Finanziamento delle corse: finalmente il "fisso" ma...

   18/11/2009 by gimex




Ci pare necessario intervenire nel dibattito apertosi, in ritardo ma tant’è, sull’ ipotesi di chiudere la connessione diretta tra il movimento delle scommesse e la formazione delle risorse da destinare al comparto ippico.
Occorre, per chiarezza, tornare alla serrata che esattamente un anno fa provocò il blocco delle corse e portò i problemi dell’ippica, in particolare quello del suo finanziamento, sulle pagine dei quotidiani e dei telegiornali.
La serrata si concluse con l’approvazione di un decreto che aumentava il prelievo sul movimento delle slot-machines (PREU) a favore dell’ippica e del Coni ed a danno dei gestori delle stesse.
Il provvedimento, alla luce del trend settoriale, apriva un’improvvisa possibilità di ricchezza per l’ippica e convinse gli operatori alla sospensione delle stato d’agitazione, il cui fronte mostrava comunque segni di cedimento.
Bastava crederci … o far finta di crederci..

Fin dall’ inizio, e lo scrivemmo, fummo insospettiti dal fatto che da parte delle Associazioni dei gestori delle slots, non vi fosse stata una sorta d’insurrezione (evidentemente sapevano come sarebbe andata a finire) e che, guardando al nostro giardino, fossero immediatamente state accantonate le ipotesi di rifondazione dell’ippica sulla base di diversi rapporti di potere fra le parti (ci ritorneremo più avanti) che cominciavano a farsi strada, particolarmente al galoppo.
Non ci sbagliavamo ed infatti l’aggancio delle risorse ippiche alla miniera d’oro che le slots rappresenatvano, non entrò neppure in vigore e venne sostituito, a fine novembre da un DL - divenuto poi Legge 28 gennaio 2009 n.2, attualmente in vigore - sulla base della quale a partire dal 2011 sarebbe stato il Ministro dell’Economia a mettere a disposizione uno stanziamento annuale, di ammontare definito anno per anno, destinato al Coni ed all’ Unire (150+150 milioni per il 2009 e 2010 in via provvisoria quello destinato all‘ Unire) .

In molti, la maggior parte, non se ne accorsero neppure ( infatti il dibattito è emerso solo ora) ma era evidente come ci si fosse avviati lungo il percorso, sponsorizzato da AAMS e Concessionari, che sostanzialmente sarebbe sfociato nella disconnessione dell’ippica dal movimento delle “sue” scommesse.
A contrastare la scelta (mi pare ormai certo che sia così) rimane solo l’ideologia dell’ ippica romantica, i cui sostenitori vedono, a dir loro, rinnegare la storia e la stessa natura delle corse ippiche. Io penso che con il romanticismo di strada se ne farebbe veramente poca, quindi ben venga la separazione , semmai eccessivamente tardiva, e ci si apra a nuove prospettive, magari persino a quella di un’iniziale diminuzione del montepremi.
Da qualche anno ormai, timidamente avanzavo l’ipotesi “disconnessione” su queste pagine e meno timidamente nell’audience più vasta dei forum ippici ed in alcune sedi istituzionali, quindi non posso che schierarmi con i sostenitori di un nuovo modello di finanziamento dell’ ippica, fornito annualmente dal Ministro dell’Economia a carico delle entrate erariali ed extraerariali dell’ intero compartimento dei giochi e delle scommesse, il cosiddetto “fisso“.

Ho accennato a quella che ritengo essere (così sarà, credo) l’inevitabile conseguenza, quella della diminuzione del montepremi. Non mi stupisce che, molto giustamente, T&T di oggi ponga puntualmente il problema del quantum: quale sarà l’ammontare del fisso cui pensa Il Ministro o chi per lui (AAMS) ?
Attualmente il fabbisogno è di 450 milioni, dalle scommesse ne verranno 260 (stima 2009) se ci aggiungiamo i 150 derivanti dalla Legge per il 2010 si arriva sì e no a 410 e non credo (in pochi lo credono, per dir meglio) che lo Stato pensi di finanziare l’Unire esattamente come il CONI (450 milioni) che regge una realtà ben maggiore.
Ragionevolmente bisognerà cominciare a pensare che il “fisso” sarà considerevolmente inferiore e che quindi un ridimensionamento del montepremi è inevitabile. A meno che….

A meno che non si riprenda a parlare della rifondazione del sistema, partendo pure, come sta a cuore a molti (peraltro non disinteressati…) dal Piano Industriale delle tre B (Bianchini-Biasuzzi-Botti) ma mettendo mano, per demolirla, alla struttura attuale.
Per indicare la mia idea mi limiterò, rimandando gli approfondimenti ad una successiva puntata, magari dopo aver ricevuto qualche replica, alla formulazione della scaletta degli interventi necessari con il corredo indispenzabile dello slogan mediatico delle tre S (ad intregrazione di quello delle 3 B citato sopra)

- Separazione dell’ ippica (del suo finanziamento) dal volume delle scommesse . La gestione delle scommesse è già separata, come sappiamo tutti, ma è ormai improrogabile sciogliere ogni legame, anche per evitare che siano gli ippici stessi a fare danni (come nel caso della V7, tanto per non restare nel generico)

- Separazione delle corse (spettacolo) dall’allevamento (agricoltura). Il che significa esclusione dell’allevamento della spartizione del montepremi e dalla redistribuzione del “fisso”. Ovvio che questo comporterebbe l’uscita delle corse dall’ Unire, che quindi potrebbe continuare ad interessarsi della tutela delle razze equine in fase di allevamento e “conservazione” ma non del loro impiego agonistico, oppure il so scioglimento o la sua rinascita sotto forma di Federazione sportiva (come era prima del 1932 quando l’Unire nacque. In altri termini, più brutali: l’allevamento è attività agricola quindi se la veda con il suo Ministero le corse sono sport e spettacolo, quindi se la vedano con una propria Federazione e /o con il Coni.

- Separazione delle casse tra trotto e galoppo (da gestirsi all’interno della “federazione”)