni ippodromi (Napoli e Roma ad esempio) interpretano l’ “incrocio” delle due norme
in modo ampio e permettono che gli allievi non vincitori di 50 corse usufruiscano del discarico fino a 48 kg.
Tanto per fare un esempio recente ciò è accaduto a Napoli il 23 gennaio ed il 2 febbraio .
Altri ippodromi applicano un’ interpretazione restrittiva( Milano e Varese ad esempio).
Nulla di strano che ci siano interpretazioni differenti della stessa norma, accade anche in sedi
molto più importanti , ma non crediamo che sarebbe complicato per l’ Unire dirimere la questione. Invece il problema si protrae da più di un anno.
Ci piacerebbe sapere chi sbaglia.
-->
i siti ippici amici
The miracle of love
“The miracle of love”…. Queste sono le parole che oggi possono riassumere al meglio
l’incredibile storia di Don Bosco, esempio vivido di cuore, caparbietà e coraggio.
In un ippica moderna fatta , di numeri, date, arrivi ed eventi, sempre piu’ sterile ed avara
di sentimenti, ho riscoperto nel corso di un’esperienza durissima,lunga ed amara..,
che ha legato la mia vita sportiva a quella di un cavallo, il trasporto e la passione autentica
di uomo e animale che insieme hanno voluto ricostruire una carriera finita e un destino segnato.
Ho la fortuna di raccontare la una favola d’altri tempi tanto scontata che puo’ sembrare banale,
.. iniziata due anni fa con un cavallo che, gravemente infortunato, ha voluto tornare a correre
per amore della pista, della corsa e della vita.
Nessuno avrebbe scommesso una delle vecchie lire su Don Bosco dopo che, trasportato in clinica
d’urgenza, lottava per sopravvivere, e nessuno tranne la determinazione di due cocciuti
proprietari l’ha fatto….
Lui, il cavallo, ci ha insegnato a superare il dolore, con un tendine a pezzi ed un piede
lacerato…ha avuto la forza di rialzarsi, di sopportare ogni terapia…con negli occhi una fierezza
ostinata che neanche il lungo isolamento in un box, o l’esiguo spazio poi concessogli in un
paddock per piccoli movimenti hanno smorzato.
Ha avuto la fortuna di trovare veterinari che lo hanno amato, grooms che lo hanno accudito senza
riserve, la nostra (mia e di mio marito) determinazione a non lasciarlo solo…e ad andare oltre
ogni negativo referto veterinario. I suoi occhi…ci dicevano di insistere…lui voleva tornare e
tornare vincente.
Abbiamo passato insieme un inverno in clinica, un’estate ed un inverno in
valle d’Aosta in un centro ippico per la riabilitazione dove è stato accolto come un eroe e
curato come un gioiello; ci siamo trasferiti al CIL , il centro ippico milanese, per un primo…
ritorno al lavoro…, poi a San Siro per tornare...a sognare… ed infine a Pisa per dare un
ambiente ideale al campione del nostro cuore.
E lui ha fatto il miracolo. Dopo una fugace apparizione a Milano - ancora fuori condizione ma
integro nella mente - ha preparato tra i viali di San Rossore il suo rientro, ha incontrato un
allenatore per amico ed un gentleman che in lui ha creduto … Dal 26 dicembre 2003 ci ha
regalato emozioni indicibili, ha vinto 3 corse… un secondo… un terzo posto…. nessun gran premio,
nessuna eco eclatante sulla stampa solo corse di minima… Ma per lui e per noi… sono le corse
della vita.
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Stefania Gervasini
scuderia-allevamento-scuola di equitazione

Amazzoni e GR in USA

Amazzoni e GR in Germania
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personaggi
Alessia : mascalcia, che passione !
Una bella novità nel consueto scenario dell' ippica milanese, che risponde al nome di Alessia Gianvecchio.
Milanese, venticinquenne, dolce sorriso e bella presenza, attualmente impiegata presso una casa
editrice, Alessia ha fatto il suo ingresso nel mondo dei cavalli purosangue da una porta
che finora era stata preclusa alle donne, quella della mascalcia.
Appassionata di cavalli fin da bambina, Alessia possiede un cavallo mezzosangue, Buyburt,
al quale dedica tutte le sue serate ed ogni momento del suo tempo libero. Pura passione, quindi,
ed un tale personaggio non poteva sfuggire all' attenzione di chi, come tGi, sostiene da tempo
che la rifondazione del nostro agonizzante sistema ippico dovrà necessariamente basarsi sul
coinvolgimento di tutte quelle persone che amano stare accanto ai cavalli, che magari già ora
ne possiedono uno e gli dedicano, come Alessia, tempo e fatica non chiedendogli in cambio nulla,
se non l’ emozione di qualche galoppata nei prati. Una realtà ignorata che un famoso
giornalista amico dei cavalli, Gabriele Invernizzi, ha teorizzato sotto il nome di “cavallo diffuso”
L' incontro di Alessia con i purosangue é stato casuale. Ha partecipato ad uno dei corsi di
mascalcia di base organizzati da Vasco Cattafesta, il maniscalco di Falbrav e di tanti altri
campioni. Al termine del corso Alessia ha manifestato l' interesse ad approfondire l' apprendimento
teorico e pratico delle tecniche della mascalcia,in particolare di quelle che vanno sotto la
definizione di "mascalcia naturale", con l' obbiettivo finale di farla diventare la sua
professione. Il passo é stato rapido e da qualche giorno Alessia ha iniziato la sua
esperienza sul campo, nei boxes delle scuderie di San Siro.
Vasco Cattafesta, maestro e mentore di Alessia, é il fondatore della scuola di pensiero della
mascalcia naturale - la cui conoscenza pùò essere approfondita visitando i siti hgp.it e
scuoladimascalcia.it- ed ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della teoria e
delle tecniche di base della mascalcia attraverso i suo corsi strutturati su diversi livelli.
Un bel personaggio, di cui certamente parleremo ancora.
In bocca al lupo, Alessia
uomini e cavalli - archivio
L'ultima ferratura di Vasco Cattafesta
Dedico queste righe a Falbrav, il campione che ha fatto sognare gli appassionati di corse al galoppo ed ha poi trasformato i sogni in realtà.
Ho avuto la fortuna di avere in cura Falbrav, come maniscalco, da quando era puledro fino al giorno della partenza per l’ Inghilterra. Pensavo ormai di non rivederlo più nel suo box di Bellinzago con la bandiera del Sol Levante dipinta a tutta grandezza , assistito da Abdul che gli parla in arabo, una lingua che Falbrav capisce bene, essendo incisa naturalmente nel suo Dna. Invece Luciano mi ha telefonato, dal Giappone gli avevano richiesto i ferri di Falbrav per esporli al Museo del cavallo e bisognava quindi toglierli e sostituirli. Ed eccomi ancora una volta a Bellinzago - questa volta con un po’ di magone - per l’ ultima ferratura.
Falbrav ha un appiombo da manuale, gli zoccoli di misura enorme - trentuno - ma proporzionati alla sua mole. E’ sempre stato ferrato con ferri italiani, i superleggeri di produzione di famiglia, con i quali ha vinto la Japan Cup.
Falbrav è quello che noi chiamiamo “un grosso consumatore” di ferri perché la potenza dello stacco li trasforma in sottili lamine nel breve tempo di quindici giorni. Nella ferratura di Falbrav ho adottato il criterio della mascalcia naturale, pochi chiodi (sei) e ferri ultraleggeri a filo di piede, ed in circa settanta ferrature non c’è stato un solo inconveniente . Da grande campione Falbrav non ha mai perso un ferro, perché sa bene dove mettere i piedi…Unico inconveniente, per il maniscalco, la sua forza spaventosa , fortunatamente assegnata dalla natura ad un cavallo buono e di grande equilibrio : ogni suo movimento viene amplificato da un’ energia centrifuga alla quale ogni resistenza risulta vana..
Ho sempre ferrato Falbrav un bipede alla volta, nel senso che prima ferravo gli anteriori, poi il cavallo veniva portato fuori dal lad Tarek a passeggiare, mentre io ferravo altri cavalli. Poi al rientro di Falbrav procedevo con la ferratura dei posteriori ed era, vi assicuro, un quarto d’ora terribile per la sua smisurata ed esuberante energia che mai, però, diventava cattiveria.
Ciao, indimenticabile Falbrav, ti auguro che il tuo nuovo staff sappia circondarti di quell’ amore che hai avuto a Bellinzago da Luciano e da tutti noi.
Orgoglio e trionfi
L'aveva preannunciato e l' ha fatto. Luciano D'Auria - il caro diavolone di Bellinzago - ha con
garbo ma irrevocabilmente "congedato" il proprietario di Falbrav, il signor Luciano Salice, che
da circa dieci anni gli aveva affidato in allenamento una parte dei suoi cavalli. Al ritorno da
una vacanza in Brasile il sig. Salice ha ricevuto il cortese invito di trasferire altrove i tredici
cavalli in allenamento a Bellinzago.
Non conosciamo con certezza i motivi che hanno portato alla clamorosa decisione. Di certo
sappiamo che prima della trasferta in Giappone, Luciano D' Auria aveva confidato ad alcuni amici
che pregava per una bella prestazione di Falbrav perche così gli sarebbe stato possibile sciogliere
il rapporto con la Scuderia Rencati di propria iniziativa, evitando quello che da tempo si
paventava, cioè il trasferimento di Falbrav ad altro allenatore, in pratica una sorta di licenziamento.
Non è un mistero, infatti, che dopo la sfortunata avventura nell' Arc de Triomphe il proprietario
avesse manifestato l'intenzione di trasferire il cavallo nelle scuderie di Luca Cumani a Newmarket.
Le preghiere del Diavolone erano state esaudite, come ben sappiamo, e non per intervento divino ma
semplicemente perchè Falbrav era stato preparato come nessun altro avrebbe forse saputo fare.
Il gran gesto, una lettera forse o una telefonata o quattro parole scambiate nei prati di
Bellinzago, ha richiesto solo pochi minuti, ma sono stati minuti capaci di riempire tutta una vita.
Al prossimo Gran Premio, Luciano.
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MILANO VENDE STORIA
"Milano vende storia" sembra proprio essere l'ultima malattia consumistica del capoluogo lombardo. Se consideriamo infatti il recente progetto di dismissione delle aree di allenamento del galoppo, la Trenno e la Maura, non può che essere spontaneo pensare che l'amministrazione comunale stia pensando di mettere all'asta un pochino della propria storia sportiva. L'idea non è nuova, però, se pensiamo ai palazzi Ligresti costruiti in tempi di facilitazioni politiche per imprenditori e politici concubini degli anni ottanta, costruiti proprio di fronte al complesso scolastico Omnicomprensivo. Difatti l'ingresso di quel lussuoso complesso edilizio e la relativa portineria sono ricavati dalla struttura che rappresentava l'ingresso delle scuderie di un certo Ribot tanto per rendere giustizia ai ricordi storici.
Oggi quindi per la Trenno e la Maura si prospetta il medesimo destino, fermo restando che per la destinazione futura e il nome dei compratori siamo nel puro e semplice campo delle ipotesi.
Per quel che riguarda i compratori, gli illustri colleghi della carta stampata seguono la scontatissima pista Ligresti-Berlusconi, mentre dalle palpitanti labbra degli abitanti delle "badlands" - per dirla con Bruce Springsteen - del galoppo sgorgano i nomi di Tronchetti Provera e l'associata Beni Immobili nonchè quello della lussuosissima IPI degli Agnelli che ha già comprato gli impianti ippici piemontesi.
Comunque vada alla fine della trattativa tutti, cavalli, fantini, allenatori, dovrebbero andare a finire in una struttura del pavese dove si sognano campi e piste all'americana, su sabbia
magari, visto che gli esperti affermano che per poter sopportare i galoppi di qualche centinaio di cavalli. i prati su cui sorgerebbero le piste avrebbero bisogno di una stabilizzazione di una decina d'anni.
Per quel che riguarda in fine la nuova destinazione delle aree interessate, anche lì siamo nel campo delle ipotesi. Tanto per cominciare su queste aree esiste il divieto di edificazione, divieto che può essere comunque tolto in qualunque istante per ordine della giunta comunale. Una volta risolto questo piccolo impiccio burocratico dovrebbero sorgere altri palazzoni lussuosissimi per i ricchi milanesi o una sorta di Campus sportivo all'americana (tutto all'americana...ma quand'è che scolpiranno la faccia di Cossiga, Scalfaro e Ciampi sul Monte Bianco?), con un nuovo stadio di proprietà di Inter e Milan in maniera tale che i blasonati clubs calcistici riescano a gestire autonomamente i propri interessi sportivi senza "passare" dal Comune che gestisce San Siro che a questo punto potrebbe ospitare o le galline o i profughi... Bisogna dire però una cosa: che cioè in America, tutto ciò che ha dato gloria alla nazione è conservato se non in cassaforte certamente in un museo, tutto però, dalle lattine di Coca Cola, ai primi oggetti di plastica, fino a costruire statue di cera con le effigi dei cantanti più noti .... da noi la storia, almeno parte di essa, si vende e con la storia si costruiscono le portinerie per pochi fortunati... Ma dal vostro punto di vista ci sarà mai in America un condominio in cui a darvi il benvenuto troverete Bruce Springsteen? Ma soprattutto troviamo prima una sistemazione per i lavoratori degli attuali impianti e pensiamo poi al resto?
RLS
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